L'Osteria Sgarzerie, location da urlo e un menù che ti fa tornare

Pubblicato il 16 dicembre 2021

L'Osteria Sgarzerie, location da urlo e un menù che ti fa tornare

Si passeggia in una delle vie più chic di Verona, Porta Borsari, si attraversa un volto storico, poco prima di Piazza Erbe e si viene catapultati in un menadro della città che è tra i più bei scorci di Verona. Si tratta della location dell'Osteria Sgarzerie.

Il nome deriva dall'omonima Corte dove è collocata l'osteria, una delle zone più belle e meno trafficate di Verona. Un tempo era il luogo degli artigiani della lana, da qui il nome "Sgarzerie", riferito alle scardasserie o carderie, le zone dedite all'attività della cardatura.

Oggi la lana ha fatto spazio ad una delle più rinomate osterie di Verona e il trambusto dei mercati che rieccheggiava nella corte, ha cambiato decisamente volto con un tocco più elegante grazie all'Osteria Sgarzerie.



L'ambiente è così caldo e accogliente, che si può pensare di mangiare all'aperto anche durante i mesi più freddi e non solo grazie ai funghi riscaldanti posti all'esterno del locale. In particolare, è sicuramente un'esperienza unica, quella di poter pranzare o cenare sotto l'antica loggia, detta "Loggia del Mangano", che occupa tutta la corte inferiore, con le sue colonne antiche di marmo rosso. Se l'esterno colpisce subito, aspetta di entrare e accomodarti all'interno dell'antico edificio.

Atmosfera tranquilla, musica soffusa, foto antiche della città alle pareti, quadri moderni, pochi tavoli e il il personale sempre gentile, sorridente e pronto a consigliarti abbinamenti e vini d'eccezione.



Qui Greta, la proprietaria, cura meticolosamente il suo locale, senza lasciarsi sfuggire nessun dettaglio, a partire dai prodotti, sempre freschi, genuini e a km zero. Ci tiene che il menù segua la stagionalità e che i clienti non escano "affamati". L'Osteria Sgarzerie, segue la tradizione, ma con un pizzico di innovazione e personalità dei piatti, creando così quel quealcosa in più, che la rende speciale, una reinterpretazione nell’anima delle vecchie osterie di un tempo.



Non vino della casa come nelle “bettole” degli anni Sessanta, bensì bollicine venete, rossi speciali e etichette esclusivamente locali di grande spessore, con cui accompagnare piatti classici come il risotto all'amarone e i ravioli di Baccalà mantecato con burro e salvia croccante.

Difficile dicedersi sul menù, che fa venire l'aquolina in bocca soltanto alla lettura, dagli antipasti ai dolci c'è da sbizzarirsi. Proviamo così, a raccontarvi quest'esperienza incredibile nell'Osteria Sgarzerie. 

 

Dagli antipasti ai dolci, è tutto un dettaglio che si amalga


Niente stuzzichini, gli antipasti non scherzano. Che si tratti di sfilacci di cavallo, su un letto di rucola, guarniti con cialda di Parmigiano, melograno e aceto di lamponi, oppure di Tartare di Scottona della Lessinia con uovo di quaglia e senape in grani, tutto è armonicamente delizioso alla vista e sublime al palato. Se si preferisce una scelta più vegetariana, lo Chef propone uno sformato di verdure di stagione a km zero, con crema di Robiola, gocce di San Marzano e Basilico. Soffice al tatto e dal sapore unico. Non manca nemmeno il pesce, sempre fresco come il carpaccio di Salmone marinato agli agrumi con olio alla senape e pane Carasau. 



La carne resta sicuramente un piatto forte dell'osteria Sgarzerie, che riesce a proporla in diverse situazioni, sempre di prima qualità dei Monti Lessini, le montagne che circondano la città.

I primi piatti, come una volta 

Dal pane alla pasta, tutto è rigorosamente fatto mano con dedizione, una cucina di ricerca sugli ingredienti, di purezza anche nell’estetica del piatto. I tagliolini al Tartufo nero della Lessinia, dove il profumo arriva prima di qualsiasi altra cosa dritto al cuore, ma anche gli gnocchi "Sbatui" di ricotta, con Monte Veronese, burro e salvia. Dal dialetto "sbattuti", perché preparati sbattendo con forza l'impasto durante la preparazione. Quello stesso piatto, che un tempo mangiavano nelle malghe i pastori, quando portavano al pascolo gli animali. Gustoso, ma semplice e tipico della cucina veronese, originario della Lessinia.



Avrebbe tutto il suo perchè, anche il piatto di Maccheroni di pasta fresca all'uovo di ragù di carne melanzane e mozzarella, leggeri e gustosi un mix saporito da gustare lentamente.



Noi però, abbiamo assaggiato i bigoli di pasta fresca all'uovo con ragù di lepre all'amarone e bacche di ginepro. Al primo boccone, sono quei sensi che non si possono percepire, quelli che te lo raccontano meglio di qualsiasi parola: le emozioni.




Non siamo stati capaci di rifiutare l'assaggio di un re indiscusso dell'Osteria Sgarzerie: il Risotto con l'Amarone. Delicato e succolente, si mangia in due e si può degustare accompagnandolo ad un buon calice di vino Ripasso. Lo staff è assolutamente sul pezzo e sa guidarti nell'esperienza culinaria giusta.



Greta infatti, ha pensato proprio a tutti, perchè nel suo menù ha voluto mettere anche qualcosa che a Verona non è così scontato da trovare, come gli spaghetti di grani Turanici di Mancini. Creati con vongole, finocchietto e bottarga di Muggine. Si tratta di un tipo di grano appartenente al gruppo dei frumenti cosidetti "duri". Originario della regione Nord-Est dell'Iran poi esportato anche nel bacino Mediterraneo. E' un tipo di pasta "soft", facilmente digeribile, adatto anche per chi soffre di disturbi digestivi, dal colore della terra e dallo spiccato profumo di grano durante la cottura. 

Nemmeno i secondi piatti deludono i palati


Se i primi piatti sono ricchi di tradizione e sapore, nemmeno i secondi sono da meno. La carne primeggia e si può assaggiarne in tutte le sorti. Dalla Pastissada de Caval, stracotto di cavallo cotto nel Valpolicella per molte ore, un classico della cucina veronese sempre accompagnato dalla polenta, alla pluma di Maialino Iberico alla griglia, alle Costolette di Agnello con gelatina di menta saltate al rosmarino, alla Picanha di Scottona.



Noi però abbiamo addocchiato la tagliata di controfiletto di Scottona della Lessinia con rucola e patate al rosmarino. Un piatto che stuzzica l'anima, delicato ma al tempo stesso saporito. Niente grassi, ma volendo si può versare un filo d'olio Extra Vergine di prima qualità, già posto sui tavoli. Se rimane un posticino, oppure da spartire, ci sta anche il Filetto di Scottona all'Amarone o all'aceto balsamico con patate saltate, decisamente saporito e appetitoso. La carne è di qualità e di prima scelta, delicata e morbida cotta a puntino. Dell'Amarone non si può dire nulla, è l'eleganza nel piatto.



Se però si vuole mangiare pesce fresco, allora si deve assaggiare il Salmerino di Preore di "Trotaoro", una pescheria che alleva trote d'acqua dolce dal 1988, alla griglia con le verdure di stagione.

I dessert che non tradiscono, un vero peccato di gola


 I dolci dell'osteria Sgarzerie, hanno quel qualcosa in più che si non trova facilmente da altre parti.Tutto è fatto al momento e nessun dettaglio è lasciato al caso. Un semplice tiramisù, ad esempio, può diventare un'esperienza cullinaria d'effetto. Infatti se alla base ci sono gli ingrediati classici, come i savoiardi, la crema di mascarpone e il caffè, della composizione non si può dire altrettanto.

Si tratta di un tiramisù "scomposto" da amalgamare nel palato. Disteso su una crespella indurita nel forno che funge da cestino, dove all'interno si trovano i biscotti inzuppati con il caffè coperti dalla crema e pezzetti di cioccolato fondondente e zucchero a velo. L'arte del cliente? Riuscire a non mangiare la crema, prima di non aver scavato con il cucchiano per "tirare su" iletteralmente il l tiramisù. Se alla crema non si resiste, pazienza, ci si troverà con i savoiardi alla fine del cestino. Non è un peccato. 




Un'altra delizia è sicuramente il Crumble di Crema alla Vaniglia con sbrisolona sbricciolata e pere al vino passito. Ad ogni cucchiano non vorresti che finisse mai. Delicato, morbido e fragrante quando si raggiunge la solidità della sbrisolona. La tradizione della sbrisolona, un atico dolce di origini povere arrivato dalla Corte dei Gonzaga prima del '600, che incontra il moderno amalgamandosi in questa nuova ricetta d'eccezzione, abbinata al Passito. 




Se le rivisitazioni non sono la scelta prediletta si può puntare al Tortino di Cioccolato extra fondemte con salsa ai frutti di bosco, oppure alla Torta di Mele con crema alla vaniglia, sempre con il vino giusto.





Che sia un pranzo o una cena, di passaggio, al volo, o per più tempo, non importa all'osteria Sgarzerie, si mangia seriamente in pieno centro e senza aver nulla a che fare con i menù turistici.  

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