Sentirsi a casa, fuori casa: come riconosco il locale ideale in tempo di pandemia?

Pubblicato il 14 gennaio 2022 alle 15:00

Sentirsi a casa, fuori casa: come riconosco il locale ideale in tempo di pandemia?

Durante questo periodo in cui tutti possono affermare di conoscere qualcuno in quarantena, stavo pensando ai parametri che prima di questa emergenza ero solita considerare per scegliere un posto in cui andare a mangiare, a bere un cocktail o una birra, a prendere un gelato. Cosa significa per gli italiani “sentirsi a casa” e “stare bene” oggi? La risposta è cambiata, come dimostra un’indagine di Doxa (azienda che si occupa di ricerche di mercato) svolta per conto di Birra Moretti proprio alla fine di quest’estate. È emerso che questa sensazione di benessere, oltre a nascere stando bene con noi stessi e grazie alle persone a noi più vicine, deriva anche da altri fattori: il cibo, la musica, i profumi. Per sentirmi a casa, ma fuori dalle mura domestiche, ho elaborato una lista di punti per definire quali sono i miei locali preferiti anche durante la pandemia.

Sentirsi sicuri

Non accetto più file disordinate davanti ai locali più in voga, solo prenotazioni telefoniche, online, tramite app. Non accetto più tavoli minuscoli in cui la persona più vicina nemmeno la conosci, solo sale con un numero di coperti distanziati e tutti seguiti con le stesse attenzioni dal personale. Non accetto più menu sporchi o rovinati, solo menu digitali o correttamente igienizzati. Se prima erano cose che tolleravo, ora sembrano inconcepibili e forse è giusto che lo siano.

L’accoglienza e l’ambiente

I piccoli gesti, così come i dettagli, contano. Se il titolare ti apre la porta lo noti, se le prime parole che ti vengono rivolte sono una battuta o un complimento lo noti, se torni in un locale e si ricordano di te lo noti, se sanno anche cosa avevi mangiato o bevuto hanno fatto jackpot. Allo stesso modo anche l’ambiente va curato dal punto di vista estetico e predisposto per essere confortevole, senza risparmiare sul riscaldamento in inverno o sull’aria condizionata in estate. Per un italiano su due (52%) tutto dipende da questo.

Il servizio

Molti credono che sia il menu a farla da padrone in un ristorante, ma dal mio punto di vista è il servizio a fare davvero la differenza. Se lo stesso piatto viene portato al tavolo con un sorriso o con un’espressione spenta anche il sapore del piatto cambia in modo corrispettivo. Allo stesso modo la vede il 40% del campione d’indagine di Doxa, che preferisce un servizio informale e alla mano, piuttosto che quello impomatato da tovaglia bianca e da “come sta andando” dopo ogni portata.

Il piatto forte

Può essere un calice di vino che hanno in carta solo in quell’enoteca, un gusto di gelato che fa gioire le mie papille gustative, una birra rara, una pasta alla carbonara da capogiro: ho bisogno di un valido motivo, alcolico o culinario che sia, per tornare in un locale. Mangiare e bere bene è uno dei piaceri della vita e avere una lista di posti di fiducia è indispensabile. Ecco perché scegliere cosa mangiare è il mio primo pensiero quando organizzo un viaggio.

L’atmosfera

Quando entro in qualsiasi luogo ho già dei preconcetti, delle aspettative. Per esempio, se entro in un’osteria e sento nell’aria profumo di ragù è il naso a sentirsi appagato e coccolato. Quando toccando il tavolo la mano resta appiccicata è il tatto a risentirne. I giusti colori e il gusto nell’arredamento fanno brillare gli occhi. Una playlist in linea con lo stile del locale viene apprezzata molto di più dalle mie orecchie rispetto alle stesse canzoni che si ripetono in loop; infatti, per 3 italiani su 10 a fare la differenza è il sottofondo musicale unito a un’acustica che permetta di non doversi urlare contro per sentirsi.

Il conto

I soldi nel locale “che vorrei” sono totalmente ben spesi, o meglio, investiti per la mia felicità. Ciò non toglie che il momento del conto è quello che molte persone vorrebbero evitare, ma ripagare lo sforzo di chi ci ha fatto passare una così bella serata dovrebbe essere un piacere. Una buona dose di limoncello offerta, in ogni caso, è un incentivo non indifferente.


Foto di copertina da Unsplash di Fred Moon
Foto interne da Unsplash

  • MAGAZINE
  • TENDENZE FOODIES

scritto da:

Alice Burato

Un nome e un destino: vivere nel Paese delle Meraviglie. Amo la pasta alla carbonara, l'odore delle pagine dei libri mentre li sfoglio e giocare a tennis quando ho bisogno di staccare la spina. La mia attività preferita? Cercare nuovi ristoranti da provare.

POTREBBE INTERESSARTI:

​Pizza Day, l’appuntamento è fissato per il 17 gennaio

Una festa dedicata al lievitato tra i più famosi al mondo nel giorno di Sant’Antonio Abate patrono dei pizzaioli.

LEGGI.
×