In attesa di poter tornare a cena fuori, è fisiologico che in questo preciso momento storico il pranzo assuma un’importanza più forte che mai, sia per chi non voglia rinunciare al gusto del mangiare in ristorante, sia per chi in questo mondo ci lavora e ci vive. Soprattutto di sabato e di domenica. D’altro canto, se guardiamo alla nostra identità veneta, alle sue tradizioni, il concetto del pranzo affonda solidissime radici nella nostra storia. Ben più della cena. Specie se parliamo di un pranzo in campagna, in collina. Magari fra le immortali e paradisiache Colline del Conegliano-Valdobbiadene, oggi Patrimonio protetto dall’Unesco. In una piccola e bucolica frazione dell’alto trevigiano, Confin di Vittorio Veneto (che si chiama così perché segnava il confine tra Repubblica Serenissima Veneziana e Vescovato di Vittorio Veneto), sorge l’Agriturismo Althea. Una location da sogno per cene estive, ma altrettanto evocativa e gustosa per un pranzo della domenica.

Da un vecchio cascinale a un gioiello di design rurale

Ristrutturato con grande senso della tradizione e dell'armonia (da quadri moderni che contrastano e impreziosiscono la muratura faccia-vista, alla vista mozzafiato dell’immensa terrazza esterna), l’Agriturismo Althea domina i suoi 11 ettari di vigneto circostante. Che tu ci venga nella primavera-estate, o nella stagione invernale, qui il pranzo chiama sempre e comunque una profonda sessione fotografica. Aldilà della qualità enogastronomica della sua proposta, è infatti il classico locale che oggi, quelli che ne sanno, definirebbero “Instagrammabile”.

Cucina tipica di terra, fra tradizione e fantasia

Partendo da un calice di Prosecco Superiore Docg della stessa azienda agricola di Valdobbiadene che ha lanciato e vinto la scommessa Althea, nel menu stagionale di questo luminoso agriturismo ti vien voglia di affogare. Poche cose, com’è giusto che sia, ma tutte naturalmente fatte in casa, e basate su prodotti del territorio. Dal pollame al manzo, passando per il maiale, la proposta di carne proviene rigorosa da allevamenti a chilometri zero (proprietari o di aziende amiche). Ogni stagione, accanto ad un piatto tradizionale ne trovi uno più creativo, sia per antipasti che per primi e secondi. Se poi ti scopri in dubbio fra un piattino di polpette a sugo, una “tecia” di coniglio al forno, e via dicendo, beh, ti consiglio senz’altro la massima specialità della cucina: la tiepida di manzo. Una proposta delicata quanto saporita, che assomiglia concettualmente un po’ al roast-beef: infatti, il manzo viene affettato con tagli sottili, e poi servito assieme dell’olio caldo aromatizzato al rosmarino… All’insegna di un contrasto, quello tra la carne tiepida e l’olio caldo, che a tutti gli effetti è diventato ormai un marchio di fabbrica dell’agriturismo Althea.

 

Amore, territorio e artigianalità in ogni proposta

Accanto ai secondi e agli antipasti, peraltro perfettamente intercambiabili tra loro, una menzione d’onore non può che andare alle zuppe calde di stagione, che in inverno salgono in cattedra fumanti, preparate secondo l’antica scuola contadina che impiega solo verdure dell’orto e primizie del periodo. Non ti va la zuppa? Peccato, ma poco male: ecco infatti allora gli gnocchi di patate o di rape rosse, a base di succulenti ragù, così come di ricotta affumicata ed erbette spontanee (per esempio). E poi lei, la pietanza immancabile in ogni pranzo della domenica degno di questo nome: la parmigiana di melanzane. Slurp! Last but not least:  in un posto così, pure la carta dei dolci ha il suo gran bel perché... Che te lo dico a fare? Dal classico tiramisù al cucchiaio fino alle molte crostate di frutta, dalle torte al cioccolato alle più disparate fantasie del pasticcere. Il tutto magari abbinato ad una grappa di prosecco, una delizia fatta con le vinacce della casa!


 

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