Entri e chiedi il solito: non il vino, ma il tè della casa. Un centinaio di barattoli dorati ti osservano mentre prendi posto in quello che sembra essere in tutto e per tutto un salottino vittoriano, dove la tovaglia è in pizzo nero, ma il tavolo e le sedie sono moderne e trasparenti.

Puoi leggere un volume sull’esoterismo, ma anche scatenarti in un gioco da tavolo, aggiornare gli amici sugli ultimi gossip o semplicemente goderti il piacere di tenere tra le mani una bevanda calda.

Sei vestito come se fossi appena uscito da un romanzo ottocentesco, eppure nessuno intorno a te fa una piega, perché da Incredibilia Tea Room ognuno può essere chi vuole e assumere qualunque forma desideri. E ad aprire la porta c’è sempre lei, Marialaura Volpe, la “custode” di questo locale dall’identità unica.
“Mi sono sempre sentita un pesce fuori d'acqua: quando ero più giovane ho frequentato i locali come tutti, mi sono divertita, ma sentivo che non era la cosa giusta per me. Per questo mi sono detta: se creo un posto che accoglie persone che non si sentono in linea con le proposte del momento, ecco, magari posso essere d’aiuto, posso fare qualcosa di positivo. Molti dei miei clienti vestono abiti di pizzo di altre epoche, altri indossano choker con le borchie: mi pare che il messaggio sia arrivato”.
“Ormai sono due anni, Incredibilia è stata inaugurata il 7 settembre del 2024. In realtà, il progetto è nato nel 2017, quando facevo tutt’altro, lavoravo nel settore marketing di un’azienda metalmeccanica americana. Aprire un’attività non è facile, a meno che una persona non abbia delle risorse proprie; io non le avevo, per questo ho cercato di accedere a dei bandi mentre nel frattempo facevo dei lavori “tappabuchi” per sbarcare il lunario. Non lo nego: è stato un vero e proprio calvario. Ho conquistato il locale mattone dopo mattone, ma ce l’ho fatta. E quando le persone entrano qui e mi dicono che in questo posto si respira un’aria diversa, che si percepisce la passione e la cura del dettaglio, allora capisco che ne è valsa davvero la pena”.

“Ho iniziato a dimostrare interesse verso questo mondo intorno ai vent’anni, ora ne ho trentanove. Avevo uno zio che viaggiava spesso in Cina per lavoro e al suo ritorno portava a casa bustine di tè cinese, a base di tè verde in foglia. Preparavo l’infusione, assaggiavo il tè e lo trovavo amarissimo, mi chiedevo come facessero a bere una cosa simile. Allora mi è venuto il dubbio, non è che stavo sbagliando qualcosa io? Così mi sono documentata e ho scoperto che era vero, stavo facendo degli errori nella preparazione. Poi ho scoperto che ci sono tantissime varietà di questa bevanda e che ognuna ha un suo sapore particolare, un fatto che mi ha incuriosito ancora di più”.

“Proprio così. Ho frequentato dei corsi alla UK Tea Academy e ho ottenuto una certificazione come sommelier del tè. Mi piacerebbe passare allo step successivo e diventare maestra: magari lo farò quando sarò un po’ più grande, chi lo sa”.
“Stiamo evolvendo insieme, io e lui. Per ora, sono contenta di ciò che è diventato, ma la natura di questo posto è imprevedibile, un po’ come l’animo umano. Mi piacerebbe indirizzarlo su tematiche di cui si parla ancora poco in ambito antropologico. Di una cosa sono sicura: non voglio trasformarlo nel classico locale a tema, sarebbe come snaturarlo. Incredibilia è un luogo dove diffondere la cultura del tè, un rifugio per chi si sente diverso e una realtà che lancia un messaggio preciso: non vivere con l’ansia perché sai che devi morire, ma sii presente in ogni momento, a prescindere da cosa tu voglia essere”.