Da un grande potere derivano grandi responsabilità diceva qualcuno e lo stesso di può dire quando si parla di un progetto innovativo ed ambizioso come quello di GreenHub
Per conoscere la filosofia e il lavoro che ci sono alle spalle, siamo andati a scambiare quattro chiacchiere con Alessio, giovane titolare di soli 24 anni, "terrone" (come ama definirsi) in origine, ma trapiantato da molti anni a Firenze.

Seduti nella sua splendida terrazza, Alessio ci ha raccontato le origini di GreenHub, le sue caratteristiche e i suoi obiettivi.

Un'idea di ristorazione differente dal solito, di cui si sentiva un gran bisogno, con una grande attenzione per le tematiche ambientali e uno sguardo positivo sempre proiettato al futuro, senza mai dimenticare la grande qualità dell'offerta.  

Come nasce il progetto di GreenHub?

GreenHub nasce da un'idea arrivata verso la fine del 2022. Io già lavoravo qui dal 2020 con la vecchia gestione, avevo cominciato solo nel fine settimana, giusto per raccogliere qualche soldo per le vacanze. Poi ho avuto la fortuna di lavorare con delle persone che mi hanno insegnato tanto e questo mi ha fatto appassionare molto al settore, nonostante avessi fatto degli studi totalmente diversi, nel mondo del design. Poi, una volta scaduto il contratto della vecchia gestione, la proprietà mi ha proposto di prenderlo in gestione e quindi ho deciso di buttarmi. Piano piano è nata questa idea, prima un po' per scherzo, ma poi mi sono reso conto che poteva essere una cosa fattibile. Quindi, dopo vari incontri e la presentazione di un progetto, inerente al rifacimento dei locali e alle attività culturali della palazzina, mi sono buttato a capofitto e, una volta avuto le chiavi in mano, in un mese abbiamo rifatto tutto il locale da zero.  

Parlaci un po' del tuo percorso professionale

Come ti ho detto, ero partito con tutt'altro. Poi mi sono appassionato al lavoro e, ora che mi trovo con un'attività tra le mani, sto sperimentando ancora di più, facendo numerosi corsi in vari ambiti. Per esempio, ho da poco fatto un corso di latte art, per riuscire a dare un servizio diverso al cliente e ho appena terminato un corso di barman. Per il futuro ho in programma di seguire un corso di sommelier, raggiungendo tutti e tre i livelli, anche perché, tramite diverse aziende, ultimamente sono andato a fare delle degustazioni e sto scoprendo questo mondo che è incredibilmente ampio e mi sta appassionando molto. 

Vista la tipologia di locale, risulta evidente quanto tu sia attento al lato green della ristorazione. Da dove nasce questa tua sensibilità?

Questa mia sensibilità è venuta fuori negli ultimi anni, influenzata sicuramente da mia mamma che, insegnando alle scuole medie, è sempre stata molto attenta a tematiche come l'ambiente e la salute, collaborando anche con Legambiente, con i quali abbiamo in programma di organizzare delle attività. Poi, anche per come sono andate le cose nel mondo negli ultimi anni, mi sono appassionato ancora di più a questo aspetto, facendoci sempre più attenzione.

Mi sono reso conto che la natura ci dà tanto, ma può anche toglierci tanto. Un po' come per i rapporti umani, nei quali se si dà rispetto si riceve rispetto. Per questo credo che, anche nel nostro piccolo, se tutti ci impegniamo la natura saprà ripagarci. Ecco perché ho deciso di tenere nel locale una linea green, sia nei prodotti beverage che in quelli food. In questo modo manteniamo anche una clientela di un certo livello, magari disposta a spendere quell'euro in più, sicura però di bere qualcosa di biologico e artigianale, lontano dai prodotti commerciali, con benefici sia per la salute che per la natura, per il minore impatto che questi prodotti hanno sull'ambiente. 

In un mondo come quello della ristorazione, sempre molto attento al profitto, quanto è difficile portare avanti questo impegno green?

Le maggiori difficoltà sono nella capacità di calibrare bene l'aspetto economico; scegliere di avere prodotti green e non commerciali, che costano di più rispetto agli altri, richiede un'attenzione maggiore in fase di preparazione. Devi infatti mantenere una qualità alta, con un prezzo che sia sempre accessibile alla maggior parte delle persone. Bisogna essere molto bravi nel trovare questo equilibrio perché, anche se il prezzo è più alto di un paio di euro, se il prodotto è di qualità alla fine la gente lo apprezza sempre. 

GreenHub è un'isola di tranquillità immersa nel verde. Cosa possono aspettarsi i clienti che vengono a trovarti?

Come hai detto tu, questa è un'oasi di tranquillità: siamo in una zona totalmente pedonale, in cui non passano macchine, bus o tramvia. È un po' come essere in periferia, ma a due passi dal centro città, in quello che è il polmone verde di Firenze. Questo è anche un punto di ristoro per le tante persone che vogliono riposarsi, magari dopo una corsa o una passeggiata nel parco, che arrivano qui sapendo di trovarsi in un posto tranquillo e fresco in cui potersi rilassare senza la calca, il caos e il caldo estivo del centro storico.  

Parlaci proprio di loro, i tuoi clienti. Per chi è pensato GreenHub?

Come ho già detto, la scelta di un determinato tipo di prodotti influisce anche sulla tipologia di clientela. Al mattino, la maggior parte dei nostri clienti è composta da persone con un cane, che spesso si ritrovano qui assieme ai loro amici animali. Proprio per questo abbiamo sulla cassa un barattolo con i biscotti per i cani che offriamo volentieri, perché sono i nostri clienti "migliori". Inoltre, ci sono anche tante persone anziane che fanno la passeggiata mattutina all'interno del parco. 

Poi GreenHub è pensato per i giovani: sia per chi vuole venire qui a studiare, sia per chi vuole fare un semplice aperitivo. 

Infine, questo è il locale perfetto anche per le famiglie, perché essendo questa un'area pedonale senza macchine, chi ha bambini piccoli può lasciarli un po' più in libertà, avendo tanto spazio nel verde, senza il rischio del passaggio dei veicoli.

A questo punto parlaci nello specifico dell'offerta gastronomica e drink di GreenHub

Partendo dalla sezione food, abbiamo cercato di prendere sempre prodotti a Km zero. Per questo collaboriamo con la Coldiretti, sempre qui nel parco delle Cascine, tramite la quale siamo entrati in contatto con un'azienda di Vicchio per quanto riguarda i salumi e con una di Fucecchio per i formaggi e i latticini. 

Quando è possibile, cerchiamo sempre di favorire le piccole aziende locali, anche per non andare sul commerciale o sulla grande distribuzione. La nostra filosofia è proprio quella di aiutare le piccole realtà che negli ultimi anni hanno vissuto momenti di difficoltà.

Per quanto riguarda invece il lato beverage, che comprende succhi, tè freddi, bibite gassate e altro, abbiamo cercato di tenere una linea di prodotti sia artigianali che biologici. Stesso discorso anche per alcuni super alcolici, come grappe, amari e limoncelli. In più io personalmente, grazie al corso di barman appena frequentato, cerco sempre di aumentare l'offerta per i clienti, provando ad indirizzarli verso prodotti alternativi e sempre biologici.

GreenHub è anche cultura, parlaci delle vostre iniziative

Qui vengono organizzati diversi laboratori per bambini (8-10 anni) e anche performance di vario tipo, come quelle di danza contemporanea o mostre. Si tratta di attività che richiamano sia il mondo della cultura che quello dell'ambiente. Noi nello specifico abbiamo fatto diverse presentazioni di libri e inoltre abbiamo preso dei contatti con Legambiente, in modo tale da poter creare con loro dei laboratori e delle attività da svolgere all'interno del parco. Si tratta sempre di attività legate al tema dell'ambiente, alla sua cura e alla conoscenza del posto in cui viviamo.

A tal proposito, quanto è difficile fare cultura a Firenze fuori dai circuiti classici?

Negli ultimi anni è sempre più difficile fare cultura rispetto al passato. Oggi, la massiccia presenza di strumenti tecnologici, comporta una grande difficoltà nel fare cultura e soprattutto nel coinvolgere le persone. E lo dico io che sono giovane e dovrei essere entusiasta di questi strumenti. Nonostante questo, c'è ancora chi ci tiene molto, anche fra i giovani, che fanno sempre più attenzione all'ambiente e a tutte le tematiche ad esso legate. Quindi sì, è difficile fare cultura, ma dipende tutto da noi stessi che possiamo e dobbiamo renderlo più facile. 

Quali sono i tuoi progetti per i prossimi anni? Come vedi il futuro di GreenHub?

Le idee sono tante, ma il futuro dipende al 90% da me e dal mio lavoro. Tra i progetti in programma c'è sicuramente quello di curare sempre di più il lato estetico del locale e organizzare una serie di attività che siano continuative nel tempo. 

Un grande progetto che ho in mente è quello di creare un punto di lettura/libreria per i clienti, per dare un servizio in più sempre molto apprezzato. Infine, c'è sempre la voglia di mettere a disposizione uno spazio per tutti coloro che desiderino venire qui a studiare o lavorare, diventando un luogo nel quale trascorrere non solo una mezz'ora, ma molto più tempo. 

GreenHub - Ristoro dell'Indiano
Piazzale dell'Indiano, 1 - Firenze
Telefono: 0550880600
 

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    Piazzale Dell'Indiano 1, Firenze (FI)

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