La birra artigianale nasconde un mondo intero fatto di fermentazioni, luppoli e dedizione. Le guide migliori per scoprirlo sono Erica e Riccardo, fondatori e gestori del Benaco 70 Brewpub ad Affi. Qui le birre vengono ideate, fermentano e arrivano sulla tavola degli avventori del locale, accompagnate da piatti abbondanti, con ingredienti a km0, in un’atmosfera amichevole e inebriante. È impossibile uscire dal Benaco 70 senza sentirsi profondamente e sinceramente affascinati dai sapori assaggiati, dai macchinari che si intravedono oltre il bancone e dalla passione che i creatori di questo luogo mettono in tutto quello che fanno.

Come nasce il Benaco 70?


Da una storia d’amore e d’impegno, come tutte le creazioni migliori. Erica e Riccardo – enologa lei e commerciale lui, sposati e originari di Asiago – nel 2013 hanno dato vita al locale, dopo anni come homebrewer. L’interesse per la birra è nato dopo che lei, in occasione di un compleanno, ha regalato a lui un kit per produrre birra in casa, vista la sua curiosità per questa bevanda. Da lì, passione e coraggio professionale li hanno portati a frequentare corsi di approfondimento sul tema, a viaggiare per informarsi sempre di più e a fondare il loro birrificio artigianale. Si tratta di una realtà di grande eccellenza, dove la birra viene curata nel dettaglio dalla scelta delle materie prime, attraverso il processo di fermentazione e imbottigliamento, fino al design dell’etichetta e alla commercializzazione. È tutto targato Benaco 70.

Durante il periodo di lockdown, Erica e Riccardo non si sono persi d’animo e hanno ristrutturato il locale: l’ambiente centrale è accogliente e luminoso, grazie alla grande vetrata che dà sul plateatico esterno (illuminato, la sera, con delle lucine che creano un’atmosfera estiva irresistibile), in più è stata aggiunta una saletta intima per la musica dal vivo.

La definizione di birra artigianale approvata dal Parlamento (e dal Benaco 70!)


Essa è una birra prodotta da un birrificio indipendente di piccola grandezza, non filtrata e non pastorizzata. È una birra viva, con lieviti che continuano ad agire fino al momento della consumazione, in grado di cambiare nel tempo. Questa definizione insiste su un concetto che al Benaco 70 è quasi un motto: la qualità viene prima della quantità. Le birre qui vengono prodotte in un numero limitato, ma il loro sapore e l’eccellenza della loro preparazione non hanno pari. Infatti, il Benaco 70 Brewpub rientra nell’Associazione Unionbirrai che unisce i micro birrifici d’Italia che soddisfano determinati criteri, fornendo loro le bottiglie ufficiali dell’associazione con il marchio di autenticità in rilievo sul vetro.

Alla spina, in bottiglia, nel cuore


Il listino delle birre propone sette etichette continuative, ordinabili tutto l’anno, ai suoi avventori, alle quali si somma la birra limited edition stagionale, risultato degli esperimenti del birraio, ovvero Riccardo. Una somiglia alla bavarese classica (Helles), una ha note di miele di castagno e frutta secca (Honey Ale), una è agrumata e resinosa (India Pale Ale)… sono tante e tutte diverse, motivo per il quale i titolari hanno organizzato diversi corsi di degustazione, perché prodotti del genere vanno conosciuti e indagati.

Le birre si possono bere presso il locale ad Affi (anche alla spina), acquistare lì nel formato preferito, ordinare in determinati ristoranti o comprare allo spaccio aziendale vicino al casello autostradale del paese. Non si vendono lattine, ma solo bottiglie di vetro. Un formato molto richiesto è quello da 75cl, lo stesso di una bottiglia di vino: questo rende la birra ideale per essere posta al centro del tavolo e versata a più commensali, la nobilita – come merita – perché si può bere anche nei ristoranti più sofisticati senza ricorre all’uso di pinte di grandi dimensioni. Quella del Benaco 70 è una birra amata e ricercata dalla ristorazione, che la predilige anche per la sua etichetta sobria e pulita, che si fa ricordare senza sfoggiare colori sgargianti.

Il cibo da pub, ovvero la gioia della vita


Da Benaco 70 Brewpub gli ingredienti scelti provengono dal territorio, sono tutti freschi. Ogni dettaglio è curato con la massima cura: le pinse e i panini per gli hamburger (sui quali è impresso il logo del birrificio) sono artigianali e vengono preparati da un laboratorio che si trova sopra al locale. Sono farciti con formaggi di Asiago, salumi d’eccellenza, burger diversissimi gli uni dagli altri (oltre a quelli di manzo, ci sono quelli di legumi, trota e salmone), verdure della zona e tanto, tanto altro. Non mancano i piatti per chi vuole fare una pausa pranzo più leggera (tagliata di pollo, wurstel) e i fritti per chi vuole togliersi qualche sfizio.

La musica dal vivo che crea atmosfera


Nella saletta adibita alla musica, gli strumenti non mancano mai. È un implicito invito per i gruppi di amici che si trovano al locale e sanno suonare qualcosa. Una canzone tira l’altra e alla fine tutti i presenti si ritrovano a canticchiare o a tamburellare le dita a ritmo sulla propria pinta di birra. I gruppi invitati ufficialmente per le serate musicali si dedicano a tanti generi diversi – blues, rock… - e arrivano da zone vicine, ma anche lontane. Gli affezionatissimi del locale non mancano nessuna di queste serate, perché – si sa – la combo birra e musica è quella vincente.

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