Cambiare senza rompere. Nella ristorazione è probabilmente la sfida più difficile. Eppure è proprio questa la strada scelta da Ai Navigli, indirizzo storico della ristorazione padovana affacciato sulla Riviera Tiso, che dopo il passaggio di gestione avvenuto nella primavera 2025 sta vivendo una nuova fase senza rinunciare alla propria identità.

Un cambio diventato realtà solo lo scorso anno ma iniziato diverso tempo prima, da una cena, per la precisione. Una di quelle serate che sembrano destinate a restare semplici ricordi di viaggio e che invece finiscono per cambiare il corso delle cose. Lin Fang e il marito, arrivati a Padova per una visita familiare, scoprono Ai Navigli quasi per caso. Ne rimangono colpiti. Dall'atmosfera raccolta del locale, dalla qualità della cucina e soprattutto da una filosofia gastronomica che percepiscono immediatamente come autentica.
Da quella cena nasce un'idea che si trasforma lentamente in progetto. Al loro fianco c'è Sara Qui, volto conosciuto della ristorazione cittadina, che accompagna il passaggio di consegne e contribuisce a costruire il nuovo corso del ristorante. La scelta più importante arriva fin da subito: non azzerare quanto fatto fino a quel momento.

Al centro restano infatti la chef Alessia Marchetto, lo chef Leonardo Zuin e una squadra giovane che oggi trova finalmente maggiore visibilità. È proprio da qui che nasce la nuova anima del ristorante: una cucina che parte dal mare ma che non si limita a raccontarlo.

Una tavola che guarda oltre i confini territoriali 

"Una tavola del mondo". È così che Sara Qui definisce la proposta gastronomica di Ai Navigli. Una definizione che trova immediatamente riscontro sfogliando il menu.

Il percorso può iniziare con il "Girotondo di Crudi" , una tavolozza dedicata al pescato delle coste italiane che mette al centro freschezza e lavorazione della materia prima. Accanto ai classici scampi in purezza, serviti crudi o al vapore , compaiono preparazioni che raccontano una cucina molto più personale. È il caso della "Pannocchia di Mare", dove la canocchia cruda incontra ajo blanco, paprika affumicata e peperone rosso, oppure della "Tarta-Tonno", una tartare di tonno rosso accompagnata da salsa di pomodoro e fragole, rucola, pecorino e pan brioche. Piatti che giocano con acidità, dolcezza e consistenze senza mai perdere equilibrio.

Il mare incontra la memoria

Nei primi emerge forse il lato più creativo della cucina. Il "Bottone Green" rappresenta l'opzione vegetariana: pasta ripiena al pesto di basilico, salsa al pepe verde, piselli, crema di nocciole e kefir. Ma è con "Come l'Arrosto di Mamma" che la cucina mostra tutta la sua capacità narrativa. Dietro il nome si nasconde un risotto al peperone verde arricchito da tartare di crostacei crudi, limone semicandito e fondo di pollo, un piatto che richiama la memoria domestica trasformandola in qualcosa di completamente nuovo. Molto interessante anche "In Salsa", fusillone Fracasso mantecato con salsa d'acciughe, burro alla lavanda, pan fritto e foglie di cappero, mentre "La Pasta Fresca", ormai una presenza consolidata del menu, abbina una tagliatella artigianale al conchigliame e all'aroma di foglia di fico.

Il piatto simbolo? Forse un bun che racconta il nuovo corso

Se però c'è una preparazione che sintetizza perfettamente la filosofia di Ai Navigli è il "PCS", acronimo di Philadelphia Cheese Steak reinterpretato in chiave marina.

Si presenta come un bun homemade di pan brioche farcito con ventresca di tonno, caciocavallo filante, maionese al kimchi e cetriolini pickled, servito con una salsa barbecue all'albicocca. È il piatto che Sara Qui cita con maggiore entusiasmo e probabilmente quello che meglio racconta l'incontro tra culture diverse che caratterizza il nuovo corso del locale. Un boccone dove convivono Veneto, Asia e America senza forzature.

La formula migliore? Affidarsi alla cucina

La vera esperienza Ai Navigli resta però il menu degustazione al buio. Tre percorsi da 3, 5 o 7 portate rispettivamente a 50, 70 e 85 euro, costruiti interamente "a mano libera" dalla brigata e serviti per tutto il tavolo. Una formula che permette di cogliere davvero il lavoro di ricerca svolto dalla cucina. Per gli under 35 è disponibile una versione dedicata da 45 euro.

Anche il finale conferma la personalità della proposta. La novità del momento è una namelaka al miso con gelato al mascarpone, crumble allo zucchero moscovado, polvere di limone e popcorn caramellato, mentre il Pain Perdu viene servito con sorbetto all'albicocca grigliata e fragole al sambuco. Due dessert che chiudono il percorso esattamente come è iniziato: attraverso l'incontro di culture, ingredienti e tecniche differenti.







Ai Navigli,
Riviera Tiso 11, Padova 
Tel. 0498364060

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