Una storia d’amore, un grande giardino e un gradevole sottofondo musicale sono gli ingredienti che arricchiscono i piatti e i cocktail di BarBar.  Un’atmosfera unica privilegia il locale, un cocktail bar ristorante immerso nel verde di via Luna a pochi metri dalla trafficata via Gioberti. Oltre ai bellissimi interni, BarBar gode di un giardino favoloso, ben arredato; un luogo fresco con l’aria che profuma di gelsomino ed erba appena tagliata. Sono i giovani Vanni Romoli - ai fornelli - e Manuela Bottigliero - all’accoglienza e in sala -  i patron di BarBar, affiancati da uno staff professionale e accogliente. BarBar ha un imprinting industrial moderno, reso caldo e particolarmente accogliente grazie agli arredi. Un locale che deve la sua originalità al talento dell’interior designer Monica Lupi, madre di Vanni, che da una vecchia fabbrica, ne ha reso un gioiello nel cuore della città. Il giardino è il fiore all’occhiello, un paradiso metropolitano ricco di piante e floridi alberi, dove il piacevole cinguettio e il sottofondo musicale vanno a sostituire i fastidiosi rumori cittadini. Il menù è variegato, dalla carne al pesce alle proposte vegetariane. Ogni piatto racconta di Vanni, della sua passione per la cucina ricercando alimenti originali, laddove la freschezza è il requisito fondamentale. Manuela e Vanni sono una coppia nel lavoro e nella vita, una storia d’amore a prima vista e desueta, degna di una sceneggiatura per un film sul grande schermo.
Abbiamo assaggiato la cucina di BarBar con i piatti che si addicono maggiormente alla stagione estiva ma ottimi anche per i mesi più freschi. In abbinamento abbiamo scelto alcuni dei vini della fornita cantina. Ogni preparazione privilegia il prodotto fresco e stagionale, senza sotterfugi e senza inganni. Preparazioni dove la cucina mediterranea si  interseca garbatamente con alcune tradizioni fuori continente. Non è fusion e non è banale; è semplicemente la cucina di Vanni: unica nel suo genere.

L’anima nera con il cuore tenero: il calamaro


Un mollusco nobile, amico della linea, una fonte proteica ricca di vitamine e sali minerali: il calamaro è un alimento meraviglioso che, cucinato da Vanni, indossa uno smoking: l’abito nero del suo inchiostro dona un aspetto lucido e irresistibile che, per giunta, non delude al gusto. Poggiato su una citronette dal colore oro zecchino, il calamaro è ripieno di un esplosione di sapori: le cozze, i tentacoli del calamaro, le patate bollite, i pomodori secchi, una punta di spezie e di aglio che sottolineano l’amore per la cucina mediterranea. La copertura lucida della salsa al nero di seppia regala alla vista una immagine meravigliosa, insaporendo oltremodo il morso tenero e delicato del mollusco farcito. Per chi non vuole rinunciare alla linea e al piacere della tavole è un piatto - tra gli antipasti di BarBar - che soddisfa appieno ogni aspettativa. In abbinamento un vino pugliese: un rosato da bombino nero Pungirosa 2025 dell’azienda Rivera, un sorso fresco e profumato che si sposa perfettamente con la sapidità del piatto.
Calamaro ripieno di cozze, patate e pomodoro secco con citronette e salsa al nero di seppia  - Euro 20

Paccheri, che goduria!

 
Un primo piatto spettacolare e non solo in senso figurato. La fantasia di Vanni ha saputo gestire molto bene i semplici ingredienti per condire il pacchero - cotto egregiamente! - con burro e acciughe, crema di burrata, olio al basilico e… katsuobushi! No, non è un impronunciabile ingrediente; per chi non lo sapesse il katsuobushi è molto usato nella cucina giapponese, un ricavato da filetti di katsuo - una specie di tonno - essiccato, fermentato e poi affumicato. Grattugiato a piccoli fiocchi regala un effetto scenico sorprendente: a contatto con il calore si muove come ali di farfalla, un gesto che rilassa solo a guardarlo. Vanni ha reso questa pietanza  armonica, non solo per il movimento sinuoso nel piatto bensì per il morso godurioso e saporito. La crema di burro e acciughe con la burrata hanno addolcito l’indomito katsuo in tutta la sua potente aromaticità, regalando un sapore unico; un incontro di sapidità e dolce freschezza che ha reso il piatto ghiotto e irresistibile. Finirlo è stato un attimo, grazie anche alla pasta artigianale, cotta alla perfezione e dalla facile digeribilità.
In abbinamento un Pinot Grigio 2024 del Friuli -  dell’Azienda Agricola Vistorta Brandino Brandolini d’Adda, un morbido sorso in accordo con la sapidità del piatto.
Pacchero burro e acciughe con crema di burrata, katsuobushi e olio al basilico - Euro 18

Sentirsi come il Commissario Montalbano

 


Si parte d’un colpo - solo con l’immaginazione -  per la bella Sicilia; ecco un secondo piatto degno di un racconto di Camilleri: il baccalà e un’emblematica “caponatina”, come la chiamerebbe il famoso commissario. Il baccalà, considerato un tempo fra i pesci meno nobili, oggi è uno degli alimenti più frequenti nelle cucine toscane, grazie ad una tradizione antica che lo ha sempre visto protagonista. Il baccalà e caponata di melanzane di BarBar  sono un incontro vincente, grazie anche alla cottura del pesce - morbida e non tigliosa - che ha sottolineato la freschezza e l’aromaticità, con una semplice preparazione al vapore e una spolverata di polvere di pomodoro secco. La caponata, che ha accolto il trancio di pesce nel piatto, ne ha accelerato il morso, grazie anche alla sua salsa di pomodoro agrodolce  (una dolce freschezza)  e ai pinoli tostati (una deliziosa croccantezza).
Pomodori e melanzane freschi, olive taggiasche, pinoli tostati e un tocco finale di aceto e zucchero possono diventare un autentico capolavoro culinario, se ben fatto.
In abbinamento un Etna rosso Mofete, un bland di nerello mascalese e nerello cappuccio dell’azienda Palmento Costanzo, affinato in acciaio e botte di rovere per un anno. Un sorso nobile e fresco dalla garbata gradazione alcolica e dall’elegante persistenza e che si è abbinato egregiamente con il piatto sopra descritto.
Baccalà e caponata di melanzane Euro 26

The last but not the least


Gelato alla crema con zabaione e cioccolato è il tocco finale che non poteva mancare. Un fresco e ghiotto boccone con l’intrigante gusto che lo zabaione regala alla crema. Il gradevole krunch delle perle di cioccolato fondente e al latte hanno sprigionato spensieratezza e goduria istantanea. Un topping di cioccolato ha disegnato ricami graziosi alla fresca crema. Naturalmente tutto home made!

In abbinamento si consigliano vini dolci o un cocktail rinfrescante ma anche un caffè shakerato con una punta di crema di whisky.

  • RECENSIONE
×