Posizionato in una incantevole caletta al confine di Giovinazzo, sul lungomare di levante,  il ristorante Toruccio affonda le sue origini negli anni ’60 quando era una pescheria di cozze. Da allora di strada ne ha fatta.  E’ stato ristrutturato infatti nel 2015-2016 e nel febbraio del 2017 è stata effettuata la sua riapertura al pubblico con la nuova denominazione “ Toruccio Terrazza Adriatica”.

Una terrazza su una insenatura marina

La location  è divisa in due strutture, una pia interna  e una che si affaccia direttamente sul mare e possono ospitare ottanta coperti ciascuna. Per quanto concerne l’arredamento di stile moderno, prevalgono  i toni del bianco proprio per lasciare parlare i colori del mare e del piatto che diventano protagonisti di giochi cromatici.

Una storia familiare alle spalle 

La proprietà è della famiglia Arcieri che, dopo l’acquisto dell’immobile, ha provveduto alla sua ristrutturazione. Della gestione e dell’amministrazione di Toruccio si occupano i fratelli Arcieri Daniela e Giancarlo, che hanno respirato  quest’aria fin dalla più tenera età, essendo i genitori impegnati nell’ambito della ristorazione. 
La famiglia Arcieri non si è mai allontanata dalla sua terra di origine  perché crede profondamente nel territorio e ha quindi voluto valorizzarlo. 
Il testimone è quindi passato dai genitori ai due figli, anche loro amanti di Giovinazzo, del suo mare e delle sue bellezze.

Corrado Amato e il legame con le radici

Della cucina  si occupa lo chef Corrado Amato, tornato alle sue radici , dopo varie e prestigiose esperienze in ambito nazionale che lo hanno formato ed arricchito.
Il suo background, conquistato anche come executive chef in catene internazionali, lo ha riportato a Giovinazzo dove va incontro  alle esigenze e alle richieste della sua clientela, differenti per tipologia da quelle soddisfatte nelle precedenti esperienze lavorative.  

Una cucina di “sostanza”

In primo piano quindi per lo chef Corrado Amato la cucina tradizionale con l’utilizzo di tecniche innovative per quanto concerne la cottura dei cibi. Grande valenza ha  il territorio con un ritorno alla tradizione che si rinnova nella continuità. 
Lo chef  Amato proveniente dall’Istituto Alberghiero di Molfetta, vi è tornato sia come docente sia per tenere delle master class agli studenti.
La sua cucina si può definire semplice, di “ sostanza” dove è protagonista la qualità, minimal in quanto non ama orpelli e fronzoli, essenziale dove il cibo è a dominare.

Freschezza e qualità

Alla base vi è una attenta ed accurata selezione delle materie prime, la stagionalità dei prodotti, la qualità degli cibi adoperati e la freschezza in quanto vengono proposti ai clienti carpacci, frutti di mare crudi e piatti di mare tutti freschissimi.
Una caratteristica del ristorante  Toruccio è la possibilità da parte del cliente di scegliere pesce, molluschi  e frutti di mare direttamente dal banco refrigerato e farlo preparare e cucinare dallo chef secondo i propri gusti. 
Momento topico quindi è il contatto visivo dell’ ospite con il pescato del giorno.

Sapori autunnali in tavola

Da qualche giorno  i clienti possono gustare il nuovo menù autunnale  che propone fra gli altri piatti lo gnocchetto mantecato con crema di zucchine e vongole veraci , mandorle tostate e paglia di porri fritti che ripropone  i colori dell’autunno , meno accesi di quelli estivi.
Molto gradito è già il pacchero casereccio al sugo di astice, mentre fra i più richiesti dai clienti come antipasto è il calamaro in farcia di patate con gamberi su intingolo di pomodoro  e olive nolche. 
Per finire in bellezza non poteva mancare un gustoso dessert che è stato riproposto visto il successo di gradimento riscosso: il tortino di ricotta di bufala con cuore fondente di lampone.
Non  è previsto un menù degustazione, ma sono stati studiati dei menù a prezzo fisso per eventi e ricorrenze che spesso Toruccio ospita  nelle sue sale.
Il prezzo medio per un pranzo completo si attesta fra i 40/45 euro. La chiusura  viene effettuata la domenica a cena e il lunedì.

Vini da tutto il mondo

Da segnalare anche una ricca e varia carta dei vini che presenta fra le 100 e le 120 etichette nazionali ed internazionali curata da Giancarlo esperto sommelier che fa venire anche dalla lontana Australia delle  chicche.
Il sommelier si avvicina al cliente e consiglia il vino da abbinare secondo i piatti scelti coinvolgendolo in un affascinante percorso sensoriale.

Il ponte fra cucina e sala: il maitre

Altra figura fondamentale è Francesco Lobasso, il maitre che accoglie gli ospiti e che si occupa d organizzare ed illustrare ai clienti i piatti e la loro composizione, rappresentando il prolungamento ideale dello chef Amato.
Quello che il cliente non può vedere non avendo accesso  in cucina, lo racconta Francesco illustrando i piatti, gli ingredienti e le preparazioni. 
C’è una perfetta coordinazione fra cucina e sala e questo viene  percepito dal cliente che apprezza il clima e la professionalità dell’intero staff.

Brillante riconoscimento a chef e struttura

A confermare il brillante lavoro svolto è arrivato un prestigioso riconoscimento nazionale  al ristorante Toruccio e allo chef Amato che da qualche giorno si possono fregiare dello “ Chef Awards” Italia che premia i migliori 100 ristoranti e chef italiani durante un evento che richiama eccellenti  professionisti da tutta Italia nell’ambito della ristorazione. 
Uno sguardo al mare e all’orizzonte pacifica tutti i sensi, dal palato all’olfatto, senza tralasciare la vista e l’udito con le onde che si infrangono sul  bagnasciuga.

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