Alchimista Veneziano non ha il wifi e al suo interno, come si dice, "il telefono prende poco". In questo cocktail bar e ristorante dell'entroterra veneziano nulla è un caso e anche questo tassello analogico è importante per dipingere un'esperienza elegante e rilassante, tipica dello speakeasy. Perché come dichiara l'alchimista Stefano:"Qui le persone devono bere bene e rilassarsi, dimenticandosi dello smartphone". Una forzatura? Nemmeno per sogno: chiunque varchi la soglia di Alchimista Veneziano viene pervaso dal desiderio di lasciarsi andare, di scrollarsi di dosso il logorio della vita moderna e, in prima battuta, avvicinarsi al bancone dove Stefano fa da bartender e da confidente. Come si usava una volta nei cocktail bar più raffinati delle capitali d'Italia e d'Europa. "Un Manhattan, prego" e in men che non si dica ti ritrovi a confessare l'inconfessabile ad uno sconosciuto che poi tanto sconosciuto non è: è il tuo alchimista di fiducia, o sta per diventarlo.

Un'atmosfera unica che crea dipendenza

Alchimista Veneziano è un concentrato di relax in stile newyorkese ai tempi del proibizionismo. Luci soffuse che si abbassano ancora fino a creare un'atmosfera rarefatta e fumosa nel dopocena, candele accese e tanti dettagli di design che catturano il cuore dei romantici come i bocchettoni per l'aspirazione del fumo di sigaretta sul soffitto, trasformati in lampade inimitabili, o la nicchia a sinistra dell'entrata dove l'alchimista mette in infusione i vermouth e i bitter fatti in casa all'interno di grandi contenitori in vetro.

A catturare subito l'attenzione ci pensa il bancone classico, minimale e abbellito dai ninnoli del mestiere, dalle boccette di profumo vintage che contengono le essenze da vaporizzare a cocktail ultimato alle campane di vetro per contenere le affumicature. 


Accanto al bancone dell'alchimista c'è la cucina a vista, il regno di Mersia. Un impatto visivo "wow" che annuncia forte e chiaro che non si vive di soli drink, ma di alchimie quelle sì perché si ritrovano in cucina come al cocktail bar. A spiccare sono le tartare di pesce e i grandi classici della cucina veneziana rivisitati in maniera creativa e rispettosa della materia prima, da gustare a cena o, in porzione ridotta, per l'aperitivo.

Il resto della sala è un susseguirsi di tavoli rotondi che ricordano i bistrot newyorkesi, comode sedute e piccoli divani in stile impero riammodernati con un occhio alle tendenze industriali. Vien da sé che ogni occasione è quella buona per godersi qualche ora fuori dal tempo e dallo spazio usuali, che sia per sorseggiare un Americano in compagnia del romanzo preferito oppure per una cena lenta, goduriosa e senza l'intromissione di motori di ricerca e social network.


A cullare ogni serata ci pensa la musica jazz e blues, qualche volta suonata dal vivo nel soppalco che ospita il dj con il suo bagaglio di vinili. E per chi desidera rimanere all'esterno c'è un comodo dehors affacciato sul verde, al riparo dalla strada e dal traffico. 

Cosa si beve e cosa si mangia

L'alchimista è pronto a preparare una variegata selezione di cocktail IBA. E se credi di sapere tutto in fatto di cocktail ti ricrederai: scegliere fra la trentina di grandi classici della miscelazione proposti da Alchimista Veneziano non è cosa semplice. Ma a consigliarti ci pensa Stefano con le sue doti da bartender-psicologo:"Preferisci il dolce o l'amaro?" di solito si inizia così, e magari si finisce per personalizzare un mostro sacro della cocktelleria. La bottigliera è in continua espansione e contiene vere chicche calibrate per essere accessibili a tutti. Ad esempio ci sono il gin e l'amaro Kooper del master distiller vicentino Andrea Gallottini. E, noi ti avvisiamo in anticipo, qui non troverai Campari, Aperol e Select ma solamente bitter (e vermouth) artigianali infusi dall'alchimista e ricchi di spezie e aromi naturali. 


Poi cocktail analcolici e una cantina di vini e birre in bottiglia super selezionata per accontentare tutti con alti standard di qualità. Così con la tartare di scampi al profumo di limone e zenzero puoi scegliere di abbinare un calice di bollicine oppure... un gin tonic!


Anche il menù dedicato al cibo è snello, preciso e dalla forte identità: saor e baccalà ricordano Venezia e la sua cultura culinaria, mentre il reparto crudi è una ventata di delizie contemporanee. Si va dalle crudità di scampi alle tartare: di gambero rosso di Mazara al profumo d'arancia; di spada, cipollotto e pistacchio; di baccalà alla vicentina... Ad accomunare ogni piatto, preparato al momento nella cucina a vista, è la grazia messa nell'impiattamento, unita ad una creatività che porta la firma di "Alchimista Veneziano". Il baccalà mantecato? All'interno di un cannolo! C'è anche il pregiato tartufo ad impreziosire la tartare di Fassona.

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