Metti una sera in cui il caldo e l’afa si dimenticano per una volta di presentarsi all’appuntamento. Aggiungici uno dei borghi più belli d’Italia, sicuramente uno dei più belli presenti all’interno del Parco dei Colli Euganei e poi moltiplica tutto con un ristorante che ha fatto della propria riservatezza - tanto estetica quando emotiva - il proprio marchio di fabbrica, assieme ad una terrazza con vista verde, silenzio e pace dei sensi.
Sì, siamo andati finalmente a provare il ristorante di Roberto Veronese ad Arquà Petrarca: Tavern di Arquà. Ci abbiamo trovato tutto quello che ci aspettavamo e anche qualcosina in più, come un omaggio all’alta cucina padovana e una selezione di olii incredibile.

Già solo l’arrivo in macchina ad Arquà Petrarca preannuncia una serata degna di emozioni perché purtroppo e allo stesso tempo per fortuna non capita ogni settimana di potersi regalare la possibilità di cenare immersi nella storia e nel silenzio di uno dei borghi più belli d’Italia. Tavern di Arquà è la crasi di tutto questo: la bellezza di un luogo incastonato nel bel mezzo del verde, pietra a vista che costeggia tutto il ristorante ma soprattutto una terrazza silenziosa, calma e molto, molto intima, tanto per dimensione quanto per scelta della proprietà che accetta molti meno tavoli di quanti potrebbe permettersi di prendere.
Il risultato è un inizio di serata che è già un piatto da portata principale perché forse è proprio vero che “Non sono i luoghi a fare le persone, ma le persone a fare i luoghi”. O forse no?
Il menù di Tavern di Arquà è un menù che segue non solo la stagionalità dei prodotti ma che tenta di fare qualcosa di più ancora: raccontare il territorio che abita e le aziende che lo hanno reso celebre, quindi anche le persone che lo compongono. Una costante e continua scelta di ricerca e selezione, scoperte e grandi conferme che portano ad esempio alla scelta di proporre come calice di benvenuto un vino prodotto con un 70% di uve glera e un 30% di friularo vinificato in bianco. Il nome? “Graffiato”, nato dal desiderio di Roberto di avere qualcosa di “suo”, suo che però viene prodotto dalla Cantina Bertazzo da anni, sempre allo stesso modo.

Un vino che viene offerto a tutti i commensali sempre assieme ad un piccolo entré di benvenuto che in questa stagione è un boccone singolo con spuma di burrata, pomodorino dell’orto e riduzione di aceto.

Il plus però di questo posto? Oltre alla scelta dei prodotti anche l’idea che ha creato il menù nella sua totalità che qui e solo qui (praticamente in tutti i Colli Euganei) è il perfetto connubio tra un menù di pesce e un menù di carne dove l’uno racconta la storia professionale e personale di Roberto mentre l’altro la tradizione culinaria del posto e, insieme, sono il simbolo di un posto che prende il meglio che c’è. Insomma, che ti piaccia il cinghiale o il pesce crudo beh, qui troverai entrambi.

E iniziamo alla grande con due piatti che già da soli raccontano l’essenza del posto perché sono uno un inno alla semplicità l’altro la costruzione professionale e sapiente di un piatto. Veniamo al dunque: tartare di tonno leggermente condita con maionese, salsa tataki, aceto balsamico e una punta di zafferano e, ancora, un cappuccino di caprese realizzata con tre diverse consistenze.

La possibilità di mangiare una tartare di tonno immersa nei Colli Euganei è impagabile, soprattutto se è condita quasi totalmente al naturale senza orpelli e senza sfarzi, mentre invece la combo tiepida e fredda della caprese e la differenza di consistenze rende questo piatto - o sarebbe meglio dire tazza - una coccola per il palato che difficilmente riuscirai a smettere di mangiare.
E infatti arrivano in volata i primi, ma ancor prima arriva il profumo di entrambi. I piatti scelti da Roberto - che ha avuto carta bianca sulla scelta di tutto il percorso - raccontano di nuovo, come se non fosse già bastato l’antipasto, l’indole del posto che è quella di provare a fare bene con una semplicità quasi maniacale.

Due piatti provenienti dai due menù del luogo: tagiolino di pasta fresca all’aragostina con pomodoro pachino e il basilico dell’orto dal menù di mare e rigatoni di patate al ragù dell’orto con una “spolverata” di zafferano.

I primi sono l’apertura di una pagina a caso dell’Artusi, i secondi invece sono qualcosa di mai provato prima che al primo morso ti spiazza, al secondo t’intriga, al terzo non puoi più farne a meno. Bella poi l’idea del ragù di verdure che dona leggerezza e territorio al piatto.

Con questi piatti e con i secondi che gli seguiranno Roberto ci propone due vini che sono espressione del territorio, come poi di fatto fa tutta la sua carta vini e allargando, la sua cantina. Uno è un 100% Chardonnay di Loreggian Vini mentre l’altro è il taglio bordolese più famoso della zona: il Rosso Riserva di Vignalta.

Pensavamo di averle viste tutte, poi sono arrivati i secondi che sono stati i veri protagonisti di questa cena: tagliata di petto d’anatra con porro scottato e tentacolo di piovra cotto a bassa temperatura con verdure di stagione. Cottura della piovra perfetta, cottura delle verdure perfetta, che altro dire? Ah sì: piatto bellissimo. È però l’anatra la vera protagonista della portata: morbida, succosa, decisa ma scioglievole e al contempo tenace. Non capita spesso di trovarla in menù, soprattutto da queste parti, quindi se sei un amante beh non puoi perderti l’occasione.


E chiudiamo con due perle di classe: tiramisù con un tocco di amaretto e millefoglie con pasticcera, cioccolato fondente e frutti rossi.

Dolci che non sono troppo dolci e che nonostante la semplicità trovano il modo di ritagliarsi un proprio spazio personale grazie a questo o quel particolare che riesce a renderli unici, così come poi Tavern di Arquà fa in ogni suo piatto.
Perché sarebbe da tornare? Perché non abbiamo provato l’altra grande specialità di Tavern: il braciere allo spiedo con una selezione di carni Euganee e contorni di stagione. Attenzione però: è solo su prenotazione e pensato per due persone.
Il secondo motivo per tornare si chiama invece “selezione di crudi”, presentato con ben quattro diverse selezioni di olio “Evo del Borgo” che completano la proposta.
Sempre presente una piccola ma ben nutrita carta di proposte vegetali.
Tavern di Arquà,
Via Scalette 1, Arquà Petrarca (PD)
Tel. 3357154503
Via Scalette Pd, Arquà Petrarca (PD)