Autentica trattoria a conduzione familiare a pochi passi da piazza Santa Croce, Trattoria Pallottino ha un ruolo importante nella storia di Firenze e non solo come attività ristorativa. Non a caso è un'attività storica fiorentina, che esiste fin dai primi del '900 e dove si possono ancora ammirare pavimentazioni e arredi di una volta, quando il locale era una fiaschetteria con piccola cucina. Oggi Trattoria Pallottino accoglie turisti, fiorentini e molti personaggi del mondo dell'arte e della musica con una cucina toscana della tradizione del vecchio contado fiorentino, basata sulla stagionalità e su ricerca e diretta selezione dei prodotti.

È un pezzo importante della storia del quartiere

Trattoria Pallottino è un'attività storica che esiste dal 1911, riconosciuta dal Comune di Firenze come Esercizio Storico con più di 50 anni di attività. Il locale nasce nel quartiere di Santa Croce, in una zona tipicamente romana, a pochi passi dall'anfiteatro, dove sorgeva un vecchio mercato rionale che arrivava fino all'arco di San Pierino.
Nel quartiere ogni 28 ottobre, in occasione di San Simone, si svolgeva una festa rionale che attirava molte persone, motivo per cui nacque la fiaschetteria. All'inizio, infatti, questo locale era una fiaschetteria con una piccola cucina che preparava qualche piatto caldo e il cuoco serviva le pietanze da una finestrella che si affacciava direttamente sulla strada.
Nel 1987 l'attuale titolare Giovanni ha rilevato l'attività, manentendo il locale così com'era, con il suo pavimento di sampietrini.

Il titolare è un promotore dell'Associazione delle attività storiche fiorentine

Giovanni è stato tesoriere per 5 anni e uno dei fondatori dell'Associazione degli Esercizi Storici Fiorentini, nata nel 2013 con lo scopo di promuovere e tutelare le attività con più di 50 anni d'attività. Attualmente fa parte del collegio dei revisori. 

Il locale oggi

Il locale oggi è composto da due sale: la sala sul retro rimasta com'era agli inzi, e un'ulteriore sala, aggiunta già 50 anni orsono. Le sedie e i tavoli in legno di castagno sono stati decorati dal pittore fiorentino Borgianni e, all'interno, sono presenti alcune stampe del maestro fiorentino Rapisardi. 

Ne ha di aneddoti da raccontare

Grazie alla vicinanza col Teatro Verdi, la trattoria è spesso frequentata da artisti e musicisti. Di qui sono passati personaggi come Zubin Mehta, Uto Ughi con il suo Stradivari, Maurizio Pollini, Renato Zero, che arrivava a mezzanotte con i suoi amici mentre i fan cercavano con ogni pretesto di entrare, e ancora Solenghi, Foa, Lopez, Massimini, De Gregori, James Taylor, Benvenuti e molti altri ancora. Oggi, è molto frequentata dagli studenti della New York Film Academy, accademia del cinema nata nei pressi dell'anfiteatro frequentata da artisti  come Matthew Modine.

In cucina la tradizione toscana prima di tutto

La cucina di Trattoria Pallottino ha un'impronta tradizionalmente toscana: le vecchie ricette sono tramandate fino ad oggi, e, manco a dirlo, sono tutte a base di ingredienti del territorio e prevedono tecniche di cottura semplici e salutari.
Alla trattoria c'è sempre sia il menu fisso con le specialità della casa, che il menu del giorno.

La pasta fresca è fatta in casa, così come i sughi, la guancia viene acquistata presso una storica macelleria fiorentina, i salumi presso diversi piccoli produttori.
La Ribollita, ad esempio, è preparata solo quando è reperibile il cavolo nero, ed è uno dei piatti che va per la maggiore, assieme alla pappa al pomodoro e alle pappardelle fresche al cinghiale. Specialità della casa è il ragù, preparato dal fratello di Giovanni, fatto cuocere lentamente e abbinato a pici e ai tortelloni freschi.

Tra i secondi, non si può non menzionare la Bistecca alla Fiorentina, alla cui razza, macellazione, frollatura, cottura è dedicata grande attenzione; ma uno dei secondi più tipici più richiesti rimane il Peposo, preparato seguendo la ricetta di Impruneta: con muscolo di manzo tagliato a tocchi grossolani con il suo grasso, lasciato macerare nel vino rosso, verdure e aromi per un'intera giornata e poi cotto con grani di pepe. Il peposo veviva servito ai lavoratori della cupola del Duomo perchè si pensava che il pepe li rafforzasse e gli conferisse la carica per lavorare.
Ovviamente poi sulla tavola di Trattoria Pallottino non mancano le frattaglie come il lampredotto, preparato in modo classico con la salsa verde, inzimino o nel coccio con le bietole, e la trippa alla fiorentina, nelle sue varianti.
I dolci sono tutti fatti in casa: da provare la cheesecake cruda con salsa d'arancio e mirtilli, la panna cotta, e il tiramisù espresso. 

Lo staff è il solito da anni

Chi lavora alla Trattoria Pallottino è una squadra affiatata e consolidata, rimasta invariata nel tempo: Giuseppe Diana e Alessio Falchini in cucina, Gabriele Diana, Stefano e Stefania Vivoli in sala e, ovviamente, Giovanni Diana, che seleziona personalmente i produttori e si prende cura di ogni aspetto dell'attività.

I vini sono selezionati direttamente in azienda

Giovanni, appassionato di vino, ha creato una selezione di etichette, prevalentemente di rossi toscani, che ha scelto personalmente in azienda e che difficilmente si trovano nella grande distribuzione. Un passaggio diretto, senza intermediari, dunque, che garantisce anche il mantenimento di un ottimo rapporto qualità/ prezzo. Oltre ad una selezione di Chianti, non mancano nemmeno alcuni Super Tuscan di Antinori. I bianchi sono veneti e lombardi: nella carta la fanno da padroni il Pinot bianco e quello grigio e per le bollicine il Franciacorta.

Non manca una selezione di birre artigianali

Ai vini, si affiancano le birre artigianali prevalentemente toscane, che ben si abbinano ai piatti toscani.
 

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