Mentre anche in Italia il pub ritrova la sua identità di posto “a stare”, il Saint Patrick resta fedele a sé stesso (e al suo buonissimo menu)

Siamo davanti alla porta a vetri fumè più famosa di Barletta. Sula superficie, in trasparenza, le lettere più famose della città: Saint Patrick Irish Pub. Tiriamo la porta a noi, non senza emozione e ritroviamo il lungo bancone in legno, le sedute alte davanti alle spine, i tavoli e le sedie con la tappezzeria che sanno d’Irlanda. Dimentichiamo il tempo: siamo di nuovo quei ventenni che escono solo per il piacere di farsi una birra con gli amici.

Solo che, da quel lontano 22 febbraio 1999, in cui Francesco Petruzzelli ha avuto l’idea di portare un pezzo di tradizione irlandese in Puglia, abbiamo imparato a mangiare meglio, a gustare un tagliere di salumi e formaggi e persino un calice di vino.

Ci accomodiamo nel tavolo all’angolo, con visuale sulla porta: il tavolo migliore per godersi la serata. E ordiniamo subito una pinta della birra che rende unica il Saint Patrick: la Guinness. A Barletta, spillata, si può bere solo qui.
Si parte con un tagliere di salumi e formaggi: un grande classico del pub, perfetto per la condivisione con gli amici. Qui al Saint Patrick è ben fornito e pensato per ingolosire.

Caciotta alle olive, pomodoro secco, peperoncino e pepe nero: tante variazioni sul tema da accompagnare con confettura di arancia, zenzero e pepe di Sichuan. Il salame felino, la pancetta e uno scioglievole prosciutto di Parma completano un tagliere di grande gusto.

La tartare di filetto di Angus servita con il tuorlo d’uovo fresco, è un’abitudine cara agli amanti della proteina. L’assaporiamo con quella lentezza di chi vuole coccolare le proprie papille gustative.

Ci sfiziamo con un primo: troccolo con scampi, datterino giallo e granella di pistacchio con la crema. Un piatto che ci fa sentire a casa, soprattutto per chi ama il mare anche quando non è ancora tempo di andare in spiaggia.

Salutiamo l’estate e omaggiamo il mare di Barletta scegliendo una Pizza al salmone con fiordilatte e pepe rosa. La sapidità del salmone e il calore della pizza cotta come si deve smontano anche le ultime vestigia di stress.
Terminiamo il calice di rosato da nero di troia in purezza firmato Teanum: un sorso di Puglia, sempre protagonista nella cantina del Saint Patrick

Il filetto di Angus glassato con agrumi e pepe di Sichuan è perfetto da sposare con la pinta più celebre al mondo: quella di Guinness. Un boccone succulento, che la birra valorizza in tutte le sue note dolci e acide.

Il dolce congedo lo affidiamo alla torta alla Guinness: un dolce rustico e allo stesso tempo reso delizioso dall’avvolgenza della crema al mascarpone. L’Irish coffee, fatto con caffè caldo, zucchero di canna liquido, whiskey e panna montata, ci riscalda in questa serata primaverile insolitamente fresca.
Mentre usciamo, ascoltiamo “One love” degli U2, l’altro grande amore dopo la Guinness di Francesco. Il nostro unico amore resta sempre quello per le cose fatte bene e qui, al Saint Patrick Irish Pub, siamo sempre certi di trovarle.

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