Superare la settimana è già difficilissimo di suo, riuscire a mandare i canonici “spero che questa mail ti trovi bene” o, ancora, accordare chiamate e peggio videochiamate anche se sai che si sarebbe potuto risolvere tutto con una mail è un gioco di forza a cui siamo chiamati tutti e tutte, senza alcuna esenzione o sconto. Ecco dopo tutto questo volete pure che rinunciamo alla gioia di concederci, di tanto in tanto, un pranzo comodamente seduti al ristorante? No, e infatti è quello che ho fatto io lo scorso lunedì, sì di lunedì, per iniziare la settimana con il piede giusto e la schiscietta a casa. Tiè. 

Dove sono stata? 

In un posto che tanti mi hanno consigliata ma che non avevo ancora avuto l’occasione di provare perché scomodo dalle mie canoniche zone di frequentazione. Non lunedì scorso però perché dopo un appuntamento in zona industriale a Padova scoprirsi vicinissima a BistroVenti 20 è stato un regalo che il fato ogni tanto ti fa e io ho colto a piè pari. 

Non lo conosci? Nessuna paura, sono qui per questo 


Il posto è di recente apertura, con una storia iniziata in piena pandemia e una struttura cresciuta sempre più perché i posti così in zona non sono molti, il locale è veramente molto bello (e molto ampio), il mangiare è buono e il prezzo più che corretto. Il parcheggio dietro il locale poi, la riapertura per colazione e la consueta apertura anche ad orario aperitivo completano un’offerta niente male. 

Iniziamo…


Iniziamo con un appunto a cui tengo particolarmente perché è qualcosa che mi è rimasto impresso e che mi ha piacevolmente stupito. Il locale, lo dicevo, è veramente grande e ad orario pranzo si riempie in fretta e molto perché i clienti in zona sono tanti, nonostante questo però nessuno del personale in sala ha mai fatto mancare un sorriso, una battuta per i più affezionati al posto, un buffetto o la spiegazione di un piatto, segno di chi sa lavorare in totale tranquillità anche sotto stress e soprattutto segno di chi ama il proprio lavoro e vuole farlo al meglio. 

Forse è un dato che non ha molto a che vedere con il menù, me ne rendo conto, ma ci tenevo a dirlo perché non amo darla per scontata l’accoglienza genuina. 

Lascio carta bianca a loro che la colorano alla perfezione 

Mi spiegano due particolarità del loro menù: ogni giorno il menù cambia, ogni settimana c’è un nuovo piatto “della settimana” mentre è sempre previsto il menù alla carta che cambia stagionalmente circa tre/quattro volte all’anno. 

È un menù che racchiude più necessità: quello di uscire con alcuni piatti alla portata di tutti, con piatti poi che riescano a soddisfare regimi alimentari diversi, che non ti creino troppa stanchezza o pesantezza dopo e che siano sani per chi è costretto a mangiare “fuori” più volte alla settimana. Dentro c’è un po’ di tutto, ma c’è secondo me soprattutto la voglia di fare le cose semplicemente, senza fronzoli e orpelli, insomma, c’è la voglia di far da mangiare alle persone seriamente, con attenzione ma senza salti mortali nel vuoto. 

Mi affido a loro e decidiamo di provare due versioni del menù, scegliamo così un piatto dal menù del giorno e poi ci tuffiamo nel piatto della settimana (che cambia radicalmente ogni volta). 

Il risultato? 


Un risotto con radicchio tardivo, formaggio Morlacco e guanciale croccante che è un inizio incredibile. Il riso è tenace sotto i denti come piace a me, il boccone è scioglievole e saporito con qualche picco di amaro quando addenti la parte di radicchio in più e con dolcezza estrema quando invece ti capita il boccone di Morlacco.


Il guanciale croccante fa da unione a tutto ed esalta il piatto con sapidità e croccantezza estrema ed è a mio avviso la spinta che serviva in un lunedì freddo d’inverno. 


Il secondo piatto, che è letteralmente anche un secondo, è un piatto perfettamente eseguito segno di una maestria in cucina che non improvvisi. Tagliata di Scottona con carciofi fritti e sbrise trifolate. Tralasciando il fatto che tutto ciò che porta con sé del “fritto” è per me un sì a prescindere, il piatto è veramente niente male e secondo me può essere pensato tranquillamente anche come piatto unico. 


La carne è tenera e molto saporita, rosata dentro e ben cotta fuori ed è anche una porzione generosa e niente male. Le sbrise va beh forse sono un po’ di parte perché sono uno dei miei funghi preferiti ma sono molto buone e si mischiano molto volentieri al boccone di carne mentre il carciofo è da mangiare in religioso silenzio, fingendosi in qualche trattoria romana a godersi la vita. 

Ad accompagnare il tutto in maniera niente male - era pur sempre lunedì, lo ribadisco - un Cabernet Franc DOCG di Tenuta Fernanda Cappello. 

Non è chiusura senza dolce


E infatti scegliamo una mono porzione di Tiramisù niente male, cremoso il giusto e poco zuccherato come piace a me con, in più, una grande quantità di caffè che sinceramente non disdegno per niente. Che era lunedì l’ho detto? 

Bistrot Venti20
Via Lisbona, 7 - Padova 
Tel. 0497998800

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