Nuovo pub, stessa galassia. E stessi sorrisi, qualità, creatività. Perché il Pucci's Pub è l'ultimo nato in casa Pucci dopo il Bar Latteria e la Gelateria, in una piazza dell'Isolotto che Francesco Pucci ha contribuito a far rivivere e che quotidianamente gli riserva fiducia, ricambiata dall'alba a (quasi) mezzanotte. Tutto è cominciato dall'ex latteria della piazza, due anni e mezzo fa. Poi l'uno dopo l'altro, Francesco ha investito nei fondi attigui per proporre un'offerta differenziata che fa contenti tutti. Ha convinto un amico di Scandicci a spostarsi qui per declinare il gelato in coppe dal fascino vintage, spaghetti gelato e altre creative specialità. Ultimo arrivato, il pub, con sette birre: sei tedesche, più l'iconica Guinness.
Francesco, com'è cominciata e come è evoluta questa avventura?
Il mio sogno è sempre stato aprire qualcosa nel mio quartiere. Poi, via via, dopo decenni si sono liberati altri fondi affacciati sulla piazza. E ho aperto la saletta con cucina annessa, la gelateria su richiesta delle persone che frequentavano la piazza, l'altra saletta per i mesi meno caldi e gli eventi privati, e poi il pub, per completare l'offerta.
Cosa rappresentano l'idea e il concetto di latteria a Firenze e per te?
La latteria è sempre stata un punto di riferimento, in questa città. Era luogo d'incontro, oltre a essere un posto dove si faceva la spesa. Uno spaccato di socialità. Oggi rappresenta un legame con la storia e con il quartiere,: mantenere il nome di latteria vuol dire rimarcare le radici e il rapporto con il quartiere, mantenerne viva l'eredità.
Da voi l'accoglienza, come e più di altrove, è uno dei cardini del concept...
Sì, siamo nati come bar di quartiere, un quartiere quello dell'Isolotto che non è turistico ma fatto di famiglie, di lavoratori, di pensionati. Ci piace coccolare un cliente, accoglierlo con il sorriso e cercare di andare incontro alle sue esigenze. Il cliente che mi sceglie mi dà da mangiare e se il cliente sta bene non ti molla. Non è casuale che siamo aperti sette giorni su sette, lavorando fino a otto persone: una piazza come questa lo merita.
Cosa chiedi al tuo staff?
Di saper stare al pubblico, sorridere e accogliere il cliente nel miglior modo possibile. Il resto glielo insegniamo noi. Il cliente deve sentirsi in famiglia. E lo staff lavora per questo e lavorano ancora meglio quando io non son fisicamente presente. Sono aperto ai loro consigli e in genere li metto in pratica. Sono orgoglioso di tutti e ciascuno dei miei dipendenti.
Cosa ha dato la piazza a Francesco e cosa Francesco alla piazza?
Io credo di aver dato tanti servizi che prima non c'erano. Il fatto che le persone vengano è la miglior gratificazione. Accanto ci sono altri locali, la concorrenza e la competizione sono normali, fanno bene al quartiere, a noi e alle persone.
Come ti poni di fronte ai suggerimenti e alle critiche?
Una volta un cliente mi ha chiesto un amaro che non avevo. Il cliente non l'ho più visto, ma l'amaro il giorno dopo ce l'avevo. Ai suggerimenti siamo sempre aperti. Ma anche alle critiche, se giustificate. Non tollero quelle gratuite sulla qualità del prodotto: posso garantire su tutto, dal caffè Miscela Masini alla schiacciata che arriva da un forno storico, fino alle paste artigianali che arrivano da una pasticceria di Signa. Preferisco che mi diano dell'antipatico, ma non accetto la critica gratuita su prodotti ottimi.
Non sei soltanto "il cantante", insomma, e ci tieni a sottolinearlo...
Ho studiato all'istituto alberghiero, lavorato al Villa Cora, gestito "I matti" in Borgo San Lorenzo. Sono da sempre nell'ambiente ristorazione, non ho fatto "solo il cantante" come dice qualcuno. Come si dice a Firenze: "Non sono stato portato dalla piena". Mia madre e i miei fratelli hanno locali in Germania, sarebbe bello portare questo format anche lì. Per il resto continuo a cantare e intrattenere la gente in giro per la Toscana. La cosa che preferisco è stare a contatto col pubblico.
Qual è il complimento preferito e cosa invece ti disturba?
Mi dicono che ho portato più vita in piazza, mi ringraziano. Questo mi riempie d'orgoglio. Quello che non mi piace sono le recensioni false. Se c'è qualcosa che non va a tavola, basta dirlo, non c'è problema a rifare una schiacciata.
Quali sono i prodotti più gettonati?
Le schiacciate col crudo, la sbriciolona, la mortadella. Ma anche le piadine e le pucce. Delle ragazze che vengono qui per l'aperitivo mi hanno consigliato anche il menu Pucci Mac, una scelta di fritti che va dai nuggets alla torre di cipolla, fino alla cotoletta. Fra i taglieri, c'è quello di formaggi di Rocca Toscana sono stati premiati a livello nazionale, ci sono i salumi di Scarpaccia. E a parte i fritti non ho niente di surgelato. Sono contento e sono grato verso chi ha sposato il mio progetto dall'inizio, a partire dai fornitori, con me da due anni e mezzo. Pensa che quando il forno è stato chiuso per un mese e mezzo, ho preferito non darla.
A garanzia ulteriore della qualità ci sono anche i drink a "marchio" Pucci…
Certo. Con un'azienda di Certaldo abbiamo prodotto il gin del Pucci, con un'altra il bitter e il vermouth. E ci sono anche i vini bianco, rosso e rosè, ulteriore garanzia di qualità e attenzione.
Al Pucci's Pub, ultima apertura, si provano birre top: com'è nata quest'idea?
Era un elemento che mancava e così ho pensato che nei locali avrei potuto ricavare un angolo pub, inserito nel contesto. La casa madre è sempre la stessa e d'estate, praticamente, si può stare insieme nello stesso luogo scegliendo liberamente cosa bere o mangiare, dal pub al bar latteria, dalla gelateria alla saletta privata.
La galassia del Pucci è davvero per tutti?
Cerchiamo sempre di accontentare tutte le esigenze e di pensare a diverse formule, dalla colazione alle merende con gelati e crepes, fino all'aperitivo e alla cena.
Qualità e rapporti umani anche sui social...
Sui social mettiamo in luce il prodotto e il quartiere, la piazza. Mi piace coinvolgere le persone che la vivono. Col trippaio ci prendiamo in giro a vicenda. Quello che faccio, oltre a farlo per me, lo faccio per il quartiere Isolotto.
La tua visione, però, va oltre. Progetti e obiettivi futuri?
Aprire un locale al mare, c'è un progetto che spero si concretizzi a breve. E poi magari in Germania. Ma piazza dell'Isolotto rimane la casa madre, qui si formerà il personale anche per nuove aperture.