Dopo una vita intera passata a lavorare in un settore totalmente diverso da quello della ristorazione, Fulvia Furlanis ha iniziato la sua nuova vita in cucina "quasi per scherzo"...  ma oggi, con il suo Pastasuta, si dice enormemente felice e soddisfatta. 
Ci siamo fatti raccontare da lei cosa significa inseguire un sogno, costruirlo, plasmarlo e non scendere mai a compromessi. 

Eccoci Fulvia, arriviamo ora dopo una grandissima rivoluzione nella tua azienda ma ti va se andiamo con calma e partiamo dall’inizio? 


Assolutamente sì, anche perché non sembra ma in questi anni di salti nel vuoto e cambiamenti radicali ne abbiamo fatti diversi, anche se una costante è sempre rimasta: qui facciamo pasta in maniera artigianale al 100%. Insomma, era il 2008 quando ho scelto di buttarmi in questa esperienza pazzesca, arrivavo da un lavoro in un settore completamente diverso e avevo l’esigenza e la voglia di seguire le mie passioni. Ora, dovevo scegliere tra quella per il canto e quella per la cucina, come vedi ho scelto la cucina ma mai dire mai nella vita eh! 
Siamo partiti con un piccolo laboratorio dove realizzavamo i nostri prodotti artigianali (con una grandissima attenzione anche alla filiera corta che ci legava ai nostri fedeli produttori) e solo successivamente quando abbiamo capito che il prodotto piaceva, abbiamo avuto l’idea di cuocerlo in loco, aprendo così il nostro primo take away Pastasuta. I tavolini in Piazza delle Erbe e Padova dichiarata Patrimonio Unesco sono sicuramente stati - per motivi diversi ma compatibili - le vere chiavi di volta del nostro marchio perché ci hanno fatto capire due cose enormi: il prodotto piace letteralmente a tutti e Padova piace da impazzire ai turisti, che a loro volta si sa, amano la pasta. Dai soli tavolini esterni oggi possiamo quindi contare su di un vero e proprio “ristorante” nel Sotto Salone, che offre circa 25 posti a sedere (e altrettanti in Piazza) dove poter gustare i nostri prodotti. È stata una grande rivoluzione questa per noi, partiti come piccolo pastificio siamo oggi una sorta di ibrido tra il ristorante e il fast food, con un marchio che piace a grandi e piccini, che ha esce al giusto prezzo e soprattutto, che nasce in pieno centro storico a Padova; è una nuova sfida che arriva a molti anni dalla nascita del progetto ma che non può non elettrizzarmi tanto. 

Laboratorio, poi take away, oggi con un vero e proprio “ristorante” nel Sotto Salone - il solo nella zona - quale credi sia la vera forza del tuo prodotto? 


Indubbiamente l’essere un prodotto artigianale al 100%, lo pensiamo noi, lo realizziamo noi, lo vendiamo noi, la cuociamo noi e soprattutto c’è una linea diretta con chi ci propone la materia prima: scegliamo personalmente i fornitori e ci affidiamo a chi ha la stessa nostra filosofia, a chi tiene che le cose siano fatte bene, artigianalmente e in maniera più salutare possibile. Dato secondario ma che mi rende molto fiera è l’affidarci più possibile a fornitori locali, ciò aiuta a fare del bene anche all’ambiente, riducendo di non poco spostamenti ed emissioni. 
Consapevole che non basta la qualità oggi, in un mondo a così alta concorrenza, mi sento di dire anche che usciamo ad un prezzo che è corretto e questo le persone lo sanno, lo capiscono e lo elogiano, quindi ci scelgono. Sai, la nostra forza credo sia stata quella di nascere come produttori, scoprendoci solo successivamente ristoratori, questo ci ha permesso di tenere sempre al centro il prodotto. Sempre, è una cosa sulla quale non transigo. 


Hai seguito una tua grande passione rivoluzionando nel tuo piccolo il mondo della pasta padovana e offrendo a tutti noi una “nuova” alternativa che prima non c’era: ti fermi o stai continuando a sognare? 


Beh intanto mi godo il momento perché arrivare qui non è stato semplice, intanto stiamo finendo con la ristrutturazione di Pastasuta nel Sotto Salone, che ha ovviamente aperto al pubblico ma che ha ancora alcune cose da sistemare e restiamo sempre attivi con il nostro laboratorio in zona Prato della Valle per la sola vendita. Nel mentre poi mio figlio ha deciso di seguirmi e aiutarmi nel progetto e, dopo aver studiato, ha già aperto il primo Pastasuta a Parigi e conta di aprirne un secondo entro il 2024. Insomma, di carne al fuoco ne abbiamo parecchia!

Ultima cosa: c’è un piatto simbolo di Pastasuta? 


Difficile dirlo, credo dipenda molto anche dal cliente. I turisti letteralmente adorano le paste “romane”, i padovani impazziscono per i bigoli mentre tutti amano le paste ripiene che sono forse i nostri piatti simbolo, assieme ai nuovi arrivati in casa Pastasuta come paccheri e rigatoni. 



Foto di Chiara Rigato per 2night 


Pastasuta, 
Sotto Salone 54/55, Padova 
Tel. 3921219262.

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