Vedi un ananas e subito pensi alla Piña colada. Per Welcome Cocktail Bar però l'esotico frutto è molto di più: simbolo di accoglienza e di ospitalità è soprattutto un invito a sentirsi i benvenuti in questa nuova scintilla del panorama cocktail padovano. 

Nomen omen perché l'impressione, entrando nel piccolo antro della mixology, è quella di trovarsi nel bar sotto casa tenendo solo ciò che ci piace: familiarità, relax e la sensazione di non essere mai fuori posto. Il merito va alle premesse con le quali il giovane Francesco ha iniziato la sua prima avventura imprenditoriale dopo sette anni passati a shakerare tra l'Italia e il resto d'Europa, con Barcellona, dove ha fatto esperienza al W Hotel, il "Vela", come punto di riferimento per le tendenze in fatto di mixologia. La volontà di aprire un locale easygoing dove fare aperitivo in maniera classica ma sentirsi liberi di esplorare i propri gusti con un Americano tailored made e i signature cocktail. Prendila come vuoi, non si sbaglia mai.

Perchè l'interior è da rivista (con nuove idee per la primavera - estate)

Welcome Cocktail bar nasce lì dove esisteva un bar senza troppa personalità. Il locale è stato completamente svuotato e ricostruito con l'aiuto dell'architetto Gianfranco Tasca di C2R e le direttive di Francesco, attento tanto all'estetica quanto alla funzionalità. Linee pulite, legno caldo e l'elegante essenzialità del grigio antracite vestono le pareti e caratterizzano il bancone: grande, conviviale, dialogico. Perché il cocktail è più buono se ti godi lo spettacolo. 

Stupiscono i dettagli di stile, come il grande specchio a parete che moltiplica lo spazio e anticipa la vetrata affacciata sul dehors. Con la bella stagione parte dei tavoli vengono spostati all'esterno, la porta si apre e i confini diventano più labili: un continuum di movida, senza barriere.​

Perché l'aperitivo non vuole stupire, ma lo fa

Finalmente un cocktail bar che non denigra l'aperitivo "alla veneta". Al Welcome puoi ordinare uno spritz e un vino  - sono 9 le referenze al calice, con tante bollicine millesimate - senza essere guardato storto dal bartender che si dà delle arie. Basta un'occhiata alla lista dei vini e alle birre per capire che la semplicità è semplice solo per i non addetti ai lavori: Francesco ha studiato. Le birre alla spina sono ceche e ungheresi, come difficilmente se ne trovano in città al di fuori delle birrerie, e in bottiglia si parla italiano con le birre artigianali di Folgaria. Poi Americano, Negroni e gli altri storici dell'aperitivo preparati su misura contando sulla bottigliera ristretta ma selezionata per dare vita a combinazioni diverse. Lo si capisce scorrendo i vermut: Cocchi, Carpano, Carlo Alberto, Martini Rosso...

Perché i cocktail sono in continuo divenire

Non aspettarti una lista chilometrica di quelle che non sai da dove iniziare e ti ritrovi a prendere "il solito". La scelta di Welcome Cocktail bar segue i trend più recenti, ispirati al less is more e al low waste: una decina di classici, scelti da Francesco "perché piacciono" e in base alle sue esperienze da bartender all'estero perché, anche se ora è tornato a Padova, "fare questo lavoro fuori dall'Italia ti cambia". La formazione lavorativa fuori dai confini non è solamente una buona palestra per capire i trend del settore, è il modo migliore per accendere l'inventiva e creare i propri signature. Ma senza sprechi, ovvero usando gran parte degli ingredienti già in dispensa.

Perché il dopocena non è solo nelle piazze

Ci troviamo in una zona di Padova che il mercato immobiliare suggerisce come vivibile, tranquilla e strategica perché unisce le rassicurazioni della dimensione di quartiere al lustro della vita in centro storico. A soli cinque minuti a piedi da Prato della Valle, Welcome Cocktail Bar porta un po' di brio cittadino appena fuori dalle mura. Chi l'ha detto che bere un drink da centomila like bisogna spingersi in ztl?

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