Perché i fiorentini dovrebbero tornare a mangiare in centro storico: i miei 5 motivi

Pubblicato il 4 settembre 2019

Perché i fiorentini dovrebbero tornare a mangiare in centro storico: i miei 5 motivi

Il centro storico di Firenze è una miniera. E non solo di bellezze storiche ed architettoniche, che attirano gente da tutto il mondo, ma anche di ristoranti. Un tempo la vita di quartiere si svolgeva prevalentemente in centro, mentre ora sempre meno fiorentini abitano in centro e, ancor meno, lo frequentano. Un po' a causa della ZTL e dei parcheggi, piuttosto dispendiosi, un po' perché sono sempre in agguato ristoranti acchiappaturisti, così come nuove aperture che campano al massimo un anno prima di lasciare il posto al prossimo locale. Eppure mangiare in centro ha sempre un suo perchè. Io ti dico i miei:

Perché trovi la tradizione più autentica della città

C'è poco da fare: gran parte della tradizione enogastronomica fiorentina si assapora in centro. Vinaini, trippai, enoteche, trattorie storiche: la più alta concentrazione è proprio tra i suoi quartieri. A San Lorenzo, ad esempio, nella zona dello storico Mercato, si trovano diverse trattorie storiche fiorentine. Una di queste è Trattoria Sergio Gozzi, gestita da 4 generazioni sempre dalla stessa famiglia. Aperta solo a pranzo, propone piatti casalinghi, spesso in disuso nei ristoranti, a prezzi piuttosto modici.
Trattoria Sergio Gozzi, piazza di San Lorenzo 8/R, Firenze - Tel. 055281941

Perchè ha angoli nascosti di pace

E' vero: il centro storico fiorentino è perennemente preso d'assalto dal turismo. Ci sono però angolini nascosti dove puoi goderti un pranzo o una cena in tranquillità. Uno di questi è Buca Poldo, all'interno del Chiasso degli Armagnati, una tranquilla piazzetta quasi in piazza Signoria. Puoi mangiare all'interno, nella sala al piano inferiore che un tempo ospitava le stalle dei signori del palazzo, oppure all'esterno, in piazzetta. La cucina è un omaggio alla tradizione, e viene valorizzata da una buona selezione di vini toscani.
Buca Poldo, via Chiasso degli Armagnati 2/R, Firenze - Tel. 055 239 6578

Perchè non annoia mai

Al di là dei punti di riferimento dell'enogastronomia fiorentina, nel centro storico fiorentino aprono sempre nuovi ed originali ristoranti. Uno di questi è l'Osteria del Calciante, in Borgo Pinti, dedicata al calcio storico fiorentino. L'ambiente ricorda vecchie partite e richiama i simboli dei quattro quartieri/colori e così il menu, ricco di piatti della tradiizione contadina toscana, molti dei quali omaggiano uno o l'altro quartiere (Risotto dei Verdi di San Giovanni, Polpettone dei Rossi di Santa Maria Novella e così via).
Osteria del Calciante, Borgo Allegri 68r, Firenze - Tel. 055 247 9559

Perchè ti dà da mangiare ad ogni ora 

Il centro pullula di ristoranti che effettuano orario continuato, ma ce n'è uno solo dopo puoi mangiare 24 ore su 24: Fratelli Cuore, all'interno della stazione di Santa Maria Novella, che ha subito negli ultimi anni una notevole riqualificazione. Da Fratelli Cuore ti consiglio soprattutto la pizza napoletana o i primi piatti della cucina nazionale. Disponibile per tutto anche il servizio asporto.
Fratelli Cuore, piazza della Stazione, Firenze - Tel. 0552670264

Perché respiri internazionalità

Il centro storico di Firenze è un potpourri di persone, ma anche di cucine di ogni parte del mondo. Uno degli ultimi ristoranti dal respiro internazionale aperto in città è Temakinho, un ristorante giapponese-brasiliano che ha già conquistato città come Milano, Roma, Londra e Ibiza. A Firenze ha aperto in piazza Strozzi, in una location glamour, dove dominano il rosa, i fiori, le piante, gli uccellini e i fenicotteri. Il menu prevede Picanha (anche in formato rolls), ceviche, Nikkei poke, Temaki e rolls ricercati, da accompagnare a Caipirina in diverse versioni.
Temakinho, piazza degli Strozzi, 14, Firenze - Tel. 055 614 6880

Foto di copertina di fdecomite da Flickr (CC)

  • VITA DI QUARTIERE

scritto da:

Maddalena De Donato

Lucana di nascita e fiorentina di adozione, ho scoperto in Toscana i veri piaceri della vita: mangiare bene, bere ancora meglio, viaggiare, condividere, ma soprattutto scrivere. L'unica arma che tollero è il cavatappi e scoprire nuovi locali è una dipendenza da cui non riesco ad uscire. Non a caso il mio blog si chiama Mad Tasting.

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