Quanti impasti proponete a Centocanti?
Ne abbiamo di tre tipi. Il primo è un blend di mia creazione con farine 0 e 1 di Molini Fagioli con certificazione Oirz, idealmente bilanciate per trovare sapori, croccantezza e profumi, con la biga come pre-fermento. Poi c'è l’integrale, più complesso, tecnicamente chiamato impasto “a caldo”, che parte dalla scelta di due farine integrali. Infine la romana, la cosiddetta “scrocchiarella”, tecnicamente una romana tonda al mattarello, che tecnicamente non prevede il cornicione. Sposa i gusti della clientela fiorentina e sta avendo un buon successo. In questo caso cambiano pezzatura dell'impasto, da 260 a 180 grammi, e il tipo di lievito, ovvero la biga grassa.
Quante ore maturano?
Per me la tecnica è più importante delle ore, in due ore potrei farti un impasto eccellente. Comunque, fra l'inizio dell'impasto e il piatto passano circa 51 ore ma, ripeto, non è questo a determinare la qualità.
Parlavi di cornicione: romana a parte, com'è lì da voi?
Deve essere pronunciato, ma croccante.