​Intelligenza artificiale: come i robot sono diventati chef e camerieri a Milano

Pubblicato il 2 giugno 2024

​Intelligenza artificiale: come i robot sono diventati chef e camerieri a Milano

L’intelligenza artificiale sostituirà l’uomo e taglierà milioni di posti di lavoro. Scenario un po’ troppo apocalittico, forse. Ma sta di fatto che l’AI, la sigla che ormai tutti conoscono per parlare di intelligenza artificiale, giocherà un ruolo di primo piano nella ristorazione, rivoluzionando alcuni aspetti. Partiamo dai numeri. Sette ristoranti su 10 impiegheranno o potenzieranno l’utilizzo di intelligenza artificiale nel 2024. I dati sono quelli raccolti dalla ricerca “Tecnologia in ristorazione - Scenari e opportunità”, curata dall’Osservatorio Ristorazione. Si consolida, inoltre, l’utilizzo della robotica per prendere prenotazioni, con lo sviluppo di software gestionali pensati proprio per questo. I vantaggi per i ristoratori sono molteplici. Si può così far fronte alla carenza di personale di sala. E poi c’è da considerare anche l’aspetto economico: un robot costa meno di un cameriere umano. Senza considerare, infine, la maggiore efficienza. Il robot non si stanca mai e non si prenderà mai nessun giorno di malattia.

Per ora ancora pochi robot in sala

Andando a guardare più nel dettaglio i risultati del sondaggio, emerge che l’84% dei ristoratori utilizza strumenti tecnologici in sala, in prevalenza gestionali di cassa, delle prenotazioni e degli ordini. I robot in sala non sono ancora così diffusi perché per il momento riguardano solo l’1% dei ristoratori compresi nel campione, composto da oltre 2mila attività in tutta Italia e oltre 13mila imprenditori. Un dato però può far capire quali siano le prospettive per il futuro: il 77% dei ristoratori utilizza già tecnologia in cucina, insieme a supporti in grado di elevare la qualità della produzione, ottimizzando tempi e risorse.

Bob lavora 12 ore al giorno

Guardiamo il fenomeno sotto un altro punto di vista. I robot di sala sono pensati per aiutare il cameriere umano e non per sostituirlo. Questo è il compito di Bob, il robot cameriere, nato da un’idea di Leonardo Fontana. Bob viaggia tra i tavolini, in piena autonomia, e può portare fino a 40 kg su un massimo di quattro vassoi. Per ora in Italia sono stati attivati oltre 250 modelli, che lavorano in diversi ristoranti, da Treviso a Milano. Il costo è di circa 350 euro mensili per l’abbonamento e può lavorare fino a dodici ore al giorno. Altro che stanchezza. Il robot è l’espressione più articolata dell’intelligenza artificiale al lavoro in una sala di ristorante. Sono ormai molto diffusi anche i totem digitali che permettono di fare un ordine nel locale per poi passare al banco a ritirare il piatto o il panino scelto una volta che è pronto. Ovviamente anche il pagamento è digitale. Tutto più veloce, molto più smart. 

Dalla Cina fino a Milano

In Italia, per il momento, la maggioranza delle attività che usano camerieri-robot è rappresentata da sushi e ristoranti asiatici. Non è certo un caso dal momento che proprio in Cina l’utilizzo di robot nelle sale dei ristoranti è molto più diffusa che in Europa. Da noi, come accennato, l’utilizzo di robottini che portano il piatto al tavolo, o se lo riprendono una volta terminato di mangiare, possono anche risolvere il problema della mancanza di personale. Non è una criticità degli ultimi tempi perché la carenza di personale nei ristoranti ha cominciato a farsi sentire dal post Covid. Con i lockdown imposti per fronteggiare la pandemia, molti camerieri e addetti di sala sono stati costretti a reinventarsi, trovandosi un altro lavoro. Quando i locali hanno poi riaperto, in molti hanno deciso di non tornare più a un lavoro stressante e molto faticoso, con stipendi che spesso non sono proprio gratificanti. Il primo ristorante completamente gestito dall’intelligenza artificiale, intanto, è stato aperto in California e si chiama CaliExpress: ogni fase è gestita da robot che utilizzano l’AI.

L’insalata preparata dal robot (al Mind)

Ordini un’insalatina e te la prepara un robot. Anzi, un “cobot” che lavora a braccetto con gli operatori umani e che interagisce con uno schermo oled trasparente. Non siamo in qualche film di fantascienza ma all’EsselungaLab, all’interno del Mind Milano Innovation District, l’area in cui sono stati riconvertiti gli edifici di Expo 2015, in viale Decumano 39. Parola d’ordine sperimentare. L’idea qui è puntare su soluzioni d’avanguardia per far fronte a nuove esigenze di consumo. Il negozio ha tre anime: il market essenziale, la caffetteria e l’offerta di ristorazione veloce. Al piano terra c’è la caffetteria, con 100 posti a sedere, insieme al market di 70 metri quadrati per una spesa “grab&go” che offre un’ampia selezione di prodotti essenziali in modalità self-service: gastronomia, frutta e verdura, sushi e carne confezionati, ma anche pane fresco e pasticceria. Anche fare la spesa è una questione futuristica perché si può sfruttare una tecnologia innovativa che integra computer vision e sensori intelligenti. Tradotto in pratica significa meno tempo per fare la spesa e zero coda in cassa perché è tutto automatizzato. Al primo piano, per finire il tour, c’è il ristorante con tanto di braccio robotizzato che prepara l’insalata. C’è pure un’area aperitivi e panineria, con cucina a vista. È il primo negozio di Esselunga completamente digitale. Un salto nel futuro per fare la spesa.
EsselungaLab - Mind Milano - viale Decumano 39, Milano

Il sushi servito dal robot (in Bovisa)

Ultimamente se ne sta fermo tranquillo, ma fino a qualche mese fa Sushi Ran, siamo in via degli Imbriani, in Bovisa, aveva un robot che serviva direttamente ai tavoli. La formula è quella dell’all you can eat, a pranzo in settimana si spendono 15,90 euro (un euro in più nel weekend), mentre la sera la cena costa 26,90 euro, bevande escluse. Da febbraio il locale ha cambiato gestione e forse anche per questo il robot, anzi la robot perché pare fosse femmina, non lavora più assiduamente come negli anni scorsi. Poco importa. Il cameriere robotizzato si è fatto conoscere e ha fatto parlare di sé. Anche se non è più il valido aiuto di un tempo, sicuramente continua la sua forza attrattiva. Quasi come succede una storia epica!
Sushi Ran - via Camillo Ugoni 18, Milano - tel. 0239310047

Il robot per il food delivery (a Cascina Merlata)

Arriva e parla. Non è di molte parole: “Preleva il tuo ordine”. E grazie! La sperimentazione è finita a fine gennaio, chissà se adesso Yape, “Your anonymous pony express”, dell’azienda che fa parte del gruppo e-Novia, sfreccerà in qualche altro quartiere di Milano. Lo ha fatto a Cascina Merlata, è stato usato soprattutto per il food delivery, per un po’ ha di fatto sostituito i rider. Lo hanno potuto utilizzare solo i residenti del quartiere, previa registrazione sul sito. Ma lui, Yape, ha fatto benissimo il suo lavoro, portando a termine più di 450 consegne in 18 mesi, macinando oltre mille chilometri. Il robot sa come farsi rispettare perché in caso di difficoltà, per esempio se incontrasse un ostacolo troppo grande da superare, chiede aiuto inviando una notifica all’operatore che potrà così indirizzarlo oltre l’inghippo completamente da remoto. Funziona praticamente in qualsiasi condizione climatica, con vento e pioggia e, ovviamente, anche al buio perché è dotato di fanali. Ha svolto servizio anche all’aeroporto, a Linate e Malpensa, ma in futuro le sue applicazioni potrebbero anche aumentare. Sarebbe perfetto, ad esempio, per svolgere qualche compito di controllo di un determinato spazio pubblico. Non vuole limitarsi solo a portare la pizza a casa!

Foto di copertina di Foto di FDATA ROBOT su Unsplash

  • TENDENZE FOODIES

scritto da:

Fabrizio Arnhold

Il trucco per un buon aperitivo o una cena perfetta? Scegliere il posto giusto. Vi racconterò i miei locali preferiti, ma sempre con spirito critico, senza mai dimenticare che a Milano c’è tutto quello di cui si ha bisogno. Basta saper scegliere.

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