A due passi da Piazza Giorgione, anima medievale e cuore pulsante della bellissima Castelfranco Veneto, trovi un ristorante, bistrot, wine&cocktail bar di concezione altamente innovativa. Un posto ampio, con diverse aree tematiche comunicanti (tra cui la sala pensile con 20 posti e la collegata terrazza per 35 persone), gustosamente rinnovato con la firma del noto architetto Diego Stocco, guru degli ambienti lounge caldi e avveniristici, come il nuovo Castelli in Aria. Un locale di nuova generazione senza se e senza ma. Oggi forse tra i pochissimi locali della zona realmente attrezzato per riempirti con qualità una serata intera: dall’aperitivo (rinforzato) a lunghi e profondi dopo-cena… Con quest’ultima parola, “cena”, a far la parte del leone.

Castelli in aria, da presente a futuro

Nei suoi primi anni di vita, vissuti con subitaneo e sempre crescente successo, il Castelli in Aria vedeva la sala ristorante nettamente divisa dall’area bar. Oggi invece, ferma restando una gradevole distinzione stilistica tra le varie aree tematiche (in termini di arredamento come d’illuminazione), non esiste più alcuna discontinuità tra le varie esperienze. Vedi la stessa gente che si gode il suo aperitivo al bar fermarsi poi per la cena senza muoversi di un metro; oppure viceversa spostarsi nella sala dinner, per far seguire ad un drink tête-à-tête una seratina a lume di candela… E ancora, spesso chi prenota al ristorante poi si sposta al bancone per un after-dinner, e lì rimane ad ascoltare musica, chiacchierare e stringere nuove amicizie. Spostandosi continuamente fra interno ed esterno, dove l'ampio dehors offre innumerevoli spunti di convivialità e aggregazione. Ogni zona del Castelli in Aria è idonea ad accogliere una tipologia diversa di serata; ma al tempo stesso le aree sono tutte armonizzate fra loro, come nei migliori ristoranti bistrot delle metropoli più di grido.

Aperitivo, cena o brunch?

Già molto forte negli anni scorsi, ed apprezzata anche ben oltre l’esigente piazza di Castelfranco, a cavallo della pandemia la cucina del Castelli in Aria ha saputo far di necessità virtù operando un vero e proprio balzo avanti. Possiamo tranquillamente asserire come il locale ormai sia un po’ meno bistrot e un po’ più ristorante di livello: il menù è stato implementato con diverse prelibatezze , sostenuto dall'approvvigionamento di materie prime "importanti", in alcuni casi vere e proprie eccellenze del territorio. Potremmo quasi definirlo "un menù all’americana con qualità italiana": connotazione che rileva in diversi momenti della giornata, a partire dal brunch del weekend.

Si parte da starters come il crudo di Montagnana affumicato, si passa per specialità internazionali come le uova alla benedict o la Castelli Breakfast, e poi si sale di tono: dalla New York Strip Steak, al filetto di salmone, dagli hamburger della casa (anche a base di tartare) all’avocado toast, oggi immancabile in qualsiasi brunch di livello che si rispetti. Dulcis in fundo, i dolci fatti in casa, magari da accompagnare con i “Mocktails”, delizie da bere per iniziare al meglio il fine settimana.

Alla sera, la proposta del Castelli in Aria si arricchisce ulteriormente, dividendosi in 3 parti: "aperitivo", "burger" e "main", quest'ultima composta da 8 piatti (di carne in primis), nonché specialità creative che ruotano a cadenza più che stagionale. Non mi stancherò mai di ripetere, infatti, quanto la selezione delle carni rimanga un importantissimo punto identificativo di questo locale.

Il potenziamento della proposta passa anche, se non soprattutto, dalla proposta grigliata di terra. Costate e fiorentine di manzo frollato con l’innovativa tecnica scozzese dry-aged, beef ribs, picanha, filetto e chi più ne ha più ne metta, il tutto servito naturalmente con contorni ad hoc. E poi gli hamburger gourmet di macinato fresco, con pane fatto in casa e ingredienti deliziosi... O ancora l' "Octopus Dog": hot dog artigianale, polpo arrostito, spinacio, tzaziki, tapenade, ketchup di peperoni, erba cipollina.

Insomma c’è di che sbizzarrirsi, specie se consideriamo l’incredibile (incredibile, ripeto) assortimento di vini e cocktail da abbinare al pasto. Puoi aprire il menù bendato e puntare col dito alla cieca: in ogni caso, dove cadi cadi bene.

Vins Näif

Fiore all'occhiello di una carta vini idonea ad appagare tutti i palati (e - quasi - tutte le tasche), è la sezione Vins Näif: una selezione di vini e spumanti rari, ricercati, adatti a persone curiose. Non si parla tanto di grandi maison, di grandi nomi del vino, quanto di etichette particolarissime. Vins Näif schiude le porte di un viaggio esperienziale nella cultura del vino, che può passare da un georgiano vinificato in anfora ad un rosé di Jean Vesselle, unico in tutta la Francia a vinificare ancora lo champagne secondo l’antico metodo “occhio di pernice”.

Restando in ambito beverage  è doveroso segnalare lo stato di grazia della parte cocktail, oggi curata più che mai. Un esempio tra i mille? Lo "Hot Stuff", a base di rum mix, estratto di carota, shrub all’ananas, basilico e spuma al cocco salato: un drink da 16 gradi adatto per un aperitivo "importante" come per un dopocena seduttivo.

Insomma: ci sono i locali dove si va a bere e a brindare, e quelli dove l’esperienza del vino e del drink è divertimento, cultura e scoperta. Al Castelli in Aria puoi vivere entrambe la situazioni, ma inutile dire quanto esso sappia "entrarti dentro" se ti lasci guidare nella seconda.

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