Davide Pedon e la sua teoria: nei momenti difficili, esce sempre il meglio

Pubblicato il 18 febbraio 2022

Davide Pedon e la sua teoria: nei momenti difficili, esce sempre il meglio

Un fiume in piena di idee, parole, impegni ma anche sorrisi.

E’ un duro, immagino, abituato ai tanti successi che la vita e la fatica gli hanno regalato, ma quando gli si chiede del “suo” Venexino sorride, quasi imbarazzato, come quando si chiede ai bambini della nuova fidanzatina. Un Venexino che, racconterà, è riuscito a rendere proprio come lo voleva: felice!”.

Davide, sei qui da Settembre 2020, non certo un momento semplice per la ristorazione, figuriamoci per prenderne la gestione. Come è andata questo primo anno al timone de Il Venexino?

(Ride) No, non è stato un anno facile, ma questo già lo sapevo quando ho scelto di imbarcarmi in questa avventura. Non a caso ho aperto nel 2020 dove diciamocelo, già alla grande non andava. Eppure sai, posso ritenermi soddisfatto. Qui a prescindere da tutte le difficoltà si è sempre lavorato, grazie al mio incredibile staff e grazie soprattutto ai tantissimi clienti che non hanno mai smesso di farci sentire il loro affetto. Posso dirmi felice, se questo doveva essere un anno complicato – e in parte comunque lo è stato – non vedo l’ora di godermi i momenti che verranno, quelli più spensierati. Con un americano in mano, ovviamente!

Prima cliente, oggi titolare: sei riuscito a creare il locale che il te cliente desiderava?

Sono sincero, Il Venexino è sempre stato un gran locale, ma lo sai tu e lo sa chiunque, qui è sempre stato pieno perché il posto funziona, si beve bene, il prezzo è giusto e l’atmosfera perfetta. Io di mio ho provato ad innovare qualcosina, cambiare piccoli dettagli che secondo me funzionavano maggiormente – e che i clienti oggi apprezzano – e cercato infine di portare la mia esperienza. Il resto l’ho fatto grazie ai miei collaboratori, ma anche assieme ai miei stessi clienti che di volta in volta tramite una chiacchiera hanno saputo mostrarmi lati differenti delle cose. Il risultato? Mi piace da matti e beh, non fosse mio, ora tornerei ancora di più come cliente qui.

E sei riuscito a raggiungere la clientela cui puntavi?

Assolutamente sì. Il Venexino è Padova e il padovano ama il Venexino. Ho un miscuglio eterogeneo di clientela perché anche se spesso dall’esterno non sembra, questo non solo è un locale per tutti ma è anche alla portata di tutti – guarda – questo è il menù, offro qualità, tradizione ma anche qualche pazzia ad un prezzo più che corretto. Ci tengo che si sappia sai, ci tengo molto, perché Il Venexino è molto più di “un locale fighetto”, c’è sostanza. Non a caso qui chi viene quasi sicuramente torna, perché al padovano piace sempre tornare dove è stato bene e dove fare un aperitivo se non sotto i portici del Venexino?

Lo so che vuoi parlare dei tuoi tramezzini, che sono l’altra metà del cuore; sbaglio?

No beh, ovviamente i tramezzini li ho portati anche qui. Mica potevano mancare oh? Tramezzino e Cynar, abbinata imbattibile. Non sono però i soliti tramezzini, anzi, di classico c’è solo il tonno e uova, e il resto beh il resto è storia.

Non solo tramezzini ma anche una cantina vino invidiabile, anche se lo possiamo dire che qui a Padova i tuoi barman sono famosi per l’Americano?

No no, diciamolo pure che l’Americano qui è buono. Certo abbiamo una cantina fornita – soprattutto bollicine, Champagne in particolare – ma l’Americano lo dico senza problemi, anzi, con una punta di orgoglio è il nostro cavallo di battaglia.

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scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

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