Scopri un modo e mangi un’emozione, così naviganti miei, vi riassumo il Road 66 a Lecce.
Trent’anni di amore e fatica nel cuore storico di Lecce, un avamposto di resistenza e insieme uno sguardo sempre proteso al futuro: stile americano, cuore salentino. Il 7 gennaio il Road 66 spegne le candeline dei suoi primi sei lustri, guarda tutta la “road” percorsa fino a qui e spalanca il viaggio verso nuovi orizzonti.
Abbiamo incontrato l’anima storica di questo luogo del cuore, Danilo Stendardo.


All’epoca si incontrarono quattro ragazzi, quattro amici: Danilo, Fabrizio, Frank e Roberto. Decisero di iniziare questa avventura un po’ folle, di quelle che nascono più dallo stomaco che dalla testa. «Noi siamo entrati qui nel ’94 addirittura, poi abbiamo fatto un anno e passa di lavori. I lavori li facevamo da soli, non c’erano soldi, non c’era nulla ed era molto meglio».
Danilo aveva 22 anni ed era il più piccolo dei quattro. «Poi per strada purtroppo ne perdemmo uno: Fabrizio, nostro fratello, nel 2009 se ne andò per una grave malattia, anche se di fatto è sempre rimasto qui».
Il Road 66 nasce così, da un’idea semplice e radicale: famiglia. «Consideriamo sempre questo posto come una famiglia, assolutamente, anche nei nostri collaboratori. Pensate a quei ragazzi pieni di sogni, tutti con il mito della Mother Road, che poi si è trasformata nel Road 66. Il nome del locale deriva proprio da quella strada americana lunga 3.900 chilometri».

All’epoca Lecce non era la Lecce di oggi. Il centro storico era spento, segnato da anni difficili, criminalità e paura. «Noi abbiamo tolto un angolo di questa splendida città al degrado. È stata una scommessa ardua, che però abbiamo vinto con olio di gomito e tantissimo lavoro. Eravamo giovani e ambiziosi, non ci puzzava il lavoro, avevamo forza e famiglie solide alle spalle. Si parlava di quei quattro ragazzi in tutta Italia».
Il sogno era avveniristico, rivoluzionario. «Io stavo all’università, arrivarono questi tre amici miei pazzissimi e mi dissero: facciamo un locale? Noi eravamo già nel mondo della notte, della discoteca, facevamo i pr, conoscevamo l’ambiente, ma Lecce non era ancora quella di oggi. Seduti in una pizzeria decidemmo di lanciarci in un’avventura folle».
Il successo arrivò presto, forse troppo in fretta. Difficile persino crederci. E allora un progetto dopo l’altro, il locale che cresce, si espande, cambia pelle senza perdere l’anima. Quel bancone, oggi come allora, è un pezzo di storia: accoglie, mette tutti sullo stesso piano, fa sentire protagonisti anche quelli che nel frattempo combattono con capelli sale e pepe e qualche ruga in più.

Oggi il Road 66 è un museo a cielo aperto. Cimeli e pezzi di storia made in USA sono il vero arredo del locale. Ma da dove arriva tutta quella roba? Anche questa è una bellissima storia nella storia.
«Non avevamo grandi finanze per finire il locale, però si diffuse velocemente la voce della nostra cucina in stile americano. In breve i nostri clienti più affezionati furono gli americani della base Nato di Brindisi, con le loro famiglie. Ci portavano regalini: targhe, magliette di giocatori di basket, gadget. Sono loro che hanno arredato il locale, diventato un museo vero e proprio. Dietro ogni pezzo c’è il nome di chi l’ha portato e la data del giorno in cui è arrivato, ed è stato subito appeso».
Il senso della sfida non si è mai perso, nemmeno nei momenti più duri. Durante la pandemia, anziché cedere, il Road ha scommesso su un ampliamento. Anche quella, col senno di poi, una scommessa vinta.
Anno dopo anno, il piccolo Road di un tempo è diventato un locale enorme, fatto di sale e salette che registrano costantemente il tutto esaurito. Un luogo dove tornano uomini e donne con i figli adolescenti, dove si incastrano generazioni e racconti.

Sul fronte cucina, l’America c’è tutta, ma non quella del junk food. Qui si parla di stile americano adattato al Salento, di ricerca e attenzione maniacale alla materia prima. «Noi abbiamo sempre fatto ricerca dall’inizio. Le messicane e le texane della base Nato ci insegnarono la cucina Tex Mex che ancora facciamo dopo trent’anni. Le ricette di quelle signore che a me piace chiamare massare, perché le massare messicane non hanno nulla da invidiare alla nostra cucina mediterranea».
Il punto di forza resta la qualità: materia prima italiana, certificata, fornitori selezionati, carne eccellente insaporita con spezie dosate e tanto, tantissimo amore. «La mattina presto si va a comprare tutto fresco, perché non abbiamo mai, e dico mai, utilizzato il surgelato. Preferivamo sacrificarci e andare a fare la spesa ogni giorno, come facevano le nostre nonne».
Hamburger da sogno, arrosti che restano nella memoria, piatti Tex Mex da leccarsi i baffi, cotture a bassa temperatura, salse golose fatte in casa, pane artigianale e locale, mai da grande distribuzione. E naturalmente non mancano le opzioni veggie.
IL MENU DEL ROAD 66.

Anche la birra racconta molto dell’identità del Road. «Siamo diventati distributori di birre austriache e tedesche, le nazioni che hanno dato il via alla grande commercializzazione della birra. Oggi abbiamo 11 birre alla spina».
La differenza sta nella tecnica e nella cura: impianti di proprietà, sanificati internamente, birra fresca non imbottigliata, senza CO₂ sparato all’interno. Dettagli che forse non tutti notano, ma che fanno sì che qui la gente venga anche solo per bere una birra fatta come si deve.

Perché il Road era e resta casa? Danilo non ha dubbi. «Perché chiunque può venire qui da solo. All’epoca come oggi, una ragazza poteva sedersi al bancone, mangiare, bere, chiacchierare senza sentirsi sola o in difficoltà. Era ed è un posto sicuro, umano».
Che tu sia un adolescente alla prima esperienza o un cinquantenne in cerca di ricordi gentili e momenti amarcord, sedersi a un tavolo del Road significa aprire finestre della memoria, vasi comunicanti di storie personali e collettive.
«Perché la famiglia è sempre quella. Qui non è cambiata la gestione, siamo sempre noi, con ogni faccia del viaggio: la storia, la caduta, la salita, il sogno, la follia, la cambiale firmata da quei ragazzi matti».
E forse è proprio questo il segreto del Road 66: non è solo un locale. È una strada che continua, da trent’anni, a portarti da qualche parte
Road 66 - Via Dei Perroni 8, Lecce. T: 0832246568