Ci sono indirizzi che colpiscono per la cucina, altri per la posizione, altri ancora per l’atmosfera. Locanda della Regina riesce a tenere insieme tutti questi elementi con naturalezza, costruendo un’esperienza coerente e riconoscibile, in cui il piacere della tavola si intreccia a quello del luogo. Già il nome orienta l’immaginazione, ma è entrando che la suggestione prende forma: le sale intime, i tavoli raccolti, il soffitto a volta con mattoni a vista e la misura degli ambienti rimandano a una Torino elegante, composta, quasi sospesa.
La vicinanza con Villa della Regina non è soltanto geografica: in questo ristorante sembra entrare anche l’atmosfera della residenza reale, in una forma più calda e conviviale. Il richiamo al mondo sabaudo si avverte senza bisogno di essere dichiarato: è nella sensazione che il tempo abbia rallentato, nella grazia silenziosa delle sale, in quell’idea che una regina potrebbe sedersi qui a tavola senza che nulla appaia fuori posto.
Locanda della Regina è uno di quei posti in cui si apprezza subito il comfort di un ambiente non rumoroso, pensato per far stare bene. È perfetto per una cena intima, per un incontro in cui si cerca una certa delicatezza, ma anche per una pausa pranzo di relax rigenerante. In una città dove spesso i locali puntano sull’effetto e sul volume, qui si sceglie una via diversa: quella della discrezione, della cura e dell’equilibrio.


La cucina conferma questa impressione. Il menu mostra una ricerca approfondita, che parte dalla tradizione ma non si limita a riproporla. Al contrario, la rilegge con intelligenza, costruendo accostamenti che sanno sorprendere senza mai diventare esercizi di stile. Inoltre, il menu cambia 4/5 volte l'anno in base alle materie prime di stagione: in ogni momento dell'anno c’è una base solida, c’è il rispetto per il territorio, ma c’è anche la volontà di spingersi oltre, trovando nuovi dialoghi tra ingredienti e consistenze.
Lo racconta bene la proposta della carne cruda battuta al coltello con crema di topinambur, gocce di olio al tartufo e croccante di nocciole tostate, un piatto che restituisce in modo chiaro l’identità della cucina. Da una parte c’è la rassicurante classicità della cruda piemontese, dall’altra una costruzione più personale, che mette insieme elementi diversi con equilibrio. Il topinambur aggiunge una nota gentile per niente scontata, l’olio al tartufo richiama un gusto più tradizionale, mentre la componente croccante spezza l’assaggio e gli dà ritmo. Il risultato è un connubio originale, ben calibrato, indubbiamente riuscito.
Anche il resto della carta si muove nella stessa direzione. Le tapas introducono il pasto in modo conviviale e sfizioso, mentre tra i primi si ritrovano piatti che parlano piemontese con eleganza, senza rigidità: i tajarin ai carciofi spinati di Sardegna trifolati, il risotto al blu di Cuneo con riduzione al Barolo, gli gnocchi viola con crema di Castelmagno e nocciole langarole tostate. Preparazioni che lavorano bene sulla memoria gastronomica del territorio, ma con un’attenzione evidente al dettaglio e all’armonia complessiva del piatto.
Nei secondi la carta resta coerente, alternando carne, pesce e proposte vegetariane con una linea precisa. La Fassona piemontese compare in più versioni, confermando l’attenzione per la materia prima locale, ma non mancano aperture che allargano il racconto della cucina e la rendono varia senza disperderla. Tutto concorre a dare l’idea di un menu ragionato, capace di incontrare gusti diversi mantenendo una personalità solida.

A completare l’esperienza c’è una carta dei vini ampia e importante, uno dei punti di forza del locale. Il Piemonte occupa naturalmente un posto centrale, ma la selezione non si ferma ai confini regionali. Etichette di qualità e bottiglie d’annata rendono il ristorante particolarmente interessante per appassionati e intenditori e sono parte integrante del racconto gastronomico. Inoltre dal lunedì al giovedì compreso, sia a pranzo che a cena, c'è l'imperdibile promozione “Dottor Vino” che propone tutti i vini presenti in carta a prezzo di costo: le bottiglie vengono servite ai tavoli senza alcun ricarico, il costo è quello che il ristorante ha sostenuto per acquistarle. La promozione non è valida per il take away.

Con l’arrivo della bella stagione entra in scena anche il dehors, che aggiunge un ulteriore motivo per fermarsi alla Locanda della Regina. Eppure, nonostante il piacere dell’esterno, viene quasi voglia di restare dentro: le sale hanno infatti una personalità così definita e accogliente da diventare esse stesse parte del fascino del luogo.
In una Torino ricca di insegne, Locanda della Regina si distingue per una qualità non così frequente: avere un’identità precisa e sostenerla fino in fondo. L’atmosfera è curata ma non artificiosa, la cucina conosce la tradizione e sa interpretarla con sensibilità, la carta vini aggiunge profondità a un’esperienza già molto ben costruita. Più che un semplice ristorante, un luogo raccolto e raffinato dove il fascino sabaudo si lascia ancora intuire, e dove sedersi a tavola diventa parte di una storia più ampia.
Locanda della Regina - Via Villa della Regina, 7. T: 0110374067