Percorrendo l’affascinante strada porticata che da Piazza Vittoria conduce a San Nicolò, s’incrocia un angolo di Giappone. È il posto di Elisabetta Grosso, che insieme ad Antonella Teolato, la sua apprendista, ha creato un meraviglioso ponte tra la cultura giapponese e la nostra.
Difficile definire Ikiya, non è né un negozio né una sala da tè, è un luogo di racconto, apprendimento, dove ci si rilassa e si fa anche shopping. È bello che non stia dentro agli schemi di un concetto finito, perché se c’è una cosa che la sconfinata cultura giapponese insegna è che mai si smette di imparare e trasformarsi.

Indigo

Il blu avvolge tutto e, come una coperta, riesce a rendere accoglienti gli ampi spazi. Gioca col rame dei lampadari e dei porta kimono che, con la loro forma, richiamano le curve degli archi originari del locale.
I kimono sembrano elementi decorativi, maestosi e ricchi di dettagli, si fanno guardare col naso all’insù, chiedendo d’essere rimirati da più vicino. Stupisce e rallegra, allora, che sia possibile addirittura provarli, perché non sono decorazioni, sebbene decorino eccome, ma prodotti in vendita. Arrivano direttamente dal Giappone e sono tutti pezzi unici vintage.
Il fascino cresce quando si tenta d’immaginarne la storia centenaria, che li rende quanto di più autentico e affascinante.

Un mondo da scoprire tra gli scaffali di Ikiya

Gli oggetti in esposizione sono tanti: tazze e kyusu (le classiche teiere); le ciotole per la cerimonia del tè; le bambole kokeshi: deliziosi oggetti di legno ornamentali della tradizione giapponese, che arrivano da aste e mercatini dell’usato. Tovagliette artigianali “in stile”, ventagli realizzati in carta giapponese washi e bambù, set per servire il sushi e, poi, tutti i prodotti per cucinare.
Ingredienti di ogni genere: farine, pasta, riso; ci sono i mochi, dolcetti ripieni a base di farina di riso, e i craker dolci al tè matcha di Kyoto (Kyo No Shikisai); le salse e anche le spezie.


Foto di Massimo Malvestio Photographer

Il rito del tè: un momento per rilassarsi e imparare

C’è chi entra da Ikiya per fermarsi a sorseggiare qualcosa, accomodandosi in uno dei graziosi tavoli che popolano la sala.
Qui il tè si serve secondo il concetto della tea room giapponese: portato in tavola insieme a un piccolo boccone dolce, da assaporare prima di passare alla bevanda, che non è zuccherata.
Il tè, rigorosamente in foglia, viene servito alla temperatura ideale, perché i tempi dell’infusione ne determinano il gusto, piacevole o meno.
Accomodarsi significa semplicemente rilassarsi, da soli o in compagnia, e scambiare quattro chiacchiere con Antonella ed Elisabetta, che hanno molto da raccontare sul tè e i suoi riti.
Antonella sta anche studiando con Makiko Wakita: maestra di cerimonia del tè della scuola Omotesenke (tra le tre principali scuole di cerimonia del tè giapponese insieme a Urasenke e Mushakoujisenke).

Afternoon Tea

Una volta al mese Ikiya apre le sue porte per l’Afternoon Tea. Un’intera giornata dedicata alla degustazione del tè, dove ciascuno può scegliere il proprio e gustarselo (free refil) accompagnato da tante prelibatezze dolci e salate, come roll al tè Earl Grey con mousse alla pesca, panna cotta al matcha con gelatina di melone, mochi gelato assortiti, tofu freddo condito con ghiotte salse e topping.
Tutti i dolci sono realizzati dal laboratorio artigianale Frollalà, di Anna Lafisca a Franzolo di Vedelago. La sua è una pasticceria genuina, che si basa solo su ingredienti naturali e tanta frutta fresca, per questo quando Elisabetta le ha chiesto di prepararle la raimbow cake, al contrario dell’originale, la sua versione prevedeva un pan di spagna al naturale, senza coloranti, farcito con strati di confetture differenti tutte dalle diverse colorazioni.
Anna le prepara anche i Dorayaki, che vengono arricchiti dalle marmellate che prepara, come quella di fagioli rossi, la tradizionale, o crema di nocciole e, nei mesi più caldi, gelato.
 
L’Afternoon tea è un evento molto amato, qualcosa di veramente originale che ravviva la città. Per partecipare basta prenotare una fascia oraria, arrivare soli o in compagnia e accomodarsi. Nel pieno del comfort si ha modo di scoprire molto sul rito del tè e si conoscono sempre persone nuove,  facendo un viaggio di cui Antonella ed Elisabetta sono le eccellenti guide. La suggestiva e avvolgente atmosfera di Ikiya invita decisamente a tornare.


Foto di @teagrotta

 

  • RISTORANTI E CIBI ETNICI
IN QUESTO ARTICOLO
  • Ikiya

    Via San Nicolò 15, Treviso (TV)

×