Il ristorante presenta la sua nuova carta: al centro di tutto la tradizione, l’estetica e il gusto tutto barese per il saper mangiar bene

Abbiamo tutti bisogno di aria, anche d’inverno. Per questo, per questa cena abbiamo scelto le volte alte di Aira. Siamo nel quartiere umbertino, il cuore di quella che i local chiamano la “bella Bari”. Qui la tradizione si veste di lusso e tranquillità. Si vuole mangiar bene, senza troppi voli gourmet. Insomma, i capisaldi della cucina barese spogliati delle banalità. Siccome di posti confortevoli come questi ce n’è sempre bisogno, siamo venuti a cenare in questo teatro enogastronomico. Benvenuti nel rinnovato Aira!

Le volte altissime fanno pensare subito a un teatro, ma anche a un’ariosa serra. Complice anche la vegetazione che riveste archi e pareti. Del resto, il nome del ristorante, Aira, è proprio quello di una pianta.

Tra le piante si respira, si vive e alla tavola di Aira si ritrova la calma dopo aver affrontato gli affanni quotidiani.

Quindi ci sediamo nella intima saletta – i tavoli migliori sono questi qui! – e lasciamo che i nostri occhi vaghino affascinati tra la carta da parati, i velluti scuri e gli oggetti da tavola elegantissimi.

Si inizia da un cestino del pane d’autore. Infatti, le fette vengono dal Panificio Di Gesù di Altamura, un simbolo incontrastato di qualità. Un boccone, giusto per aprire lo stomaco, e ci troviamo davanti a un antipasto che non dimenticheremo più. Il solerte Gianni, anima della sala di Aira, ci serve il Cocktail di scampi 4.6.

Perché 4.6? Perché ci sono voluti tutti i 46 anni di vita di Nino D’Agostino e un ventennio di esperienza nelle cucine pugliesi per mettere a punto una ricetta unica, ricca di sapore, di freschezza e di ricordi. Chi di noi non ha festeggiato almeno una volta con un cocktail di scampi? Ecco, qui potrete assaggiarne una versione davvero gustosa, potenziato dal lime essiccato e i gamberi che, dopo esser stati sbollentati, vengono ripassati nel lime. Ad accompagnare la forchettata rosacea un prosecco rampante: Lucepiana, un blanc de blanc che arriva direttamente dal Veneto. Per la serie non c’è solo la Puglia.

Gli antipasti di Aira sono una categoria su cui indugiare con attenzione. Infatti, ci facciamo tentare da una Rosa di salmone su una vellutata di patate al curry e una crema di peperone in agrodolce.

Ogni filettino di salmone è stato tagliato a mano dallo chef e ha lo spessore giusto per raccogliere tutto il sapore di spezie e creme. Condividetelo con il vostro commensale del cuore: ce n’è abbastanza per godere in due.

La maestria nel taglio del pesce ci convince a spingerci verso l’abitudine più barese che ci sia: il pesce crudo.

Ci arriva un piatto coloratissimo e armonioso di bocconcini sashimi di pesce freschissimo. La bollicina ci aiuta a creare un’armonia di grande piacere.

Tra i primi avremmo potuto scegliere gli Strascinati baresi con cime di rape e acciughe del Cantabrico. Avremmo potuto concederci la pasta alla Sangiuan con capperi di Pantelleria. Ma tra le nostre missioni c’è anche quella di stanare le Assassine più goduriose di Bari. Ed è questa che ordiniamo.

Gli Spaghetti all’Assassina di Aira, disponibile anche con stracciatella, è vecchia scuola: piccante, “pomodorosa” e bruciacchiata al punto giusto, fatta al momento (quindi con il suo necessario tempo di attesa). Una vera Assassina “vecchia Bari”, fedele alla tradizione, per palati alla ricerca di autenticità. Abbiniamo un calice di Antieri, il susumaniello rosé di Schola Sarmenti.

In queste serate d’inverno non c’è niente di meglio di un Risotto porcini e sbriciolata di salsiccia per sentirsi a casa.

Lo chef accompagna il risotto con un carpaccio di porcini che aggiunge freschezza a un piatto sapido e ricco.

I nostri stomaci sono stati incapaci di affrontare anche un secondo, ma noi consigliamo una ricca frittura. Parafrasando un noto film, come la felicità, la frittura è vera solo se condivisa.
L’attesa per l’ultima portata viene ricompensata da un Soufflè cioccolato bianco e crema limone di grande livello.

Dimenticate i tortini bollenti, bruciacchiati con il cuore solido: all’affondo della forchettina si sprigiona una crema di limone fluida e profumatissima. L’ultimo sorso lo dedichiamo al Moscato di Trani di Villa Schinosa.

La cosa bella di Aira è che puoi sederti e spendere 30 euro così come puoi spenderne 100: nel menu c’è una risposta a ogni voglia, a ogni budget, ma anche ad ogni capacità ed appetito, sia che si giunga a tavola super affamati sia che si abbia voglia solo di stuzzicare. Basta sedersi e godersi lo spettacolo.

Aira - Via Matteo Renato Imbriani, 71 - Bari. T: 3290433548

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