Atelier, store e bistrot: tutto in unico luogo, il South Garage. Qui il bistrot occupa solo una parte del business gestito da Giuseppe Carducci che punta sulla qualità. Il suo locale propone piatti semplici e internazionali preparati con materie prime eccellenti, attraverso tecniche di cottura contemporanee. L’obiettivo?: “Speriamo di aprirci a un pubblico internazionale. Oggi tutto quello che facciamo, lo facciamo seguendo un principio di scalabilità, quindi di replicabilità dei medesimi standard qualitativi in qualsiasi parte del mondo. Vogliamo proporre il nostro business altrove. Questo vuole essere un luogo internazionale. Interpretare in chiave nostrana i piatti internazionali è interessante in Italia, ma forse ancora di più altrove”.

Ciao Giuseppe, com’è nata l’idea di unire il mondo delle moto con quello gastronomico del bistrot?

L’idea è nata nell’ottobre del 2021, ma in realtà il locale è figlio di un concept store a più ampio respiro. Noi veniamo dal mondo delle moto quindi presidiamo un business completamente diverso rispetto al food e beverage, nel quale siamo entrati da outsider. Oltre alla passione per le moto, abbiamo anche la passione per il buon cibo. Il progetto è nato dall’idea di creare un mega concept store intorno al nostro core business, accogliendo attività collaterali e complementari che valorizzassero l’esperienza d’acquisto per il cliente: alla concessionaria a marchio Triumph, si affiancano i business della personalizzazione della moto e quello dell’abbigliamento. Abbiamo aperto la boutique di abbigliamento per offrire capi iconografici e non necessariamente tecnici (per un utilizzo quotidiano) che avessero in comune con il nostro core business il mondo valoriale, quindi esclusività e alta manifattura. In ultimo è nato il bistrot, che estende l’esperienza di acquisto al mondo dell’intrattenimento. Le persone possono entrare in concessionaria, scegliere la moto, personalizzarla, acquistare capi in boutique e poi condividere la propria esperienza con amici e familiari all’interno del bistrot. Un bistrot che non ha in comune l’oggetto del business, la moto, quanto più l’insieme dei valori che per noi sono più importanti: qualità, esclusività, stile, passione, design, ricerca. Non è un moto bar, né un locale per motociclisti, ma un locale che parla di passioni autentiche, perché all’interno raccontiamo la nostra storia e la nostra passione per le moto.

Quali sono i tratti distintivi del bistrot, questo universo valoriale di cui parli?

La nostra idea è quella di far vivere alle persone un’esperienza autentica. Io sono convinto che oggi le persone siano alla ricerca di storie vere. Vogliono condividere esperienze. E credo, quindi, sia giusto regalare loro qualcosa di autentico, che non sia artefatto. Sulle pareti del nostro bistrot ci sono le nostre foto, le nostre moto, i nostri viaggi in Europa e nel mondo, le manifestazioni alle quali abbiamo partecipato. A essere rappresentate sono un’idea e un’iconografia di rider non convenzionale. Noi portiamo avanti un’idea diversa del rider, il cosiddetto gentleman rider o gentleman explorer rider, una persona curiosa di esplorare, ma con stile, e che sia anche amante del buon cibo. Questa figura è un motociclista che non si adegua agli stereotipi classici. È fondamentale quindi che prodotto ed esperienza siano affini al nostro sistema di valori.

E tutto questo come si traduce nella vostra proposta?

Quello che vogliamo offrire ai nostri clienti è un’esperienza informale ma di qualità. Informalità e qualità, semplicità e sofisticazione: sono concetti che possono sembrare assolutamente contrapposti, ma se trovano il giusto equilibrio sono in grado di generare un’esperienza esclusiva. La nostra proposta gastronomica si posiziona a metà tra quella mainstream e quella raffinata del fine dining, perché nel mezzo credo ci sia uno spazio che può offrire un’alternativa alle due altrettanto valida: un’esperienza gastronomica gourmet esclusiva. Offriamo una duplice possibilità, il pranzo business e la cena, pur rispettando, in entrambi i casi, gli stessi standard qualitativi. Offriamo esperienze diverse nell’ambito dello stesso format. Da un lato la parte di business lunch, con uno scontrino medio sotto i 12 euro, per assaggiare piatti con un bilanciamento calorico e nutrizionale appropriato, ma anche un livello di gusto appagante. Il cibo è una delle fonti principali del nostro benessere: concepiamo i nostri piatti tenendo conto di questo, li realizziamo quindi secondo standard molto rigorosi. E poi c’è la cena, che propone piatti semplici preparati in modo creativo e ricercato. Che si tratti di business lunch, aperitivo o cena è comunque una cucina complessa perché implica più tecniche e preparazioni nell’ambito di uno stesso piano.

Come si declina il menù?

Il nostro menù del pranzo propone piatti internazionale con grandi contaminazioni nostrane. Piatti internazionali fatti da italiani. L’hamburger del pranzo, ad esempio, non è il classico americano, ma viene preparato con un pane artigianale, lievitato in un determinato modo, senza salse comprate ma con ingredienti home made, su cui c’è una selezione delle materie prime rigorosa. L’American Burger è una rivisitazione del classico cheesburger cui sostituiamo il cheddar con la provola di bufala, il ketchup con il pesto di pomodoro secco e il bacon con un guanciale pregiato. Insomma, una rivisitazione totalmente italiana di un classico americano. Dalle insalate ai wok, sono tutti piatti semplici presentati in modo non banale, ricette conosciute proposte in maniera diversa, con tecniche moderne di preparazione e cottura.

Per quanto riguarda la clientela, che rapporto c’è tra gli appassionati che vengono in store e si fermano a mangiare da voi e quanti, invece, vengono direttamente al bistrot?

Il rapporto stupisce. Sono numeri che monitoriamo costantemente. Il rapporto è 90 a 10. Il 90% delle persone che mangiano al bistrot è pubblico tradizionale, solo il 10% costituisce il pubblico di appassionati. E la maggior parte della clientela non vive nel quartiere, ma ci cerca.

Puoi dirci qualcosa sull’aperitivo e sull’offerta beverage?

Per l’aperitivo proponiamo una formula di degustazione che, al prezzo di 15 euro, comprende un cocktail e una selezione di finger caldi ed espressi. Questi ultimi sono una riduzione del menù serale. Le tecniche di preparazione sono le medesime, così come le componenti. I distillati usati per i nostri cocktail sono tutti home made premium e super premium. La drink list, pensata in collaborazione con Filippo Sisti, resta in linea con il nostro concetto principale, infatti contiene rivisitazioni dei grandi classici come il south americano, il bonny sour e il garage spriz. Proponiamo una mixology contemporanea abbinata a un food pairing gourmet. Ma con questo termine non intendiamo una cucina chic, perché la nostra è una cucina pop con prodotti di qualità. Il piatto gourmet implica più preparazioni differenti e più tecniche.

Per quanto riguarda la cena?

Per la sera cerchiamo di elevare al massimo l’esperienza culinaria sfruttando materie prime semplici preparate in modo creativo. Ad esempio, tra i secondi piatti propiniamo guancia, ribes, polpo e ombrina: tagli semplici che cerchiamo di nobilitare con la tecnica, rendendoli interessanti con la creatività. Tutto è affiancato da un lavoro sulla cantina profondissimo, che non ti aspetti all’interno di un bistrot tradizionale. Offriamo un prodotto di alta qualità a un prezzo interessante (e il discorso vale sia per le etichette di medio livello che per quelle di alto livello). Accanto ai nomi illustri, più blasonati, abbiamo anche inserito delle etichette di ricerca. Vogliamo essere ambassador dei concetti di ricerca e sperimentazione che vogliamo garantire a livello esperienziale al cliente. Poi ci sono i nostri lievitati, dai panini alle pizze, ai burger al pane per la sera, arriva tutto da un nostro business che opera nel sud Italia. Durante la cena offriamo una pagnotta di pane di segale con lievito madre liquido, preparata con un metodo di panificazione contemporanea a paste madri liquide, sul modello del tartine bakery californiano, con crosta molto croccante e interno umido e alveolato.




South Garage Bistrot, Via Privata Eugenio Brizi 4, Milano (MI) - Tel. 0222223866

 

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