È un freddo mercoledì sera e seppur abbia letteralmente piovuto tutto il giorno, il tempo pare ci stia graziando nell’unico momento veramente fondamentale ovvero nell’unico momento in cui percorriamo probabilmente una delle uniche vie centrali della città senza portico: Via del Santo. Dove stiamo andando? A “festeggiare” il “mercoledì universitario” - tipico ritrovo settimanale degli universitari che un tempo erano soliti uscire in città, bere al baretto di fiducia (o ai baretti di fiducia) facendo le ore piccole. Ecco, questa è la versione del “mercoledì universitario” da adulti, quello che sì fa bevendo bene, mangiando bene, ma soprattutto quello che si fa seduti dentro al locale, al caldo. 

Oggi siamo tornati a trovare Marco Frascoli e il suo “Frascoli Bacaro” che ha fatto di semplicità e tradizione, un marchio di fabbrica. 

Difficile non conoscerlo ma…

…ma se proprio questa è la situazione in cui ti ritrovi ecco due info tecniche sul luogo. Siamo in Via del Santo, zona centralissima e bellissima della città, comoda pressoché a tutto (tranne ovviamente ai parcheggi) ma soprattutto via molto calma che ti permette di goderti una serata - o un pranzo anche eh - in totale relax, qualsiasi cosa tu debba festeggiare. 


Qui il locale è sviluppato in lunghezza, con una prima parte dedicata più al momento dell’aperitivo con tanto di super vetrina piena di cicchetti e leccornie (Marco è un Veneziano DOC che a portato qui a Padova la sua personale versione del cicchetto in pieno stile “bacaro) e con tanto di tavolo sociale dove sostare, perché no, pure per festeggiare una laurea o un compleanno. La parte più avanti, suddivisa in altre due piccole sale aperte è quella dedicata al ristorante entro cui poter provare probabilmente ogni voglia di cucina veneziana (e non solo) che potrebbe sopraggiungere, con tanto di qualche fuori menù di tanto in tanto che osano un po’. 
È un cucina semplice, pulita, senza fronzoli e molto schietta, ma è proprio la cucina che dev’essere. 

Iniziamo?

Iniziamo lasciando ormai come consuetudine carta bianca a Marco e al suo Staff - menzione particolare per Chef Pasquale Crocco che nonostante il nome e un marcato accento calabrese è Padovano e qui ha trovato “casa” professionale grazie ad una grande sinergia con Marco e ad una passione sfrenata per la cucina tanto che lui stesso ci ha ammesso di aver provato spesso a cambiare strada ma nulla, poi questa cosa trova sempre il modo per riprenderti. 


Lasciamo carta bianca e la risposta iniziale è una combo che racconta molto del luogo ma anche di noi come Padovani, come Veneti come amanti di una e una sola cosa: l’aperitivo. Al tavolo sopraggiungono infatti due Spritz al Campari e due cicchetti con il baccalà mantecato. Il primo è perfetto se hai superato i 30 anni: bilanciato, non troppo tendente all’alcolico come apprezzeresti dieci anni prima, insomma ben fatto. Il baccalà invece è un signor baccalà e si scioglie in bocca. 


Quasi ne vorremmo ordinare altri due perché i primi sono finiti veramente troppo in fretta che arriva Marco con un piccolo regalo: capelonghe (o cannolicchi) alla griglia, una specialità che non si trova spesso in giro e che anche qui da Frascoli ci sono di tanto in tanto, quando Marco riesce ad averle e ad averle buone. Insomma: la nostra serata fortunata.
Il piatto è uno dei piatti iconici della serata: cotto perfettamente e servito con un condimento presente ma molto delicato grazie a del prezzemolo e a dell’olio leggermente agliato che però non sovrasta per nulla il sapore del mollusco. Mamma mia, forse l’unica parte bella di diventare adulti sta proprio nella possibilità di apprezzare piatti come questi. 


È finita qui? No, è appena iniziata. Arriva al tavolo forse Il piatto che ha conquistato più Padovani di tutti: l’antipasto di pesce misto dell’Adriatico selezionato dallo chef. Non è sempre il medesimo (perché il pesce chiaramente arriva secondo disponibilità e qui la macchina non viene mai forzata lasciando indietro la qualità) però ecco, mediamente troverai con buona probabilità: due saor (uno di gamberi e uno di alici), il folpetto, i gamberi bolliti, il baccalà mantecato con la sua polentina morbida, l’insalata di polpo e sua maestà la capasanta. Che dire? Un tripudio di sapori, di colori e di territorio che difficilmente lascerà scontenti i commensali e che è un perfetto modo anche per assaggiare più cose, capendo quale fanno maggiormente al caso di ciascun palato.


È un piatto bello grande che secondo noi può essere diviso facilmente con un’altra persona, così da avere uno spazio per qualcos’altro prima o dopo. 

E infatti continuiamo! 


Marco ci porta un piatto di cui è molto fiero tanto che nonostante sia un fuori menù ci racconta di pensare di renderlo permanente, ma non prima di farlo provare ancora un po’. Cos’è? Una bella chicca che esce un po’ dal seminato della cucina “veneziana” classica e sposa mode e creatività dei nostri tempi: tonno scottato con saor, pistacchi e crema di pistacchi. È un piatto dai molti gusti che però litigano tra di loro trovando un equilibrio che non t’aspetti e che invece è una bella festa in bocca. Il tonno sotto invece è carnoso e in quantità veramente degne di nota. 

La frase “siamo pieni” Marco Frascoli non l’ammette nel suo locale 


E infatti arriva uno dei piatti più iconici della sua cucina, un piatto di quelli che - assieme all’antipasto di pesce misto - è obbligatoriamente da provare se capiti qui per la prima volta: la frittura di paranza. Saporita, fritta perfettamente, non unta e bella sapida è un tripudio di tradizione e territorio ma anche una delle cose paradossalmente più semplici e allo stesso tempo più difficili da servire. Dentro un po’ di tutto: dalla sogliola al barbone passando per i classici calamari (il pesce al suo interno non è quasi mai il medesimo) e servita con della polenta morbida. Il consiglio? Un piatto perfetto per essere diviso ad aperitivo sia per la sua dimensione sia per il suo prezzo. 


Per tutto il corso della serata abbiamo pasteggiato bevendo un Durello di Marcazan, Metodo Martinotti.

Chiudiamo in bellezza e in dolcezza 


E lo facciamo con un grande classico caro a Marco e alla sua famiglia - la ricetta è quella che viene tramandata di mano in mano - ma caro anche a tutti noi che nel tiramisù da sempre troviamo rifugio nei momenti bui. Troppo classico? Forse sarebbe meglio chiedersi se, alla fine, il classico possa mai veramente essere troppo. Secondo noi no. 
Ps. Qui viene fatto rigorosamente con i savoiardi, Marco non ammette alternative. 

Frascoli Bacaro, 
Via del Santo, 93 - Padova 
Tel. 049660505


Foto di copertina reperito nella pagina Facebook di Frascoli

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