Cenare in un frantoio non è un'esperienza per pochi, ma una possibilità aperta a tutti coloro che hanno voglia di fare un salto a Bisceglie

Vivere in Puglia significa anche avere il privilegio di poter cenare ogni volta che lo si desidera nel frantoio della famiglia Di Molfetta. Siamo a Bisceglie dove, nell'area accanto a quella riservata alla lavorazione e trasformazione delle olive in olio extravergine, sorge la grande e coloratissima sala di Olì Olà. Il profumo dell'olio appena franto nei mesi tra ottobre e dicembre accompagna gli invitanti sapori che arrivano in tavola dalla cucina guidata con mano ferma dallo chef Sergio Frizzale. Con lui, a scrivere una carta strutturata e fantasiosa, c'è Girolamo Di Molfetta, proprietario ed esperto frantoiano insieme a sua sorella Lucia. Il suo cuore - e il suo palato - sono da sempre divisi tra Puglia e Milano. E alcuni piatti che abbiamo ordinato ce ne hanno dato una saporitissima conferma.


Ci accomodiamo e Girolamo ci accoglie con una bottiglia di olio nuovo. La testiamo su un pezzo di pane caldo, sfornato proprio qui. La vera coccola che ogni ristorante in Puglia dovrebbe offrire.
Accanto a questo amouse bouche antico e sempre nuovo, Sergio si accomoda e porta con sé al tavolo un barattolo con dei peperoni. Ci presenta il suo pric prac, una conserva di origine molfettese che ci ruba subito il cuore.

Specie perché nel menu di Olì Olà accompagna una crocchetta di baccalà fatta davvero come si conviene. E certi piaceri semplici eppure ricchi di sapere te li può regalare solo uno chef che sa il fatto suo.



Poi scegliamo di "rifugiarci" nel must di Olì Olà: i bruschettoni.

Condivisione resta la parola d'ordine, ma è pur vero che certi piaceri ogni tanto fa bene tenerli per sé, come quello regalato dal maialino cbt, flan di zucca e cremoso al parmigiano serviti su una fetta di pane homemade.

Il giusto apristomaco per iniziare l’esperienza da Olì Olà.

Tra gli antipasti che guardano alla Puglia e uniscono in un boccone solo la Gran Milan, ci sono i tentacoli di polpo alla galega con patate scottate al burro, erbe aromatiche, paprika e cristalli di sale affumicato: un grande classico reso bello e accattivante dall’impiattamento giusto.

Perché, diciamocelo, anche l’occhio vuole la sua parte e in questa cucina che profuma di casa e cose buone, si lavora anche con le pinzette. Le spezie e le erbe aromatiche, dosate con sapienza dallo chef riportano in bocca delicatamente il sapore del mare.

Essendo in un frantoio, le portate di terra non mancano. Tra gli antipasti capaci di smuovere anche i più scettici c'è l'ossobuco alla brace con tartare di manzo “delle dolimiti lucane”, maionese alla senape e nocciole tostate.

Questo non è un piatto per tutti, solo chi sa andare oltre il pregiudizio e prendere il coraggio a due mani può assaporare il gusto della tartare che sposa il midollo caldo e i profumi della senape all’aneto. Le nocciole croccanti sono l’alternativa ciliegina su questa torta di proteine. Un piatto dall'aspetto "primitivo", ma dal gusto evoluto e solido, capace di risvegliare i più ancestrali istinti. Sarà la qualità della carne cruda o il tocco ammaliante della maionese alla senape, ma nessuno si salva dalla seduzione di questo antipasto.

Quando veniamo da Olì Olà siamo abituati a titillarci con l'Assassina di chef Frizzale. Ma questa volta ci facciamo tentare dal riso al salto ai frutti di mare.

Girolamo ci racconta che l'idea gli è venuta durante il ritorno da una delle sue trasferte a Milano. «È un piatto che mette le unghie nella carne viva della mia infanzia - ci dice Girolamo - riportandomi indietro a un'età innocente e spensierata. I frutti di mare sono l'omaggio che, dalla Puglia, faccio a questo antichissimo piatto di recupero lombardo».

Le onde tornano, prepotenti, anche nei tagliolini al limone con gambero rosso e salsa di ricci: il mare urla in ogni morso, rinfrescato dal profumo di limone.

È quello che ognuno di noi vorrebbe trovare in qualsiasi menu. Per fortuna abbiamo scelto il posto giusto in cui gustare una ricetta che può anche tradire la mano inesperta.

Tra i secondi non manca la classica grigliata pugliese, ma confessiamo che la sezione antipasti ha qualche voce che vorremmo spuntare. Così ordiniamo la seppia alla carbonara con capocollo croccante e salsa al pecorino della Murgia.

Un piatto da ordinare con il giusto spazio nello stomaco, pensato per palati coraggiosi, capace però di offrire un'esperienza di grande gusto.

Il tiramisù è il gioco con cui vogliamo celebrare la fine di questa cena divertente, scanzonata e di grande gusto.

Arriva la moka con il caffè caldo con cui bagnare i savoiardi e la sac à poche per decorarlo a piacere con la crema.

Ma il dolce congedo non finisce qui.

Arrivano a tavola anche una tartelletta alla crema con pinoli - la morbidezza che si sposa con la tradizione, in un piatto bello e fresco grazie alle foglioline di menta - e una fetta di pane al cioccolato "condita" con mousse di cioccolato bianco, marmellata di fragole, meringhe, crumble di mandorle.

Il pane caldo crea l’effetto burro sulla mousse e noi torniamo bambini tra profumi e morsi che sanno di un'infanzia finalmente ritrovata alla tavola di un frantoio.

Olì Olà - Via Ruvo 86/88, Bisceglie (BT). T: ​3351358299
 

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