Manfredi Gioffrè – per tutti Manny – è l’oste di Hostaria degli Anzòi, dove appunto “Hostaria” si scrive con l’acca, perché sta ad indicare le osterie di un tempo, quelle vere, dall’accoglienza gioviale e dall’atmosfera caciarona. Manny è l’oste ma anche il cuoco, è il responsabile della comunicazione e a tratti anche il sommelier, di Hostaria degli Anzòi è anche il proprietario, l’addetto alla creazione dei nuovi piatti, il responsabile della spesa (da fare rigorosamente tutti i giorni) e come non bastasse ne è anche un po’ il simbolo, il modello – nel senso proprio letterale eh, non come a dire “modello da prendere ad esempio” no, proprio modello nel senso che te lo trovi davanti e dici: “e questo, chi è?” E’ Manny, un oste-chef e comunicatore che ha saputo unire tutte le sue migliori caratteristiche in un sol ruolo: quello di presenza costante da Anzòi.

Ha chiaramente anche dei difetti, ma non siamo pagati abbastanza per svelarli!
 
Manny, è passato un anno dalla nostra ultima chiacchierata nel tuo “nuovo” ruolo di responsabile di Hostaria degli Anzòi, ma son passati quanti anni da che cercavamo di studiare un intero corso in una settimana?

Oddio, mi sembra ieri anche a giudicare da quanti siamo cresciuti (o sarebbe meglio dire invecchiati?) forse son passati svariati anni. Azzardo un dieci anni?

Spoiler: erano nove, non siamo ancora così così vecchi!
 
Oggi però sei qui, sei diventato non solo responsabile ma anche pieno di responsabilità: prima fra tutte il mandare avanti questo posto che per te e per la tua famiglia è un po’ cosa e poi anche  riuscire a mantenere l’impronta di una osteria autentica, in grado però di restare al passo coi tempi. Come ci si riesce?

Te lo dico subito: non ci si riesce. Dai scherzo, non ti nego che qui il lavoro è sempre moltissimo soprattutto perché siamo un team molto giovane. C’è Edgard che ha imparato tutto molto in fretta e non so come, ma riesce sempre a comprendere e capire le esigenze delle persone che si trova di fronte; c’è Michela che è la “mamma” del gruppo e anche la mia colonna portante in cucina – ah sì perché non te l’ho detto, ora sono passato in cucina – c’è Martina che riesce a mettere la sua creatività in tutto ciò che fa e poi Luca, dinamico e sempre in movimento non gli sfugge mai un dettaglio. Insomma, c’è una buona base di partenza e io di questo ne sono estremamente grato e poi c’è un locale che racconta non solo la storia mia e della mia famiglia, ma la storia del nostro Paese, fatto di osterie che conservano e custodiscono le ricette di una volta, la sensazione di potersi sentire a casa anche tra sconosciuti e il desiderio che tutti noi teniamo nascosto di liberarci dalle catene, almeno ogni tanto, per finire a fare amicizia con il tavolo affianco.
 
Un under30 che cerca di tenere viva la tradizione, come può non “uscire dal tempo”?

Lo sai, sono sempre attivo, sempre una molla, sempre alla costante ricerca di quella ricetta dimenticata, di quel nuovo accostamento, di quel vino dal sapore che mi manca; ma al contempo sono un giovane che vive con i piedi ben radicati nel nostro tempo e questo forse mi fa vedere le cose come dire, più da lontano, in maniera più ponderata. Qui da Anzòi offriamo una cucina che è lo specchio della nostra bella Italia, tra ricette venete (veneziane in particolare) e ricette di altre regioni, con una forte impronta calabrese viste le mie origini. È sicuramente un desiderio di offrire qualcosa di nuovo, che qui mancava, ma è anche la volontà di non perderci ciò che siamo stati, ciò che ci ha portato ad essere quel che siamo oggi.  Non siamo un ristorante gourmet, non vogliamo e non miriamo ad esserlo, ma in un mondo che va così veloce fermarsi un attimo credo sia l’unica cosa da fare.

Pensi di esser riuscito nel tuo intendo di rendere la tua Hostaria un posto per tutti, giovani compresi?

Assolutamente sì ed è probabilmente la cosa che mi rende più fiero. Vedere che qui arrivano giovani, ma anche giovanissimi a mangiarsi un piatto di seppie al nero è motivo di grande orgoglio; come anche quando il turista tedesco torna qui per tre sere di fila per mangiare sì, ma per sentirsi raccontare la storia dei piatti che proponiamo o quando qualcuno fa caso alla nostra musica, che qui è sempre una presenza costante.

Hostaria degli Anzòi,
Via Scavi, 15 - Montegrotto Terme (PD)
Tel. 3466275033
 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI
  • TRATTORIA

scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

IN QUESTO ARTICOLO
POTREBBE INTERESSARTI:

Carne alla brace mon amour: i consigli di uno chef per farla "al bacio"

Perché il freddo non arresterà la nostra voglia di grigliare.

LEGGI.
×