Cocktail, Franciacorta e champagne rendono speciale l'happy hour, mentre nella proposta cosmopolita del pranzo fa capolino la salsiccia lucana.

Passare, ci passi. E non importa che tu sia turista o habitué, VIP o perfetto sconosciuto. L'accoglienza e le coccole che Tonio Trerotola e il suo staff riservano a clienti vecchi e nuovi non conosce differenze di censo, provenienza o fascia oraria. Dalle 6 a mezzanotte, nell'omonima piazzetta a due passi da Santa Maria Novella e dal Museo Novecento, la Caffetteria Ottaviani sa sempre offrire un buon motivo per fermarsi, al palato e all'umore.

Una gustosa oasi di relax per turisti e residenti


Lucano d'origine, Tonio ha rilevato nove anni fa lo storico tabacchi e l'ha declinato in un bar/caffetteria che piace proprio a tutti. A chi inizia, spezza o ha appena concluso una giornata di lavoro o di studio, così come a chi si riposa commentando una visita al museo e facendo attendere la foto-ricordo sul lungarno, con Ponte Vecchio sullo sfondo. Tra bollicine italiane e francesi, finger food e proposte un po' più altisonanti, un'oasi di leggerezza dove l'accogliente Tonio - con il suo stile e il suo cappello che fanno un po' Vinicio - ha trasformato in progetto di vita il desiderio che l'ha portato qui a Firenze.

Un menù mondiale: croissant, Pata Negra e acciughe del Cantabrico


Qui la vita inizia presto, la mattina. Fra i primi a darsi la carica, intorno alle sette, ci sono quanti lavorano in zona e si fermano alla Caffetteria Ottaviani a fare colazione. A ruota, turisti di passaggio, smaniosi di scoprire le bellezze storiche e artistiche del centro di Firenze ma non prima di un cornetto e di un cappuccino fatti a regola d'arte.

Grande attenzione al gusto e alla qualità anche nella proposta di piatti per la pausa pranzo. Un menu che parla tante lingue, come i suoi ingredienti, dallo speck e dal foie gras d'oca al prosciutto Pata Negra, dalla salsiccia lucana alle acciughe del mar cantabrico serie oro, servite sia sulle friselle pugliesi con pomodorino e basilico, sia su pane e burro salato francese. E poi i golosi ma equilibrati club sandwich nei quali, con l'insalata iceberg, si alternano salmone affumicato e crema di formaggio oppure tacchino arrosto e salsa tonnata, solo per citare quelli attualmente in menu.

Cocktail e finger food per un happy hour da VIP


L'ora "giusta", alla Caffetteria Ottaviani, scocca però alle 18 quando inizia lo sfizioso momento dell'happy hour, con la piazzetta che si affolla di clienti affezionati desiderosi di godersi un buon drink dopo una giornata di lavoro o di ricerca, fra università e biblioteche. Cocktail di qualità insieme agli stuzzicanti assaggi di finger food preparati con cura: questa è la formula vincente dell'aperitivodi Ottaviani che da sempre attrae una clientela ampia ed eterogenea. Fra i VIP tornati con piacere ci sono, fra gli altri, Leonardo Pieraccioni, Vittorio Sgarbi, Andrea Barzagli e Linus.

Champagne (e caviale), Franciacorta e 40 gin


Non solo cocktail e long drink: Tonio negli anni si è infatti contraddistinto per una accurata selezione di bollicine, dall'Italia e dal mondo, in particolare con una vasta scelta di Champagne e Franciacorta. Per i più esigenti, non può mancare l'accoppiata con il caviale, sempre presente nella carta della Caffetteria: il siberiano CRU è servito con tartine di pan carrè e burro salato francese. Anche gli amanti del gin hanno di che godere: il banco propone infatti una quarantina di referenze.

La Lucania di Ottaviani: peperoni, salciccia e lievitati


Prodotti di nicchia, qualità e tendenza, uniti alla sorridente accoglienza, alla passione per il proprio lavoro e alla scelta musicale fanno della Caffetteria Ottaviani un luogo di ritrovo per tutti, dal manager che esce dall'ufficio alla coppietta che brinda a una giornata importante. Fra tanti mondi presenti sul menu e fra i tavoli, Tonio non dimentica quello di partenza: la Basilicata.

E così, tra foie gras e caviale, Pata Negra e crema di tartufo, si affacciano i Cruskees (peperoni cruschi chips al forno) e la salsiccia di Cancellara al finocchietto, la gassosa Avena e i lievitati di Calciano: panettone a Natale, colomba a Pasqua. Tonio non sarà proprio il prototipo del lucano taciturno, silenzioso e riservato descritto dal conterraneo Leonardo Sinisgalli, ma in questo crocevia internazionale di storie non ha saputo fare a meno di esportare, con gusto e orgoglio, le proprie origini. 

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