Mangiare indiano a Porta Venezia

Pubblicato il: 10 marzo 2016

Mangiare indiano a Porta Venezia

Il bello di Porta Venezia è che potresti camminare per 10 minuti nel reticolo delle sue vie e non sentir parlare due volte la stessa lingua. Porta Venezia è infatti un quartiere molto etnico e la sua anima cosmopolita la si riscontra nella popolazione che la abita e nell’offerta gastronomica. Ristoranti e locali di ogni etnia si susseguono senza soluzione di continuità. Qui si possono mangiare praticamente tutte le cucine del pianeta: eritreo, giapponese, cinese, brasiliano, senegalese e naturalmente indiano. È proprio alla cucina indiana che è dedicato questo articolo.

Quello conosciuto oltre i confini del quartiere


Il Just India è uno dei più conosciuti non solo di Porta Venezia, ma di tutta Milano. In questo ristorante si cucinano quasi tutte le specialità indiane che siamo abituati a trovare nei ristoranti indiani in Italia. Buoni sia i piatti di carne che quelli vegetariani, che dal mio punto di vista rappresentano il vero punto di differenza. Consiglio in particolare l’aloo palak (patate cucinate con spinaci ed erbe) e se vuoi assaggiare un po’ di tutto, prendi il menu (c’è sia vegetariano che non), così avrai modo di farti un’idea più completa della varietà. Se ami i gusti esotici, prendi un piatto con il cocco, ad esempio il butter chicken, bocconcini di pollo cotti nel forno tandoori in una salsa di burro e curry. A fine pasto vengono portati in tavola i classici semini digestivi, sempre graditi dato che in generale la cucina indiana non brilla per leggerezza. A pranzo, menu speciale a 8€ o 10€.

Quello dalla location multicolor

Foto MiSiedo


Del The Dhaba mi piace molto la location: qui regna il colore, dal giallo alle pareti ai cuscini di raso turchese, dai tavolini blu alla mise en place con tovagliette arancioni. Le pietanze vengono servite nei classici pentolini e vassoietti. Per gli amanti del piccante, il piatto forte è il Madras Curry di pollo, che consiglio di accompagnare ad un Pulao con verdure (riso basmati con verdure fresche e frutta secca). Per i vegetariani, consiglio i grandi classici: Dal Dhaba (lenticchie speziate) e l’Aloo Gobhi, cavolfiore e patate con una punta di zenzero. A pranzo menu speciale da 10€ (veg) a 14€ (pesce).

Quello frequentato da indiani

Foto presa dalla Pagina Facebook


Il New Delhi è un posto a dir poco alternativo. Di certo non brilla per ambientazione: il locale infatti è un po’ datato e la tenuta dei camerieri (completo nero, camicia bianca, gilet e papillon) vi farà fare un tuffo nel passato. Ma ha una caratteristica: è frequentato soprattutto da indiani, piccola garanzia che si mangi davvero tipico. Se hai molto fame, ti consiglio di prendere i menu, che sono proprio abbondanti: in particolare trovo molto vario e gustoso quello di pollo, con deliziose polpette speziate, fagottini croccanti ripieni di carne e piselli e il curry di pollo. Se invece preferisci ordinare à la carte, non farti sfuggire il Chicken Jhalfrezi, pollo marinato e cotto in una salsa di verdure, da accompagnare a un Biriyani vegetariano e alle frittelle di verdure. Il New Delhi propone anche la formula All you can eat.
NEW DELHI – via Tadino, 1 – Milano – tel. 0229536448

Quello per un take away economico


Il Kashmir è uno degli indiani più economici della città sia nella proposta à la carte che nei menu: il prezzo del menu è di 10/15€ anche a cena, a differenza di quasi tutti gli altri ristoranti indiani che lo propongono solo a pranzo. Il locale è più un take away che un ristorante, però dato che dispone di diversi tavolini sul marciapiede pedonale, d’estate è piacevole anche fermarsi a mangiare qui. La cucina è un misto di indiana e pakistana, infatti i gestori sono pakistani. Non aspettarti il ristorante gourmet, ma se vuoi toglierti la voglia di indiano spendendo poco, è il posto giusto.
KASHMIR – via Spallanzani, 6 – Milano – tel. 0220404734

 
In copertina: Piatti del The Dhaba. Photo Credits Pagina Facebook.

 
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scritto da:

Francesca Baldrighi

Prendi una pubblicitaria milanese che ha studiato in Bocconi, dalle un diploma da Sommelier e uno da Pasticcera, shakera il tutto insieme a una buona dose d’ironia e otterrai una blogger che racconta esperienze di cibo e vino sulla piazza meneghina. Caotica? No, eclettica!

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