Lo studio alla base, la ricerca per condimento e la passione come metodo di cottura: la ricetta delle pizze speciali di Pizzamore è tutta qui. La pizzeria, aperta nel 2020 a Lancenigo e, dal 2022, trasferita lungo la strada per Villorba, in una posizione di passaggio, porta nel trevigiano la tradizione napoletana contemporanea con creatività e gusto. A capo della pizzeria c’è una giovane coppia appassionata, Pasquale Caianiello e Giulia Rogoli.
La filosofia del locale si basa sulla ricerca estrema della qualità, che passa attraverso la scelta di fornitori rinomati e materie prime stagionali. Praticamente tutti i condimenti per le pizze sono realizzati da zero, a partire dalla materia prima, come le alici fresche marinate in casa, la porchetta, le confetture, le creme - al pecorino e al basilico -, il tonno cotto a bassa temperatura, i funghi, diversi in base al periodo. Il tentativo è quello di ridurre al minimo l’utilizzo di semilavorati e, piuttosto, puntare all’autoproduzione.

I fornitori sono italiani e locali, come la Macelleria Stecca di Treviso per la carne, La Frutteria Ciet Biancorossa di Santa Maria del Rovere per le verdure, Molino Polselli di Frosinone per le farine, Latteria Sorrentina di Napoli per i latticini e Italianavera di Salerno per il pomodoro. In media, ogni giorno la cucina è impegnata in tre preparazioni diverse, impasti a parte, e lavora proprio come la cucina di un ristorante. Le pizze, infatti, sono veri e propri piatti di cucina su base panificata.
Il listino conta circa venticinque pizze a rotazione, in tre diversi impasti. Il primo, quello della pizza napoletana contemporanea cotta su forno ibrido, a legna e a gas, con il cornicione alto e alveolato. Il secondo, l’impasto del padellino, croccante fuori e morbido dentro, servito a spicchi, e, infine, la pala romana, bassa e croccante. Ma l’impasto della pizza napoletana è così versatile che viene utilizzato anche per la pizza fritta.

Le pizze cambiano spesso, perché seguono rigorosamente la stagionalità delle materie prime, altre, invece, sono intoccabili: la Provola e pepe, un omaggio alla tradizione napoletana, o la Diavola, che qui fanno a modo loro, con le olive e la crema di ‘nduja di Spilinga anziché il salamino; e poi la Renzo e Lucia, con il cornicione ripieno di ricotta, polpettine di manzo e bocconcini di bufala e, sopra, ragù napoletano, ciuffi di ricotta e parmigiano. Ogni pizza racconta e traduce in chiave contemporanea un piatto di cucina. La Carbolovers, ad esempio, è una carbonara dipinta su una pizza, mentre la pala con il pollo alla cacciatora ricorda un secondo della tradizione dove fare la scarpetta è d’obbligo.

In aggiunta alle pizze, ci sono i fritti preparati espressi, le montanarine e le frittatine napoletane, realizzate con pasta di Gragnano. Tra i più apprezzati, la frittatina alla nerano, con crema di zucchina, o la patate e provola, servita su stecco come se fosse un gelato. Ma i gusti sono in continua evoluzione, in base all’estro creativo del pizzaiolo e chef Pasquale Caianiello.

E poi ci sono i dolci, tutti (eccetto la pastiera, presente quasi tutto l’anno) sono su base lievitata, quella del padellino, al caffè o alla vaniglia. Ci sono il tiramisù e la cheesecake, ricoperta con confetture diverse a seconda della stagione: in inverno, il radicchio, mentre, in estate, l’inedita combinazione di pesche e zucchine. Anche le confetture sono tutte fatte in casa.

Pur non essendo un numero eccessivo, per assicurare rotazione e qualità, è sempre difficile scegliere tra le pizze in menu. Per questo, accanto al menu à la carte, Pizzamore propone un menu degustazione di 5 portate a prezzo fisso. La degustazione comprende un antipasto fritto, un trancio di montanara, fritta e ripassata al forno, che cambia topping in base alla stagione, un trancio di padellino o di pala romana e due tranci di pizza contemporanea, uno stagionale e l’altro di margherita. E poi il dolce. È possibile aggiungere anche il pairing con il vino. In questa pizzeria, infatti, puoi trovare una media di 25 etichette, tra rossi, bianchi e bollicine, tutte italiane.

Si accede alla pizzeria dal plateatico esterno, uno spazio al coperto dove trattenersi sui divanetti per l’aperitivo o anche per cenare. L’interno si sviluppa su un ampio open space delimitato da vetrate, dove il lungo bancone convive con i tavoli, e una stanza più intima, per un centinaio di coperti in totale. Mentre, tra dehors e giardinetto, il locale può ospitare una cinquantina di persone anche all’esterno. La cucina è più simile a quella di un ristorante che di una pizzeria, vista la mole di preparazioni eseguite quotidianamente.
Pizzamore vanta un riconoscimento importante, quello di Pizzeria DOC. A novembre 2025, infatti, Pasquale ha conseguito il corso di istruttore formatore presso l’Accademia Nazionale Pizza DOC, certificando così anche la sua pizzeria. Inoltre, è stata da poco intrapresa una collaborazione con Molino Polselli, fornitore della farina per gli impasti, che consiste nell’organizzazione di corsi di formazione per professionisti e amatori attraverso il format Pizzamore Academy. Ma anche a Giulia piace mettere le mani in pasta, così è da poco entrata a far parte del progetto web di Pizza Girls, nato come format televisivo e web che valorizza le donne nel mondo della pizza e coinvolge una decina di pizzaiole provenienti da tutta Italia.

Pizzamore
Via Roma 145/a, Villorba (Treviso)
Tel: 3791479735