Percorrendo le stradine lastricate in pietra viva nel centro storico di Poggiardo, antico borgo sud orientale del Salento dal ricco patrimonio storico e architettonico, si arriva in piazza Umberto I, dove, al civico 12, all’interno del palazzo ottocentesco Circolone, dal 2001 ha sede il ristorante La Piazza.


Un locale che subito si fa notare per la fine ed elegante ristrutturazione, oltre che per l’arredo, un mix tra antico e moderno nei caldi toni del bianco e del beige che ben si accompagna alla caratteristica pietra leccese del soffitto a volte. La raffinata mise en place è il tocco di classe che completa il quadro.


Varcata la soglia, ad attenderti c’è Klejda, impeccabile padrona di casa che accoglie gli ospiti con il sorriso e li mette subito a proprio agio, facendoli accomodare nella sala interna, dotata di “climatizzazione naturale” o in uno dei due graziosi dehor all’aperto; in entrambi i casi, l’intimità è garantita.


In cucina, invece, lo scettro passa al marito Stefano, che quotidianamente seduce con piatti dalle antiche radici ma che al contempo affascinano per l’evoluzione contemporanea. Alle sue spalle, ricordiamo, oltre vent’anni di esperienza in cucine e sale di tutto il nord Italia, che gli hanno permesso di forgiare una sua identità ben precisa e che gli ospiti possono ammirare dalla bellissima cucina a vista.


Una passione emersa per caso, ma coltivata e affinata nel tempo con tanta gavetta e corsi di perfezionamento, alcuni dei quali firmati Gambero Rosso. La costante, però, è sempre stata il suo forte legame con il territorio, che può essere di tradizione piuttosto che improntato sulla rivisitazione. Ciò che di sicuro ha decretato il successo della sua cucina è l’accurata selezione degli ingredienti, spesso slow food, il più possibile a km o metro 0, alcuni dei quali persino auto prodotti (Il ristorante è stato uno dei primi a entrare in guida Slow Food e a rimanerci da tantissimi anni - ndr).


Il rito della spesa è un compito che Stefano non delega mai a nessuno, per garantire freschezza e genuinità in ogni ricetta: del resto è la stagionalità a dettare le regole del gioco. A tal proposito capita spesso che proprio al mercato nasca un l’idea di un piatto; se l’ispirazione è fulminea, le prove richiedono più tempo per il perfezionamento.
Ma entriamo nel dettaglio. Quella di Stefano è una cucina a 360°, che prevede l’utilizzo sia dei frutti della terra sia di quelli del mare, talvolta anche accostati con ricette che osano e conquistano.


Una cucina che ama giocare con contrasti di gusto e consistenze, a patto che l’equilibrio non venga mai a mancare. Potremmo quasi dire che leggere il menù dire è superfluo, perché ogni giorno vi sono fuori carta ed evoluzioni che stuzzicano chi ha il coraggio di dare carta bianca allo chef.


Ciononostante è d’obbligo citare alcuni piatti che hanno segnato la storia di questo ristorante e che non mancano mai, seppur con leggere varianti stagionali: tra questi i totanetti di paranza, farciti con ricotta e infornati, serviti su pesto di basilico (in estate) e una salsa ai mandarini (in inverno), gli immancabili tubettini al sugo di pesci di scoglio, che racchiudono in sé tutto il sapore del mare (anche questi variano in base al pescato), i gamberi viola saltati su gazpacho di pomodori verdi profumato all'origano, l’agnello al forno con erbe aromatiche, il semifreddo alla cupeta e il fazzoletto di pasta di mandorle con arancia candita. Tutto rigorosamente homemade.


Se sei indeciso… ti aiutiamo nella scelta: da non perdere l’antipasto della casa, composto da sei assaggi misti, ogni giorno diversi, che esaltano la filosofia di Stefano e che Klejda racconta con profondo orgoglio. Tra i piatti dell’estate, invece, consigliamo di non lasciarsi sfuggire i fiori di zucca farciti di fiordilatte e pastellati, i tagliolini con ragù di crostacei e pomodori verdi, ma anche l’intramontabile fritto misto.


Particolare menzione anche alla cantina a vista, che annovera oltre 150 etichette di vino, suddivise nelle varie tipologie e selezionate personalmente da Klejda, sommelier Ais nonché appassionata del nettare più famoso al mondo. La maggior parte delle etichette, com’è giusto che sia porta la firma di cantine del territorio, ma non manca un’ampia selezione di vini nazionali con qualche chicca estera.


Tante le bollicine, tra cui con piacere abbiamo notato piccoli produttori della Franciacorta, ma anche altre chicche da non perdere. Discreto anche il numero dei vini disponibili al calice, con la possibilità di richiedere percorsi di abbinamento ad hoc in base al menù scelto.
Infine amari, infusi fatti in casa, distillati da bere lisci o miscelati in qualche cocktail per terminare la cena in bellezza… magari da sorseggiare a bordo piscina o nella saletta privata, ideale location anche per organizzare eventi, feste private e, perché no, piccoli matrimoni.


“La Piazza è il sogno di una vita che si avvera e dopo 20 anni continua a dare tante soddisfazioni” – raccontano con palpabile emozione Klejda e Stefano. Quando poco più che ragazzini si sono trasferiti in Puglia, a pochi chilometri da Marittima, il paese d’origine di Stefano, non avrebbero immaginato di fare tanta strada, ma il successo era dietro l’angolo. Il segreto? Forse proprio il fatto di essere in coppia e di completarsi a vicenda, in modo da svolgere bene il duplice ruolo di cucina e accoglienza esprimendo a livelli di eccellenza la passione comune per la tavola e il senso dell’ospitalità.
 

  • RECENSIONE
IN QUESTO ARTICOLO
×