In pieno centro storico, la musica è nel piatto: ecco perché le crêpes di Marco e il suo team vi faranno gioire come bambini

«Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano». Cantava così, Antonello Venditti, nel brano Amici mai. Pensando a quella frase, si potrebbe parlare di tante passioni, mode e tormentoni che, dopo averci letteralmente posseduti per qualche anno, sono scomparsi per poi riapparire come se nulla fosse. È stato così per i vinili, che oggi vivono una seconda giovinezza: siamo andati a rispolverare i vecchi giradischi archiviati in soffitta e abbiamo fatto suonare ancora tutti i dischi di famiglia, anche quello di Gino Paoli che canta Sapore di Sale.

È successa la stessa cosa con le crêpes. Ne è la prova il grande successo dell'idea di Marco Mabrouk e di Luca Lucanie, che hanno messo tutta la loro bravura su un'altra piastra tonda: quella per fare i morbidi dischi di pasta alla francese. Ne è nato Quarantigiri, che a Molfetta unisce il piacere della musica e quello del cibo.

La musica per il palato

Quarantagiri nasce come il classico posto a stare, dove rifugiarsi per rifiatare con un Aperol Spritz, un buon calice di vino, una birra alla spina o per condividere la serata con gli amici vecchi e nuovi, seduti attorno a un tavolo, con un quaranta giri nel piatto. Infatti, è questo il diametro della piastra per le crêpes su cui Marco e il suo team si esibiscono ogni sera, riportano in auge un piatto che tanto ci aveva dato negli anni Novanta.


La crêpes è il simbolo dell'amicizia per eccellenza e come tale qui lo si celebra. Infatti, in Francia, in passato, i mezzadri le offrivano ai loro padroni. Servite tradizionalmente in occasione della Candelora, il 2 febbraio, mentre le si preparava, il cuoco era solito esprimere un desiderio al momento di girare la crêpe nella padella. Il desiderio di Marco? Quello di far felice i suoi clienti con le sue ricette dolci e salate. 


In un ambiente vintage industrial, che conserva le atmosfere da casa della nonna, grazie alle ceramiche alle pareti e ai vassoi antichizzati, Marco ha messo a frutto la sua esperienza nelle cucine australiane. Poi, la scelta di ridare una possibilità all'Europa. Ma per farlo, Marco ha avuto bisogno del suo più longevo compagno di avventure, Luca: è lui che tiene in ordine i conti, anche se non è raro vederlo far capolino in sala.

Lato A: la crêpe salata

Le crêpes di Quarantagiri suonano bene sin dalla lista degli ingredienti. Qui si usano solo uova provenienti da un allevamento a terra di una fattoria vicina alla città. Le farine sono quelle selezionate dal Molino Casillo, basi anche per impasti speciali, come quelli agli spinaci o alla barbabietola. Per i più esigenti, disponibili anche le crêpes fatte con farina di canapa. L'impasto resta neutro, né dolce né salato, per permettere di switchare in modo rapido tra le ricette da dessert e quelle da piatto principale.


Tra le ricette da non perdere, c'è la Luciano, che prende ispirazione dal celeberrimo Polpo alla Luciana: il disco di pasta viene condito con ragù di polpo cotto a bassa temperatura e una fonduta di pecorino e bufala. Molto interessante anche la Piazza Grande, fatta con mortadella di cinghiale, ricotta al pistacchio, stracciatella e pomodorino di Torre Guaceto.

Lato B: la crêpe dolce

Una versione particolarmente famosa della crêpe francese è quella definita Suzette, ripiena di salsa all'arancia e infiammata con liquore Grand Marnier. Fu inventata inventata nel 1903 dal cuoco francese Auguste Escoffier e considerata, per il primo ventennio del 1900, il non plus ultra dei dessert di lusso. Non poteva quindi mancare la versione dolce del più importante piatto sul menu di Quarantagiri.


Deliziatevi con Misù, un tiramisù speciale fatto con crema dal mascarpone, servita su crêpes o waffle o pancake, con l'aggiunta di caramello al caffè. Da provare anceh la Cheesecrêpes, dove c’è con cioccolato al pistacchio, crema di cheesecake e crumble ai cereali. 

Oltre la crêpe c'è di più

Quarantagiri è anche una buona metafora di inclusività. Infatti, qui vegetariani e vegani sono i benvenuti. Chi ha allergie o intolleranze, viene servito con la massima attenzione e senza alcuna penalizzazione nel gusto.


Per questo Marco e Luca hanno scelto di inserire altri piatti oltre le crêpes. C'è spazio per fritturine stuzzicanti, stick di patate dolci e poke (ricordi degli anni australiani di Marco), insalate e antipasti ormai diventati iconici come la Sfera di riso patate e cozze, un arancino nero in cui trova spazio il mix simbolo della pugliesità nel mondo. 

Le scelte per la prima volta


Se avete il terrore dell'horror vacui davanti al menu, ecco i consigli dello staff di Quarantagiri per una prima volta da ricordare. Scegliete la Sfera di riso patate e cozze come antipasto e poi dirigetevi sulla più territoriale delle crêpes in carta, la Molfetta Mia, fatta con Cappello del prete cotto a bassa temperatura, utilizzato per fare braciolette, della mozzarella di bufala, cipolla brasata al Primitivo, pomodoro infornato e rucola. Accanto, abbiniamo un calice di Nero di Troia di OttoRaggi oppure una pinta della Strafika, una birra artigianale ai fioroni prodotta a Polignano. 

​All'aperitivo


Scegliete di rifugiarvi nel dehors allestito nella stradina alle spalle del locale: ci sono pochi posti, per questo vi conviene prenotare, ma ne vale la pena. A quel punto, per celebrare la fine della giornata, ordinate l'esperienza Quarantagiri: una selezione di finger food, a cui si accompagnano grandi classici come la Bella di Cerignola e itaralli pugliesi. In questo modo potrete avere un assaggio della Sfera di riso, potrete deliziarvi con le frittelline di cime di rapa, una cialda di waffel con peperone fritto e delle pettole di baccalà. 

Una valida alternativa alla pizza


Spesso si è scettici sulla crêpes: complici i carrettini con i mega barattoloni di Nutella, si pensa siano solo cibo da passeggio, per lo più dolce. Invece è una validissima alternativa a una pizza o un primo: provare per credere.

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