C'è un pub fuori dagli schemi a Mirano: "La rivoluzione noi la facciamo a suon di neon e bao"

Pubblicato il 1 marzo 2025

C'è un pub fuori dagli schemi a Mirano: "La rivoluzione noi la facciamo a suon di neon e bao"

Ci sono locali unici, che se li sposti da dove sono si perdono nel mare magnum. Dove sono, invece, sono punto fermo, sono comunità. Shu a Mirano è uno di questi. Un asian bar che ha ribaltato le regole della ristorazione locale, portando nel Veneziano un nuovo modo di intendere la socialità e la condivisione. Qui si viene per i cicchetti orientali, per le birre artigianali, per le luci al neon che colorano l’ambiente e per quell’energia che ti fa sentire nel posto giusto. Un format che funziona. A raccontarcelo è Kei Shu, il giovane titolare che, insieme alla sorella Yue, ha dato vita a questa piccola rivoluzione gastronomica.


Kei, Shu non è solo un locale. Qual è l’idea dietro questo progetto?

L’idea è semplice: creare un luogo dove stare bene. Senza formalità, senza forzature. Io e Yue siamo cresciuti nella ristorazione – i nostri genitori hanno aperto il primo ristorante cinese di Mirano più di vent’anni fa – ma volevamo qualcosa di diverso, di più nostro. Shu è un asian pub, un posto dove puoi venire per una birra e finire per condividere un piatto di ravioli con qualcuno che fino a un’ora prima non conoscevi. L’ispirazione viene dai nostri viaggi, dall’atmosfera rilassata degli izakaya giapponesi, dai pub coreani dove il cibo è pensato per essere spartito tra amici. Qui tutto è improntato alla condivisione, dal menu allo spazio.

Il concetto di cicchetti si mescola a quello dello street food asiatico. Come nasce questa fusione?

La convivialità è una cosa che accomuna l’Oriente e Venezia. Da un lato ci sono i bacari, con i loro assaggini da accompagnare a un’ombra di vino. Dall’altro ci sono le tavolate degli izakaya, dove si ordinano tanti piatti diversi e si mettono in mezzo per il gruppo. Noi abbiamo unito le due cose, creando un menu ad hoc: ravioli al vapore fatti a mano da mia madre, polpettine takoyaki con polpo e cipollotto, bao ripieni di maiale sfilacciato o anatra alle cinque spezie. Ogni piatto è studiato per essere condiviso e per offrire un assaggio autentico delle nostre radici.

Il pollo fritto alla coreana è diventato uno dei vostri cavalli di battaglia. Cosa lo rende speciale?

La tecnica. Facciamo una doppia frittura senza pastella, solo con fecola di patate, per ottenere una croccantezza perfetta senza appesantire il boccone. Poi c’è il condimento: glassiamo il pollo con salse che vanno dalla classica soia e aglio alla più particolare honey butter, che ha un equilibrio dolce-salato irresistibile. È un piatto che ha conquistato tutti, anche chi non conosceva la tradizione del fried chicken coreano.

Un altro elemento centrale del vostro format sono le birre artigianali. Come selezionate le etichette?

Abbiamo scelto di puntare sui microbirrifici locali. Crediamo che abbia più senso abbinare i nostri piatti a birre con un’identità forte, piuttosto che alle classiche industriali. Lavoriamo con Lucky Brews e Evoqe Brewing, due realtà venete che fanno birre di carattere. Ad esempio, abbiamo una ambrata con luppolo giapponese che si sposa alla perfezione con i nostri bao. In più, per gli eventi speciali, ci piace collaborare con nuovi birrifici e sperimentare abbinamenti inediti.

La novità sono le serate di degustazione...

Volevamo offrire un’esperienza diversa, qualcosa che esulasse dal menu classico. Così abbiamo lanciato le serate a tema, come quella dedicata al wagyu. In questo caso proponiamo tre portate che reinterpretano questo manzo giapponese in chiave Shu: un raviolo che mescola tecniche cinesi e coreane, un bao con un condimento più tradizionale e una bowl di riso con salsa ponzu fatta in casa. Ogni piatto viene accompagnato da una birra artigianale selezionata ad hoc. È un format che sta piacendo molto, e vogliamo ampliarlo con nuove proposte.

Avete una clientela molto variegata: giovani, famiglie, lavoratori. Cosa li attira da Shu?

L’atmosfera. Shu non è solo un posto dove mangiare, o almeno noi non lo concepiamo così. Non ci sono formalità, puoi venire in pausa pranzo e trovare un menu veloce con bowl e bao, oppure fermarti la sera e rilassarti con una birra e un gioco da tavolo. È un ambiente pensato per far sentire tutti a proprio agio, senza distinzioni.

Cosa deve aspettarsi chi entra da Shu per la prima volta?

Un’atmosfera vivace, un menu che spazia tra tradizione asiatica e ingredienti locali, birre di qualità. Qui si mangia anche con le mani, si condivide il cibo, si chiacchiera con chi hai accanto. È un piccolo mondo a sé.

Shu asian bar
Via Cavin di Sala, 218 - Mirano (Ve)
Tel: 0418657004

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  • Shu

    Via Cavin Di Sala 218, Mirano (VE)

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