Arriviamo qualche minuto in anticipo, giusto il tempo di goderci un sole caldo e inaspettato che regala al panorama - già bellissimo - colori e sfumature inaspettate in questo freddo sabato di fine novembre. Attorno a noi si fermano un po’ tutti, ognuno con le proprie ragioni: chi aspetta di entrare al locale e si riempie gli occhi del paesaggio circostante, chi invece si gode un pit-stop dopo la dura salita fatta in bicicletta e chi invece, durante una camminata qui non può non sostare per una breve foto ricordo.
Ebbene sì, lo avrete capito, siamo finalmente andati all’Enoteca Monte Fasolo, molto più di un’enoteca ma sicuramente molto più anche di un locale: un punto d’incontro e d’unione che negli anni, grazie al recupero della zona e delle vigne, ha saputo restituire alla città quello che oggi è un biglietto da visita incredibile per i Colli Euganei.

E si aprono su un posto meraviglioso dove i dettagli, che possono sembrare di primo impatto casuali, assumono poi ad un secondo sguardo significati e importanze incredibili che mostrano come questo locale sia stato ridefinito centimetro dopo centimetro creando un involucro bellissimo e di design - sedute alte zebrate comprese - ma anche funzionale.

Prima volta qui? Primo: il locale è raggiungibile in macchina ed ha un ampio parcheggio adiacente l’ingresso. Secondo: il locale è veramente molto ampio ed è dotato di un grande plateatico esterno e di diversi tavoli interni, compreso anche un tavolo sociale. Terzo: qui gli orari sono la prima cosa da osservare perché Enoteca Monte Fasolo è aperta (solo) il sabato e la domenica a pranzo e la domenica pomeriggio/sera fino alle ore 21.30.
Enoteca Monte Fasolo - che prende il nome dall’omonimo monte - è la scommessa vinta della Famiglia Rossi Luciani che ormai diversi anni fa ha recuperato l’intera area dandole non solo una nuova possibilità ma anche nuova linfa. Oggi Enoteca Monte Fasolo, assieme alla Cantina Monte Fasolo, fa parte dell’Azienda Agicola Le Volpi, azienda che - dopo un lungo percorso - produce vino biologico ed olio che possono essere degustati proprio qui in Enoteca.
E il cibo? Il cibo è stagionale, prodotto in loco e, quando non possibile, fornito dalle aziende vicine che lavorano con lo stesso rispetto per la materia prima e per la natura che ci circonda. Un esempio? Tutte le composte e i sottaceti sono di Ricetta 91 oppure il prosciutto crudo arriva da Montagnana e dal Salumificio Bertelli.

E come spesso accade: mai scelta fu più azzeccata perché quella che proveremo è un’esperienza a tutto tondo che inizia con un accenno di aperitivo e continua con un pranzo, un signor pranzo.

Iniziamo infatti con una delle proposte più famose qui da Monte Fasolo: i cicchetti. Proviamo una selezione delle migliori proposte stagionali che ci sono in questo momento: baccalà mantecato, frittatina di verdure, zucca in saor, mini tatin di cipolla, sua maestà soppressa e cappuccio e mimosa, una “crema” scioglievole e spumosa di uova sode e maionese da andar via di testa.

Tutti i cicchetti (tranne la tatin che è ovviamente adagiata su della sfoglia e la frittata) poggiano come vuole la tradizione su una fetta di pane e sono tutti degni di menzione, anche se tatin e mimosa da sole valgono il viaggio. Premio semplicità d’oro invece per la frittatina che potresti guardare scegliendo di passare oltre ma fidati, non farlo.
In abbinamento scelgono per noi un 100% Moscato Giallo “Fior d’Ape”, un Metodo Classico Extra Brut veramente piacevole e in nessun sorso stucchevole o eccessivo con piacevoli sentori agrumati che persistono in bocca.

Il continuo è ancora meglio, ma lo possiamo dire solo ora che abbiamo l’occasione di riguardare l’esperienza nella sua interezza. Continuiamo con due piatti iconici della cucina in generale e, ora, anche della cucina di Monte Fasolo perché ci raccontano essere ormai spesso in carta così come spesso molto scelti. Scelgono per noi due primi piatti (uno per la verità è un antipasto che però ci portano come primo): un raviolo e una zuppa. Il primo è un raviolo con ripieno di ricotta e spinaci (e sfoglia verde) con fonduta ai formaggi e crumble di crudo. È un piatto che profuma di casa ma che ti ricorda che sei al ristorante perché ehi, chi è che a casa ha voglia e capacità di farsi la fonduta? La sofglia è molto tenace - e a mio gusto va benissimo così - il ripieno è scioglievole, mentre la fonduta è una coccola con un crumble al posto della ciliegina.

La zuppa invece è una zuppa alle cipolle realizzata alla francese con crostini di pane e formaggio che, grazie alla gratinatura finale, si scioglie e diventa una hit clamorosa. Peccato solo per le cipolle frullate, bello sarebbe stato sentirne la loro consistenza al morso ma anche qui, è una questione di gusto personale.

L’abbinamento? Un Manzoni Bianco “Ario” dell’Azienda Le Volpi. Un vinello elegante e per nulla banale che con sentori floreali è molto più una portata che un solo accompagnamento.
Giusto il tempo per guardarci attorno e per vedere come questo posto si confermi ciclovia di un tessuto molto eterogeneo di persone che qui approdano per diverse ragioni. C’è infatti la famiglia con i bimbi piccoli al seguito, la coppia di stranieri che è venuta in visita e vuole provare i piatti della tradizione, la coppia giovane con il cane che si è regalata un pranzo fuori casa o la coppia che qui si è fermata per puro caso durante una bella camminata. Meglio di così? Meglio di così i nostri secondi piatti: pollo fritto, costine di maiale e come contorno un secondo piatti che s’improvvisa tale ovvero del sedano rapa in tre consistenze.

Ma andiamo con ordine: il pollo fritto che qui è realizzato con una sovra coscia (già disossata quindi addentate pure tranquilli), insalata coleslaw e maionese alla paprika. Il pollo è panato con del panko ed è leggermente marinato, esternamente croccante e dentro molto morbido, succoso e scioglievole segno di una cottura pressoché perfetta. La coleslow è la vera scommessa vinta del piatto: incredibile come una insalata realizzata con maionese sembri (almeno apparentemente) in grado di “sgarbare” la bocca. Probabilmente c’è del genio.

Continuiamo con le costine, il piatto più serio e impegnato del pranzo. Sono glassate con senape e miele e chiaramente sono cotte a bassa temperatura e servite con un contorno di patatine fritte. Un piatto molto impegnato e succulento che amerete se come me avete un feticcio di quelle costine che si tolgono dall’osso senza dover fare pressoché nulla.

Chiudiamo questa portata con un contorno non contorno che sarebbe infatti pensato come secondo piatto vegetale: il sedano rapa, proposto in tre consistenze. Lo troviamo nella sua versione più classica arrosto, in crema e sotto forma di fondo (probabilmente la versione più riuscita e significativa), tutto poi guarnito con polvere di cappero. Un piatto perfetto non solo per chi vuole evitare la carne ma anche per chi ha voglia di qualcosa di diverso dal solito.

Il vino scelto è “24 mesi”, un rosso bello importante e strutturato realizzato con 60% Merlot, 30% di Cabernet Sauvignon e 10% di Cabernet Franc. Perfetto con le carni e perfetto anche per esser ricordato grazie alle sue note legnose e persistenti.

Proviamo due su tre dolci a menù: mousse ricotta, pere al vino rosso e noci e sua maestà il tiramisù. Il primo è un piatto anche solo esteticamente bellissimo con strati e consistenze diverse, un piatto adatto a chi arriva a questo momento bello pieno ma non vuole comunque rinunciare all’ultima dolcezza perché seppur sia una bella porzione, la ricotta aiuta a non render tutto “troppo”.
Il tiramisù invece è classico che più classico non si può e va benissimo che sia così perché è proprio questo che cerchiamo quando lo ordiniamo, no? Una chiusura perfetta.

A chiudere il pasto, ora veramente, un calice del loro passito “Fior d’Ape”, ottenuto da uve Moscato Giallo (sì, con loro abbiamo iniziato e con loro chiudiamo) che probabilmente da solo vale il viaggio. Un sorso che ti riempie la bocca e a cui tornerai a pensare per diversi giorni.
Enoteca Monte Fasolo
Via Monte Fasolo, 2 - Cinto Euganeo (PD)
Tel. 0429613088
Via Monte Fasolo 2, Padova (PD)