Eccoci qui, Padova è avvolta da un freddo pungente, ma non demorde la voglia di una passeggiata in centro e di un aperitivo; rito consolidato dalla notte dei tempi ma che non stanca mai… ci siamo regalati un aperitivo, pranzo e poi di nuovo aperitivo da TreQuarti Bistro, il nuovo - seppur non più “novellino” - di Piazza della Frutta che con pochi centimetri a disposizione, molta voglia, tanta competenza e polpette da urlo è riuscito a conquistare tutti e tutte.

Questo è il posto perfetto sia che tu abbia le idee decise sia che proprio tu non le abbia perché se nel primo caso troverai un menù stagionale sì, ma bello ampio e diversificato in grado di soddisfare quasi ogni tua voglia; dall’altro lo stesso menù ti permette di lasciarti ispirare dal momento. Noi abbiamo fatto circa entrambe le cose: siamo entrati con la totale convinzione che saremmo usciti rotolando (spoiler: è successo) ma non abbiamo voluto scegliere nulla lasciando così carta bianca ad Andre Tacchetto, strabiliante padrone di casa - giovanissimo - che ci ha guidato in un percorso tra cavalli di battaglia, storie di famiglia e specialità territoriali.
Attorno a noi, mentre la mangiata andrà in atto, studentesse che si laureano e festeggiano con gli amici ma anche uomini incravattati in pausa pranzo e anziani che si godono una colazione con calma.

Andre sceglie di farci provare tre dei loro cocktail del momento: Amaricato, Sarti Spritz e Tirreno che sono tutte creazioni si loro pugno ma anche rivisitazioni di cocktail classici. Tre proposte veramente molto diverse che soddisfano - giustamente - tre palati differenti, non solo per aroma, profumo e gradazione alcolica ma anche per estetica e guarnizione, perché qui nulla è lasciato al caso.
Amaricato è composto da Bitter Taurus Poli, Rabarbaro Riserva, Cynar, limone e soda ed ha, giustamente, uno spiccata nota amarognola dovuta tra le altre cose al rabarbaro che però per composizione del cocktail non sovrasta tutto confondendo il palato, finendo per piacere anche a chi solitamente cercherebbe altro. Tirreno è invece il cocktail che convince subito tutto il tavolo, ma solo perché ha avuto la fortuna di beccare tre amici che nell’americano ci farebbero anche il bagno caldo. È infatti un miscelato di Campari, Vermouth del Professore e soda agrumata, quest’ultima la nota che vale il viaggio, lo scontrino, il parcheggio a pagamento: tutto.
Il Salty Spritz invece (quello di colore rosa) è un tuffo nel nostro passato perché ricorda quei sapori dimenticati della nostra adolescenza, con la capacità però di renderli “per adulti”: Prosecco, Sarti Rosa - pompelmo e mango - e soda.

L’aperitivo viene accompagnato da una selezione di cicchetti e polpette a scelta dello staff, proposta per altro che è a menù e che quindi potrete replicare comodamente. Noi la consigliamo perché sono entrambi belli grandi e con un morso a testa, se siete più d’uno, ti permette di assaggiare - e godere - più di quanto faresti con una sola proposta. Provare per credere.

Sei le polpette scelte da Andre che sono anche i loro cavalli di battaglia: carne, cacio e pepe, vegana e senza lattosio farcita con lenticchie, riso e funghi e “lanterna”, la proposta stagionale con zucca, speck e funghi. Le polpette sono tutte realizzate da “Rumori Polpetteria” tranne le ultime due chicche che sono invece fatte in casa dalla madre di Andre che porta così le sue origini brasiliane anche in Piazza della Frutta: polpetta con pollo cotto a bassa temperatura e verdure e risoles (una sorta di mini panzerottino) farcito con gamberi.

Chiaramente queste hanno una marcia in più come tutte le cose che dietro hanno una storia però la polpetta di carne è sempre la polpetta di carne.

Il mix di cicchetti (sempre di sei pezzi sempre a discrezione dello staff) è invece un tripudio di territorio, qualità e golosità: lardo alle erbe, mandorle tostate e miele; crema di gorgonzola, pere, miele e noci; crudo, stracchino e basilico; gallina in saor ed erba cipollina, acciuga e stracciatella e tartare di manzo condita leggermente. Tartare e gallina, come molti altri prodotti di origine animale presenti a menù, arrivano dalla Macelleria e Gastronomia Fiorenzato (che potreste conoscere anche come “Da Diego” di Codiverno e, in particolare la gallina, è un tripudio di tradizioni rispettate ma radicate nell’oggi (tanto che è cotta e poi rigenerata, capito nonna, si può fare senza “rovinare” il gusto, anzi).
Difficile trovare le parole per raccontare un inizio così perché la semplicità di proposte e preparazioni potrebbe trarre in inganno e invece è proprio quello che serve, sempre, ogni giorno, per sentirsi bene e per sorridere delle cose belle che abbiamo qui. Sì, come l’aperitivo con i cicchetti e gli amici e il sole che fa capolino fuori.

E infatti Andre e il suo Staff arrivano con un tagliere quasi più grande del tavolo che sfida non solo la nostra tenuta ma anche quella dei suoi arredi, però che buono.
I taglieri a menù sono ben tre, versatili e diversi per formato, prezzo e proposta.

Il nostro? Quello “importante” - si chiama proprio così - con prosciutto crudo di Parma 12 mesi, sopressa veneta, porchetta trevigiana, lardo alle erbe e una selezione di formaggi più o meno stagionati e salse fatte in casa (menzione particolare per la loro composta di arancia senapata, veramente incredibile).
Il lardo e il prosciutto avevamo già avuto modo di conoscerli in aperitivo mentre la grande scoperta di questo tagliere è la porchetta: scioglievole, speziata il giusto e un inno al Veneto tutto.
Cosa manca? Sì, da bere. Andre sceglie per noi tre calici tra le loro proposte di vino in mescita (ampia selezione sia numerica che di etichette e cantine che ruota di tanto in tanto) e ci seleziona tre chicche per ogni “tipologia” così da mostrarci la sua mano: Merlot from Marca Trevigiana di Santomè, un Brut Nature Rosè “Santhomas” con Pinot Nero e Raboso di nuovo della cantina Santomè e poi sua maestà il Trento Doc di Cesarini Sforza, che è sempre una certezza.

Si chiama “Italiana” ed è - comprensibilmente - il loro besteseller: salsa di pomodoro, rucola, prosciutto crudo di Parma 12 mesi, stracchino e olio evo. Un piatto che come dimensione è perfetto per soddisfare il pranzo di qualcuno o, come in questo caso, un aperitivo rinforzato condiviso con gli amici. Anche perché arriva già porzionata in quadratini e quindi tu non devi far altro che fare lo sforzo di masticare ma fidati: sarà un gran piacere.
La pala è piacevolmente croccante, scioglievole e godereccia e lo stracchino - che ti sporcherà inevitabilmente - i bordi delle labbra e le dita, è una hit incredibile.

Ora gli ultimi due piatti, promesso. Ribs cotte a bassa temperatura con purea di zucca fatta in casa (le ribs sono invece dell’azienda Fiorenzato). Un piatto questo che è appena stato introdotto e che promette già cuori infranti perché è una coccola per occhi, stomaco e cuore.
Scordate il coltello, non vi servirà, ma non vergognatevi nemmeno di usare le mani che sono il vero attrezzo da considerare. La carne si toglierà dall’osso senza sforzo, non servirà quasi masticare e la dolcezza della salsa (per nulla stucchevole) è una perfetta combo.

A completare l’opera invece un altro prodotto di “Da Diego” che però, a differenza delle ribs, è un grande besteseller del locale: il tris di tartare. Classica, mediterranea (con olive e pomodori secchi) e alla francese, con l’aggiunta di salsa Worcestershire.
E siccome è pur sempre ancora aperitivo, o pranzo, oppure post aperitivo Andre tira fuori dal cilindro altri tre calici dalla mescita: un Barbera d’Asti di Gianni Doglia, Il Pinot Bianco di Vignalta e uno Champagne, sì uno Champagne in mescita hai letto bene, di Autreau.
“Ci piace molto il vino” ci racconta Andre mentre ci serve e soprattutto mentre gli facciamo notare che ha probabilmente più proposte lui di una qualsiasi enoteca della zona. “Ci piace molto il vino e ci piace quanto più possibile andare a conoscere i produttori, non sempre è chiaramente fattibile per questioni territoriali e di tempo però sì, nel vino come nel cibo, cerchiamo di avere un rapporto quanto più umano possibile”.
Il posto è piccolino, con tanto di plateatico (riscaldato) esterno che permette proprio di godersi la bellezza della piazza. Loro sono uno Staff giovane, preparato e accogliente e il menù - raccontato e non - ti permette di fermarti a qualsiasi ora rimanendo soddisfatto, senza però spendere un capitale. Non credo serva altro per stare bene.
TreQuarti Bistrò
Piazza della Frutta, 34 - Padova
Tel. 0495902038
Foto di copertina preso dalla pagina FB del locale
Piazza Della Frutta 34, Padova (PD)