C’è un’energia particolare che si percepisce già varcando la soglia di K-Placca. Non è solo un bar, non è solo un bistrot, non è solo un palco per la musica dal vivo. È un pezzo di casa, una magic box nel cuore di Spinea, proprio accanto al Municipio. Un locale dove puoi lasciare una chitarra o un pianoforte e nessuno ti chiederà spiegazioni. Anzi, ti ringrazieranno per aver contribuito a costruire quel senso di comunità che qui è la regola, non l’eccezione. Infatti una volta dentro il piano e la chitarra sono lì a guardarti, come tanti altri oggetti che raccontano l'anima di chi frequenta il locale, oltre di chi lo gestisce. Un caleidoscopio di vite. Dietro il bancone ci sono Emanuele Ascione e Diego Fabris: tatuaggi, sorrisi e tanta voglia di fare le cose a modo loro, che vuol dire bene. “Siamo partiti per scherzo”, ci raccontano, e intanto sono passati tre anni di attività a testa alta, senza compromessi. K-Placca oggi è un punto di riferimento che lavora dalla colazione alla sera, passando per una pausa pranzo su cui vale la pena puntare forte. Qui si beve bene, si mangia fresco, si ascolta musica live ogni venerdì e, soprattutto, si sta a proprio agio. Emanuele e Diego ce lo raccontano con la stessa energia che mettono in ogni cocktail e in ogni chiacchiera con i clienti.

K-Placca è molto più di un bar. Da dove nasce tutto questo?

Emanuele: “Inizialmente vendevamo magliette insieme. Avevamo una piccola linea, poi ci siamo ritrovati a gestire dei chioschetti per eventi e festival. Faceva caldo, funzionava, la gente si fermava. Alla fine ci siamo detti: ‘Facciamo qualcosa di nostro’. È nato tutto così, senza un piano, solo con la voglia di sviluppare qualcosa che ci somigliasse davvero.”

Diego: “Abbiamo altri lavori, lontanissimi da questo mondo. Ci piaceva l’idea di costruire un posto a nostra immagine e somiglianza. Quando ci siamo imbattuti in questo bar storico di Spinea, fermo da anni, si è accesa la scintilla. Era uno spazio vuoto, l’abbiamo riempito letteralmente pezzo per pezzo.”

È uno spazio pieno di vita...

Diego: “Sì, ogni oggetto che vedi qui dentro ha una storia. Quel dinosauro viene da suo figlio. Le due seghe di legno sono del padre di un cliente. I quadri sono nostri. Alcuni oggetti pure. C’è del nostro e di chi entra. È questo il bello. La gente lascia qualcosa. Come a dire: ‘Mi sento parte di questo posto’.”

Emanuele: “Tutto è in continua evoluzione. Il pianoforte è arrivato da poco. Poi ci sono le chitarre, gli altri strumenti... Gli amici musicisti vengono, suonano, lasciano qualcosa di loro. È una casa condivisa. Il concept siamo noi e i clienti, nient'altro.”

Quanto conta per voi il rapporto con chi entra?

Emanuele: “Tutto. Noi abbiamo sempre e solo avuto l’esperienza da clienti, quindi ci immedesimiamo in loro. È questo che ci guida. Vogliamo che la gente si senta bene, che si senta avvolta. Ha già troppi pensieri.”

Diego: “Magari chi entra all'inizio può guardarsi intorno stranito, poi capisce. Non siamo un bar qualsiasi. Siamo un bar 'sotto steroidi', dice Emanuele. E c’ha ragione. Energia, spontaneità, musica, pezzi di vita. Tutto insieme.”

Parliamo della giornata tipo di K-Placca: si parte presto?

Emanuele: “La mattina c’è la colazione. Poi arriva il pranzo, che sta avendo un ottimo riscontro. Facciamo piatti freddi e caldi, con ingredienti freschi, il più delle volte home made. Verdure grigliate, insalatone, pasticci di stagione... Possiamo anche calibrare su misura l'offerta in base ai gusti del cliente.”

Poi arriva l’aperitivo e la sera si accende tutto.

Diego: “Alle 17.30 si riparte con cicchetti, cocktail e musica. Il venerdì è diventato un appuntamento fisso con la live music. È iniziato come esperimento, adesso abbiamo gruppi da Vicenza che ci scrivono per suonare da noi. Capita di vedere qui musicisti storici che suonano sui palchi più importanti. Per noi è una soddisfazione enorme.”

Emanuele: “C’è stato un passaparola pazzesco nel mondo della musica. Ma tutto è nato in modo naturale, senza forzature. Infatti la qualità delle serate è altissima, con una bella energia anche nel pubblico.”

A proposito di cocktail, come curate la parte beverage?

Emanuele: “Ci piace bere bene, quindi partiamo da lì. Selezioniamo prodotti di qualità e li trattiamo con rispetto, badando al rapporto qualità/prezzo. Non cerchiamo di stupire, vogliamo dare qualcosa di buono, di onesto. E la gente se ne accorge. Un Negroni fatto come si deve, un Americano che funziona, magari anche un po’ fuori dagli schemi, cercando di capire cosa cerca chi abbiamo davanti. I risultati ci stanno dando ragione".

Diego: “E poi c’è il vino. La selezione la facciamo noi, bottiglie scelte una per una. Non c’è una carta da 100 etichette, ma quello che c’è è pensato fino al millimetro. Preferiamo la qualità alla quantità.”

Musica, pranzo, cocktail… ma c’è anche un plateatico molto amato.

Diego: “Eh sì, quando arriva la bella stagione il plateatico diventa il cuore pulsante. Tavolini, luci, chiacchiere, vino. È uno spazio che respira e che si riempie di voci. Qui è facile rimanere anche dopo l’aperitivo. Ci si siede, si sta.”

Emanuele: “Ed è proprio lì che succedono le cose migliori. Gente che non si conosce che si mette a parlare, clienti che diventano amici, e magari suonano insieme quella chitarra che qualcuno ha lasciato. È un continuo scambio.”

Emanuele, Diego, cosa vi fa andare avanti con tutta questa energia?

Emanuele: “La passione. Non abbiamo mai pensato a K-Placca come a un business freddo. È un progetto di vita. E poi vedere che la gente torna, che lascia qualcosa di suo, che si affeziona… è una carica continua.”

Diego: “Ci sono giorni devastanti, ma quando arrivi qui e vedi che il locale vive, che ha un senso per chi entra, allora capisci che stai facendo la cosa giusta.”

K-Placca
Via Roma, 138 - Spinea (VE)
Tel: 3356940252

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