Feel Venice porta i vini della Serenissima nel Giardino Mistico
Pubblicato il 19 maggio 2026
Sabato 23 maggio torna Feel Venice, la rassegna ideata dal Consorzio Vini Venezia per raccontare le cinque denominazioni tutelate attraverso degustazioni e workshop. La sede è il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, spazio normalmente chiuso al pubblico, dove orti, vigneti e frutteti testimoniano una tradizione secolare.
Il cuore dell’evento sono i banchi d’assaggio, attivi dalle 14.30, con venti aziende selezionate che rappresentano Docg Lison, Docg Malanotte del Piave, Doc Venezia, Doc Lison Pramaggiore e Doc Piave. È una panoramica concentrata sulla produzione della Serenissima, senza dispersioni e con un taglio che privilegia la relazione diretta tra produttori e visitatori.
Alle 16.30 e alle 18.30 si tengono i workshop guidati dal wine educator Fabio Gobbi, dedicati alle espressioni più rappresentative delle due Docg. Sono momenti pensati per chi vuole approfondire, ma restano gratuiti e accessibili su prenotazione, mantenendo la dimensione divulgativa che caratterizza il festival.
Uno degli elementi che distingue Feel Venice è il contesto: oltre alle degustazioni, il pubblico può visitare il giardino del convento e la Chiesa di Santa Maria di Nazareth (quella accanto alla stazione di Santa Lucia). Il percorso diventa così un attraversamento di spazi che uniscono spiritualità, storia e agricoltura urbana. Nel tardo pomeriggio è previsto anche un accompagnamento musicale dal vivo, mentre dalle 20.00 entra in scena la proposta enogastronomica curata dal Consorzio, che completa l’esperienza senza trasformarla in una sagra.
L’ingresso ai banchi d’assaggio prevede un contributo di 20 euro, devoluto ai Frati Carmelitani Scalzi per la conservazione del giardino. Una scelta che lega l’evento al luogo che lo ospita e ne rafforza il carattere di iniziativa culturale oltre che enologica.
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Amo la musica alternativa e trovo che negli anni Ottanta tutto fosse più bello. E amo Venezia e le sue osterie. Forse quello che mi piacerebbe di più sarebbe frequentare quelle stesse osterie, ma negli anni Ottanta