L’Hangar 21 M in pochi anni è diventato uno dei punti di riferimento tra hamburgerie e pub di Mestre. Un locale che unisce l’atmosfera sportiva a una cucina ispirata allo stile americano, con proposte particolari e un’attenzione costante alla qualità. A raccontarlo è Nicola, uno dei due titolari.


Ciao Nicola. In cinque anni siete cresciuti molto. Come valuti questo percorso e qual è il vostro metodo di lavoro?
Siamo molto soddisfatti della crescita che abbiamo avuto. Alla base di tutto c’è un concetto semplice: qui le persone devono mangiare bene e stare bene. Ci definiamo una via di mezzo tra birreria e ristorante, ma soprattutto vogliamo che chi entra si senta accolto.
Cerchiamo sempre di coccolare il cliente e di ascoltare anche le critiche costruttive. La nostra idea è che quando una persona arriva qui debba staccare dai problemi, dal lavoro e pensare solo a godersi la serata. Deve sentirsi a casa.

Per questo, ad esempio, non amiamo il sistema dei turni. Non voglio che qualcuno mangi guardando continuamente l’orologio perché sa che deve liberare il tavolo. Oggi spesso si trovano regole rigide: niente modifiche, niente bambini, niente cani. Secondo me così si perde il vero senso della ristorazione, che è proprio quello di far stare bene le persone.
Io vengo da una famiglia di ristoratori e ho lavorato in hotel cinque stelle, quindi sono cresciuto con l’idea che il cliente vada seguito e ascoltato. Per me non basta che una persona mangi bene: deve uscire soddisfatta dell’esperienza nel complesso.
A volte basta davvero poco. Se un cliente chiede una piccola attenzione e tu puoi concederla, perché non farlo? Il nostro lavoro non è solo servire piatti, ma fare in modo che le persone abbiano piacere di tornare.

Quanto è ancora forte il legame con lo Sporting Club?
All’inizio lo Sporting Club è stato fondamentale perché ci ha dato una base di clientela legata al mondo dello sport. Essendo fuori dal centro, nei primi anni lavoravamo molto con quella realtà.
Oggi però siamo diventati qualcosa di più ampio. Negli ultimi due anni abbiamo attirato persone da tutta Mestre e anche dalla provincia. Sicuramente aiutano il parcheggio grande e gli spazi all’aperto, soprattutto in primavera e in estate.
L’anima sportiva comunque resta. Abbiamo i due maxi schermi con gli eventi sportivi e tanti clienti che arrivano dagli allenamenti o dalle partite. Però ormai siamo un’entità indipendente: conviviamo con il club, ma non siamo il ‘locale del club’.

Quindi avete una clientela molto fidelizzata?
Sì, parecchio. La cucina aperta fino a mezzanotte ci aiuta molto. Tanti sportivi finiscono tardi di allenarsi e sanno che qui possono ancora mangiare bene anche alle 11 di sera.
Abbiamo legami con squadre di volley, basket e con molti tifosi della Reyer. Però lo sport non è il nostro focus principale. Quello che vogliamo fare è offrire qualità sia nel cibo sia nel servizio.
Fin dall’inizio abbiamo puntato su ingredienti freschi e preparazioni fatte in casa: pane artigianale, carne fresca, verdure di stagione, salse preparate da noi, dolci fatti in cucina. Negli anni abbiamo continuato a migliorare tutto, cercando di mantenere prezzi accessibili sia per le famiglie sia per gruppi di amici.

Lavorate bene durante tutta la settimana. Qual è il vostro segreto?
Probabilmente il fatto di essere sempre operativi. Noi non abbiamo giorno di chiusura e organizziamo il personale in modo da riuscire a coprire tutta la settimana senza problemi.
Tra Champions League, sport, palestra e persone che finiscono tardi di lavorare, abbiamo sempre un buon movimento. A volte il sabato non è nemmeno il giorno migliore, perché riusciamo a essere pieni anche durante la settimana.
In estate poi la terrazza e il giardino ci permettono di aumentare molto i posti disponibili.
Facciamo anche aperture a pranzo per eventi privati o gruppi: compleanni, comunioni, cresime oppure pranzi organizzati dopo attività sportive.

So che organizzate anche serate particolari. Ce ne parli?
Sì, ogni tanto proponiamo musica dal vivo, soprattutto jazz, bossa nova o musica di accompagnamento. L’idea è creare atmosfera senza coprire le conversazioni.
Poi ci sono le serate quiz, il cosiddetto ‘Quizzone’. Tramite QR code i clienti si collegano alle televisioni e partecipano ai giochi direttamente dal tavolo mentre cenano.
Noi puntiamo principalmente sul mangiare bene e sul far stare bene le persone, ma aggiungere qualche evento ogni tanto aiuta a mantenere il locale vivo e divertente.


Parliamo del menù. Da dove nasce la vostra proposta?
La nostra proposta principale resta l’hamburger. Usiamo carne fresca, pane artigianale e ingredienti che cambiano in base alla stagione.
Cerchiamo di creare combinazioni particolari. Ad esempio recentemente abbiamo fatto un burger con gli asparagi, mentre qualche mese fa avevamo proposto un hamburger ispirato alla pasta alla norma, con salsa di pomodoro, melanzana fritta, ricotta affumicata e composta di capperi e timo.
Gli hamburger sono il nostro piatto simbolo anche perché puntiamo molto sulla sostanza. Non facciamo il classico burger gourmet piccolo e perfetto solo in foto: da noi si mangia bene ma anche tanto.
Poi abbiamo una proposta che fanno in pochi, cioè i burritos. Li prepariamo sia in stile messicano sia in versioni più nostre, ad esempio con la porchetta. È un piatto che incuriosisce molto e infatti ne vendiamo parecchi.


Anche club sandwich e panozzi sono molto richiesti?
Sì, molto. Facciamo club sandwich abbondanti e panini con focaccia genovese artigianale da 250 grammi. Per l’estate però probabilmente inseriremo anche qualcosa di più leggero.
Abbiamo inoltre una selezione di cotolette sia grandi sia per bambini, con varianti particolari come carbonara, crema di parmigiano, bacon o uovo.
Anche la parte dei fritti funziona molto bene: dalle classiche patatine con cheddar e bacon fino a proposte più ispirate alla cucina messicana, con nachos, guacamole, pico de gallo e pulled pork.


Come nasce questa influenza messicana?
Prima di tutto perché piace molto a me. Poi perché non siamo il classico pub scuro e tradizionale. Cercavamo una cucina che si sposasse bene con l’atmosfera del locale e quella messicana ci sembrava perfetta.
In più è qualcosa che a Mestre si trova ancora poco, quindi ci permette di distinguerci.

Avete anche alternative vegetariane?
Sì, abbiamo creato una sezione dove i nostri piatti principali vengono riproposti in versione vegetariana.
Quindi hamburger vegetariano, burrito veg, club sandwich vegetariano, panozzo vegetariano e così via. L’idea è mantenere lo stesso stile del menù anche per chi non mangia carne.
Abbiamo poi anche un menù per bambini con burger semplici, cotolette più piccole, toast e alette di pollo.

Come gestite invece la parte beverage?
Le birre cambiano spesso, sia alla spina sia in bottiglia. Collaboriamo con Ferro Wine di Castelfranco, che ci segue anche sulle nuove tendenze, ad esempio birre analcoliche o gluten free.
Le spine girano molto bene e abbiamo una selezione che mescola prodotti italiani con alcune birre belghe, tedesche e inglesi. Non avendo tantissimo spazio aumenteremo soprattutto le proposte in bottiglia e lattina.

Ci sono prodotti fatti direttamente da voi?
Sì, parecchi. Facciamo in casa molte salse, il pulled pork e gran parte dei dolci.
Prepariamo tiramisù classico, al pistacchio e alla Nutella, brownies con gelato alla vaniglia e caramello salato, cheesecake e altri dessert.
Per noi è importante che quello che si mangia qui abbia una personalità riconoscibile. Magari non sarà standardizzato come un prodotto industriale, ma proprio per questo ha carattere.


Tu ti occupi personalmente dei cocktail?
Sì. Ho lavorato per tanti anni come barman in hotel come Cipriani, Bauer, Des Bains, Londra Palace e al Caffè Chioggia in Piazza San Marco.
Quell’esperienza mi ha dato una formazione molto tecnica sui prodotti, sui distillati e sulla costruzione dei cocktail.
Facciamo tutti i grandi classici, ma con attenzione alla qualità. Ad esempio l’Americano lo prepariamo con bitter artigianale Berto e vermouth Del Professore.
Abbiamo anche una selezione di gin scelti con cura e una proposta ampia di amari e distillati.
Se proponiamo un’alternativa a un prodotto classico, lo facciamo perché la riteniamo migliore, non per risparmiare.
E poi c’è il caffè: per me deve essere sempre fatto bene, perché è l’ultima cosa che una persona beve prima di uscire dal locale.

Hangar 21 m - Birreria e Snackeria
Via Terraglietto, 21 m - Mestre (VE)
Tel. 3404175406

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