Immaginati uno di quei film ambientati in un piccolo paesino sperduto, fuori la notte che avanza e con lui il freddo che si fa più pungente. In lontananza inizi a sentire un gran vociare di persone, non capisci se stiano chiacchierando o cantano o perché no, magari entrambe le cose. Stacco e ti ci ritrovi davanti, le vetrate appaiono appannate tanto che pensi “dev’esserci molta gente dentro”; dagli infissi, d’epoca, non fanno che uscire ottimi profumi d’inverno che non puoi sentire perché è un film, ma puoi provare perché questo è ciò che accade ogni giorno - ma qualcuno ancora di più - da Hostaria degli Anzoi a Montegrotto Terme.

Andiamo con ordine…


È un martedì sera d’inverno e immagino cosa starai pensando, perché l’ho pensato pure io. Eppure sì, qualcuno che esce a cena fuori di martedì c’è e se va da Hostaria degli Anzoi spesso c’è pure un perché. Quale? Qui hai la possibilità di mangiare - bene, ma ci arriviamo - assistendo ad un vero e proprio live di musica Jazz. Si chiama “Hosting Jazz” ed è il live jazz del martedì da Anzoi, appuntamento che ha già raggiunto la sua seconda edizione e che ogni quattro mesi circa si ripresenta con nuove date, nuovi ospiti e la medesima mano della sua direttrice artistica, Diana Aito.

Sua la programmazione delle serate, la scelta degli artisti e la decisione del filo conduttore da dare a tutta la rassegna, ma soprattutto sua la voce che serata dopo serata ti farà scoprire, riscoprire o conoscere un modo sicuramente diverso d’intendere la musica.

La serata alla quale partecipiamo noi si chiama “Diana Atito Quartet: UniVerse in Verse” ed è un nome che è un po’ anche un programma. Letteralmente infatti, un “universo dentro al verso” che canzone dopo canzone, nota dopo nota e brivido dopo brivido rende quella che già si preparava ad essere una ottima cena, una vera e propria esperienza.

Tutto è bene quello che inizia con un calice di Prosecco…

Calice di Prosecco per altro dell’Azienda Agricolta Toniolo Vigenti e Cantina che - questo è solo il primo dei mille racconti con cui il padrone di casa Manfredi Gioffrè ci delizierà nel corso della serata - il prossimo anno spegne ben cent’anni, portati benissimo aggiungiamo noi. 

Al solito lasciamo carta bianca alla casa che dritta e subito decisa ci fa iniziare con due antipasti che sono anche due grandi capisaldi del locale e del suo menù che, stagionale e di vocazione tipicamente tradizionale, ama ripercorrere quei piatti che spesso diamo per scontati ma che poi scontati non sono. 


Il verdetto? Crostini di baccalà mantecato e polenta morbida con zola, sopressa e funghi. I primi sono una goduria, belli carichi di baccalà, morbidi ma anche croccanti e soprattutto caldi che è un plus che non si trova più molto spesso ma che ha il potere di stravolgerti il piatto. Il baccalà è grossolano e si fa sentire sotto i denti, ottimo segno. 

Che dire di polenta sopressa zola e funghi se non che è forse l’abbinamento invernale che mai passerà nella storia degli abbinamenti? Un piatto perfetto, non credo di avere altro da aggiungere. 

Chi ben comincia è a metà dell’opera (ma viste le porzioni di Hostaria degli Anzoi, forse siamo anche a meno di metà mi sento di dire) 

Lo vedrete dalla foto: le porzioni sono abbondanti perché qui l’atmosfera è quella dell’hostaria di una volta e il desiderio è quello di farti sentire a casa di nonna. La nonna lesinava sulla pasta? No, e infatti neanche loro. Manfredi ci propone due primi piatti molto diversi fra loro: uno molto legato alla tradizione, l’altro molto legato alla stagione e ai suoi ingredienti tipici. Da un lato infatti abbiamo un tonnarello con impasto al limone e nero di seppia, dall’altro invece dei gnocchi di zucca con tastasale, funghi e gorgonzola. 


Il primo è un gioco e un continuo sapore inaspettato sotto i denti perché se il nero di seppia è cosa nota per noi veneti, il tonnarello al limone è una festa in bocca che si rinfresca ad ogni boccone. 


Gli gnocchi invece sono un tripudio d’autunno e di terra e di tradizione e di quei prodotti che sono un po’ zona di comfort e che sanno di casa. Molto saporiti, molto conditi, buoni. 

E poi? 


E poi arrivano due chicche incredibili che mostrano quanto questo locale riesca a “tenere due piedi in una scarpa” senza mai snaturarci. Da un lato Manfredi ci propone un piatto che solitamente è pensato per iniziare (ma che può tranquillamente diventare un secondo come nel nostro caso) e che è elegante, chic, alla moda, ma anche di una semplicità quasi imbarazzante: scampo crudo, radicchio di Treviso crudo e un bicchierino di gin nel quale “pucciare” lo scampo. Saporito, sapido, morbido e avvolgente con quella nota amara e alcolica data dal gin è un piatto che sembra un dolce e che, promesso, ti litigherai con il compagno di tavolo. 


Il secondo piatto è invece qualcosa a cui Manfredi e tutta l’Hostaria tiene particolarmente perché racconta una grande caratteristica di questo locale: la ricerca di una materia prima di qualità che oggi c’è domani chissà. È il caso ad esempio della selvaggina, grande punto fisso del locale che ruota la sua proposta in base a quello che di buono si trova in giro. Cosa tocca oggi? Uno spezzatino di cinghiale incredibile, morbido e sugoso, dal sapore deciso ma mai invadente servito con del radicchio al forno che è il perfetto compagno di corsa. Un piatto che a nostro avviso ha sbaragliato qualsiasi concorrenza posizionandosi sul gradino più alto del podio. 

*I secondi che vedete in foto sono entrambi due porzioni ridotte. 

E mentre il concerto va avanti e i piedi sotto il tavolo non riescono a star fermi, per chiudere la serata in bellezza (e in digestione) Manfredi ci porta un Rabarbaro fresco… che ben! 

Hostaria degli Anzoi
Via Scavi, 15 - Montegrotto Terme (PD) 
Tel. 3881807115 

 

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