In una suggestiva piazzetta del cuore di Gallipoli, in pieno centro storico ma al contempo lontano dal caos, da poco più di un anno esiste uno di quei locali che entrano subito nel cuore: sto parlando della Trattoria Santa Monaca, intimo ristorantino che propone specialità di pesce rivisitate in chiave creativa in un’atmosfera accogliente e informale.
Un’aura luminosa e pareti chiare, quasi di un altro tempo, avvolgono e contraddistinguono la struttura, mentre sull’insegna si riconosce il percorso a cui si deve il nome del locale (Santa Monaca è la santa misteriosa invocata dalle donne durante il tragitto del percorso). È così che nella Trattoria si respira un'atmosfera rarefatta e antica, come le mura scoperte durante i lavori di ristrutturazione.

Ad accoglierti Silvia e Jonathan, una giovane coppia che tuttavia ha alle spalle una grande esperienza nel mondo della ristorazione, ma che soprattutto mette anima e cuore in questo progetto. Il sogno di una vita che si avvera. Figlio di pescatori lui e di contadini lei, incontrandosi hanno vita a un connubio unico di sapori e tradizioni – del mare e della terra – che in poco tempo ha conquistato anche i palati più esigenti.

Santa Monaca è dunque uno di quei posti dove sentirsi a casa, dove rilassarsi e potersi gustare qualche piatto straordinariamente buono e mai banale. La filosofia in cucina mira a stupire gli ospiti: al bando i soliti pesci, visti e stravisti, per fare largo a quei prodotti forse meno conosciuti ma di pari o superiore qualità, proposti con abbinamenti creativi e al contempo equilibrati.

La semplicità e la tradizione, infatti, rimangono il punto di partenza.
Tutti i piatti che escono dalla cucina sono composti da più elementi ben distinti, riconoscibili e mai invadenti; ogni ingrediente, per la maggior parte a km 0, deve esaltare e non celare l’altro. Allo stesso modo anche i ritmi della natura entrano in campo, portando con sé prodotti che seguono rigorosamente la stagionalità e che permettono al menù di evolvere in continuazione.

Sbriciando la carta delle vivande, infatti, notiamo pesci e verdure di stagione giocano un ruolo da protagonisti. Tra gli antipasti è ovvio che il più gettonato sia quello della casa, che comprende una selezione di crudi e cotti e cambia appunto in base al pescato e al periodo, ma dà sempre grandi soddisfazioni al palato. Fantastici poi i rotolini di spada con cicoria, gli involtini con verza, riso venere, gamberi e totani, il tortino di carciofi con seppie e ricotta, i calamari freschi a tagliatella e la richiestissima zuppa di cozze con pan tostato e cacioricotta, un must da non perdere.

Tra i primi di stagione consigliamo i riccioli con carciofi, palamita, salsa di porri e pomodori freschi e gli gnocchi di patate con gamberetti e cardoncelli. Richiestissimi sempre le orecchiette e cavatelli con gamberi, cozze e cime di rapa serviti su crema di ceci e le sagne ‘ncannulate con polpo e critimi, un’erba di mare ormai poco utilizzata e conosciuta, ma caratterizzata da un gusto unico.

Come dicevamo poc’anzi, infatti, l’obiettivo di Silvia e Jonathan è da sempre quello di differenziarsi, offrendo alla propria clientela una proposta gastronomica tutt’altro che banale, oserei dire unica. E questo è stato possibile grazie alla profonda conoscenza dei prodotti di terra e mare, così come delle tecniche di cottura e di abbinamenti. Ecco ritornare in campo semplicità ed equilibrio, due regole fondamentali alla base di una cucina rivisitata in chiave moderna, bilanciata e di alto livello.
Allo stesso modo i secondi seguono la stagionalità e la disponibilità del mare. In questa stagione gettonatissima la lampuga alla pizzaiola, da sempre un piatto della tradizione, così come la palamita in semi di sesamo o la guglia imperiale.

E per chi preferisce la carne al pesce, ottime alternative studiate e pensate appositamente, sempre con quel tocco di creatività e innovazione che contraddistingue la cucina di Santa Monaca.
Si conclude in bellezza con fantastici dolci artigianali e una selezione di vini del territorio, che privilegia i piccoli produttori rispetto ai grandi marchi. Una scelta di qualità anche per quanto riguarda il vino della casa, oserei dire anticonformista come loro.  

Concludo dicendo che se durante la stagione fredda ci si accomoda in una delle due salette intime all’interno, in estate questa Trattoria assume un tono ancor più magico, dando la possibilità ai suoi ospiti di cenare sotto le stelle in piazzetta o nella corte interna all’aperto. Un’esperienza memorabile, sia dal punto di vista gastronomico che dell’accoglienza.
 

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