E così, è arrivata alla fine anche la settima edizione di BaritaliaLab, il laboratorio di mixology itinerante di Bargiornale che, sul bellissimo palcoscenico del ristorante Nobu del Fairmont Hotel di Montecarlo, ha incoronato i vincitori con un grande final show.
A contendersi la vittoria 55 bartender provenienti da nord a sud e vincitori delle cinque tappe della manifestazione, durante le quali si sono sfidati a colpi di drink sostenibili.

Brigida De Matteis, talentuosa e giovane bartender del Viveur Experience con la sua semplicità e maestria ha conquistato il secondo posto assoluto sul podio. Siamo andati a fare due chiacchiere con lei.

Si è concluso da poco il final show di Baritalia 2022 – A drink for a planet a Montecarlo, dove ti sei classificata seconda assoluta e prima per il tuo team (Coca – Cola Hbc Italia). Com’è andata la tua esperienza? Facci sognare un po’.

La prima parola che mi viene in mente è emozionante. Per me è stata un’esperienza completamente nuova, piena di eccitazione, ma anche tanta ansia.
Rispetto alle fasi di qualificazione tenutesi al Cantiere a Lecce, dove durante l’esecuzione ero molto tranquilla, Montecarlo mi ha provocato un turbinio di emozioni che, forse, in un certo qual modo hanno contribuito al raggiungimento del risultato finale. Ci abbiamo sempre creduto, ma la vittoria e il podio sono stati una bella sorpresa.

Un anno di grandi soddisfazioni per te, Brigida. Hai brillato anche a Lecce ricevendo il premio per il cocktail più sostenibile. Ce lo racconti? A cosa ti sei ispirata?

Il mio drink è stato frutto di ricerca e tanta sperimentazione innanzitutto, che non sarebbe stata possibile senza l’aiuto e il supporto dei miei colleghi e in primis di Stefano, il mio compagno e titolare del Viveur Experience.
Il nome “Green Deal Fizz” si ispira al Green Deal europeo, ovvero l’insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione Europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.
Al suo interno troviamo Amaro Lucano anniversario, abbinato per territorialità al whisky infuso al peperone cusco, succo di limone, sciroppo di miele, legato al progetto sostenibile di Greenpeace “Salviamo le api” per la messa al bando dei pesticidi e infine soda alla canapa, ottenuta da infusione a freddo di tisana di canapa, una delle colture più sostenibili al mondo.

Qual è stata, secondo te, la tua carta vincente in questa competizione? Il tuo valore aggiunto.

 Sicuramente l’originalità del drink e soprattutto il fatto che rispettasse i criteri richiesti, senza tanti fronzoli. A mio avviso non c’è niente di più bello (e difficile) della semplicità.

Sei molto giovane eppure super in gamba. Qual è stata la tua formazione?

Nasce tutto un po’ per gioco e un po’ per passione. Ho sempre amato mangiare e bere bene, conoscere e sperimentare accostamenti nuovi. Poi, grazie a Stefano, sono entrata in punta di piedi in questo mondo che mi ha completamente assorbito e ammaliato. Ed eccomi qui. Ovviamente non è mancata la formazione continua e la collaborazione con veri professionisti, da cui ho cercato di prendere il meglio e miscelarlo.

Negli ultimi anni il mondo della mixology si tinge, passami il termine, sempre più di rosa. Com’è essere donna in un settore che è ancora a forte impronta maschile?

Essere una bartender donna nel mondo della mixology oggi è impegnativo ma anche molto appagante. È un mondo maschile sia a livello iconografico che come stile di vita, però qualcosa negli ultimi anni sta cambiando… in meglio! Alla fine non conta il sesso, ma è il lavorare bene facendo ciò che ti piace che fa la differenza.
E poi, leggenda vuole che la parola cocktail sia nata proprio dall’estro di una donna, l’ostessa Betsy Flanagan che nel 1779, dieci anni prima della Costituzione Usa, serviva ignote miscele agli ufficiali ribelli decorandole con le penne della coda dei galli.

Sei uno dei pilastri del Viveur Experience, noto locale del centro storico leccese. Da quanto collabori con loro?

Sono al Viveur attivamente da circa 2 anni e mezzo, ma lo frequento da più di cinque.

Proprio quest’anno il Viveur compie 8 anni. Ma dicci, cos’è il Viveur per te?

Sicuramente  è casa. É un luogo che ti fa star bene appena varcata la soglia, a partire dai sorrisi dei ragazzi fino ad arrivare alla proposta enogastronomica, adatta ad accontentare tutti i gusti, dal food ai cocktail, fino a birra e vini. Una coccola per il palato e per il cuore.
Inoltre, vi do una piccola anticipazione: da gennaio la proposta gastronomica si amplierà ancora di più. Non vi svelo altro ma vi aspetto per farvelo vedere di persona.

Ci hai svelato i futuri progetti del Viveur. E i tuoi quali sono?

Di progetti e sogni ce ne sono tantissimi. Intanto mi impegnerò a formarmi ancora di più per arrivare preparata alle future occasioni che mi si porranno davanti.

Dovessi ringraziare qualcuno, a parte un doveroso “grazie” a te stessa per avercela messa tutta?

L'importante collaborazione con Leo Rizzi del gruppo Amaro Lucano, Stefano e tutta la mia famiglia del Viveur che mi ha sostenuto, supportato e sopportato in ogni fase di questa avventura. Il mio risultato è il nostro risultato.

Viveur Experience - Via Umberto I 27, Lecce. T: 3312837347
 
Foto di BarItalia & Viveur Experience









 

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