Ecco dove mangiare uno dei migliori crudi di pesce (fronte mare e al tramonto) a Jesolo

Pubblicato il 31 luglio 2023

Ecco dove mangiare uno dei migliori crudi di pesce (fronte mare e al tramonto) a Jesolo

Fine Restaurant, Chill Bar & Events: con questo claim si è ripresentato recentemente il Rosemar, il raffinato locale - aperto al pubblico esterno - frontemare e frontepiscina, dello storico Hotel Delle Rose di Piazza Mazzini, caposaldo dell’hotellerie jesolana di un certo livello.

Sono stato a cena qui, ospite della struttura; e dopo aver sorseggiato un buon drink nell’elegante chiosco a bordovasca, coccolato da un sottofondo musicale lounge mentre il cielo rosa del tramonto lasciava spazio all’ascensione di una luna quasi piena, al grido sacro di “pancia mia fatti capanna” ho varcato curioso la soglia del Rosemar, preparandomi al divertimento.

La cena

Ad accogliermi al tavolo, tra luci calde e arredi lignei, ecco subito un benvenuto della casa che mette rapidamente le cose in chiaro: un crostino al tonno affumicato, ovvero il mare e la tradizione serviti con gusto. “Ci siamo”, penso, mentre contemplo la generosa vetrata perimetrale che separa il salone da piscina, chill bar e spiaggia.


Per l’antipasto, scelgo un sashimi di salmone con caviale Beluga e cipolla rossa di Tropea marinata; il tutto da assemblare a crostini caldi e burro alle erbe fatto in casa. Un entrée di classe, che inizia a far salivare per bene le mie papille anche grazie all’abbinamento suggerito dal sommelier: un Franciacorta Monterossa, bollicina importante, che a mio avviso dà il meglio di sé proprio quando il palato è insaporito dal pesce crudo.


Concordando con me sulla cosa, il mio ospite decide autonomamente di sorprendermi, con un secondo antipasto che di fatto è già piatto-bandiera del Rosemar: gamberi rossi di Sicilia, ostrica Lambert, scampi, gamberi striati, salmone marinato con caviale, carpaccio di ricciola, gambero blu delle Maldive. Uno spettacolo già nella presentazione, che fa quasi peccato a mangiarlo, rovinando questa composizione d’assoluta eccellenza, ittica ed estetica. Ma orsù, mi faccio coraggio…


L’appetito vien mangiando, e la dieta comincia sempre domani. Avanti con il primo, a questo punto, un risotto ai ricci di mare con zafferano e polvere di liquirizia. Una ricetta particolarmente difficile da realizzare, tant’è vero che lo chef Ennio Interlenghi l’ha presa in prestito da un fenomeno tristellato come Max Alajmo. Ma perché è così difficile? Perché si caratterizza mediante un equilibrio di sapori tanto peculiare quanto impegnativo, che non ha un vero e proprio “punto di pareggio”: a seconda del tuo palato, potresti avvertire di più la liquirizia, lo zafferano, la polpa del riccio.


Insomma, un primo piatto degno di una tesi di laurea, di una ricerca scientifica e gastronomica, adatto a chi voglia sempre e comunque, nell’ambito di una cena speciale come quelle proposte dal Rosemar, mettersi alla prova con qualcosa di nuovo. A chi non si fida e preferisce andare sul sicuro, consiglio le più classiche chitarrine all’astice: successo assicurato.

In ogni caso, io mi gusto il mio risotto, e lo faccio in abbinamento ad un Vitovska del Carso bio: Vitigno secco ma non troppo, con sentori di frutta esotica e nostrana particolarmente azzeccati assieme al profumo del piatto. Del resto si sa, in fatto di bianchi il Carso non è mica scarso…


Vabbeh, meglio calare il sipario sulle mie battutacce di spirito, e soprattutto su questa magnifica prima parte della cena. Per farlo al meglio, vado di emulsione di frutta fresca con ananas, pompelmo, mango, pesche del Cavallino e Gin Tanquery… Una freschissima diavoleria a metà fra sorbetto e gelato. Pulisce la bocca, resetta il palato, sistema le papille gustative in vista del secondo. Top.


Secondo piatto che è una delle grandi, grandissime fierezze del Rosemar. Una chicca che in pochi riescono a proporre, tantopiù preparata in questo modo… Sto parlando della catalana di king crab, sua maestà il granchio reale. Quando arriva impiattata, lì per lì, pare giusto un esercizio di stile, a base di tanto pomodoro Cuore di Bue, julienne di peperoni e cipolla, ma poco crostaceo. Poi però la apri, e scopri un cuore ittico che sembra la tana del bianconiglio: non finisce mai di sorprenderti. Spettacolo, signori.


Il gran finale di ogni cena che si rispetti è sempre il dessert: l’ultimo ricordo prima di tornare a casa, la chiosa in dolcezza che spesso può quasi ribaltare il giudizio sull’esperienza vissuta. La mia scelta cade sulla tarta tatin della casa, un dolce francese tornato negli ultimi anni di gran moda anche dalle nostre parti: una torta di pastrafrolla e mele caramellate capovolta, che qui viene servita con crema chantilly ed emulsione di frutta e gin.


Solitamente, all'ora del dessert, mi appassionano i vini tipici da fine pasto: un Passito, un Porto un Recioto della Valpolicella... Ma un dolce così delicato richiede qualcosa di meno protagonista: opto così per un calice di Verduzzo Friulano Specogna. Un vino dolce ma non troppo, sufficientemente delicato diciamo, idoneo a sottolineare con umiltà la fisarmonica di sapori di questa tarte tatin rivisitata.

Sì, il degno finale di una cena di mare sorprendente: anche in Piazza Mazzini, oggi, si può mangiare a livelli davvero molto, molto alti.

Ristorante RoseMar
Indirizzo: Via Zara, 1 - Lido di Jesolo (VE)
Telefono: 0421972653
 

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  • RISTORANTE DI PESCE

scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

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