Suoni di corni, di oceani in tempesta, di scudi e di spade, del vento forte che sferza il corpo e segna la pelle, urla di dolore e di giubilo e poi tamburi che ricordano il battito del cuore in battaglia che corre incessantemente. Non basta aprire gli occhi per scoprire Valhalla - La brace degli dei, il primo vero ristorante vichingo d’Italia aperto da Milena Vio e Igor Iavicoli, giovanissimi imprenditori già soci del Vynil. Qui tutti  i cinque sensi sono coinvolti in un viaggio di gusto avvolgente e onirico. Il ristorante, infatti, non mira solo a far scoprire la cucina delle antiche popolazioni norrene ma anche la loro mitologia, gli spazi e i suoni in un’esperienza nel mito fra realtà e sogno.

Un viaggio nel mondo vichingo a due passi dalla Darsena

Valhalla è una continua sorpresa. Basta entrare per rimanere letteralmente a bocca aperta e lasciarsi sorprendere abbandonando all'ingresso tutto ciò che immaginavamo di trovare prima di arrivare. Mentre le asce e gli elmi dorati posti alle pareti ricordano la tradizione dei vichinghi guerrieri, gli ambienti eleganti, delicati, le luci soffuse ed il manto stellato ricreano il valhalla, l’Eden vichingo. I nuovi spazi (rinnovati rispetto a quelli antecedenti dell’inaugurazione di un anno fa) sono stati disegnati e seguiti da Pietro Spoto noto scenografo e artista che ha voluto sottolineare l’aspetto narrativo del ristorante che non mira solo a ricordare i gusti e gli ingredienti utilizzati per le preparazioni delle popolazioni nordiche bensì anche gli aspetti della cultura, i miti e leggende legate a quei luoghi. Da qui le luci soffuse, i giochi di luce e ombre e la divisione degli spazi in due ambienti che ricordano il viaggio materiale e spirituale del vichingo.

Una prima sala con il vero e proprio paradiso vichingo, lo sfarzoso salone di Odino, tra elmi dorati (realizzati a mano), scudi, finte-finestre tonde che portano a mondi ultraterreni oltre alle lampade che ricordano le lance traforate che illuminano i tavoli, le sedie e le panche in legno ricoperti di pellicce.

Subito dopo, nel locale stretto e lungo, si trova la seconda sala con le luci ancora più soffuse che rappresenta il bosco oscuro illuminato dall’aurora boreale. Vero protagonista di questa seconda ambientazione, dove dominano i colori del blu e del verde, è di certo il grande tavolo tondo “dei sacrifici”, in legno massiccio circondato da una tenda trasparente, perfetto per gustare una cena fra amici o in famiglia in un’ambientazione a dir poco unica.
Il “bagno di ghiaccio” ha anch’esso un suo riferimento alla mitologia nordica ricreando, nei suoi colori diafani, il freddo del nord.

Il menu vichingo

La storia dei vichinghi si lega a doppia mandata alla loro leggenda e non è facile ricreare le loro abitudini alimentari visto che ad oggi non ci sono ricette scritte ma solo l’indicazione di ingredienti presenti ai tempi. Tuttavia uno studio attento di Milena e Igor, insieme allo chef Mauro Molon, ha portato ad un menu alla carta che parte dalle poche testimonianze storiche e le reinterpreta secondo tecniche moderne di cottura come la bassa temperatura, il sottovuoto oltre alle tradizionali cotture in umido e alla brace. La vera protagonista del menu è la carne di selvaggina di diversi tagli, difficilmente reperibili come renna e cervo oltre ai più tradizionali: vitello, capretto, maialino, manzo, cinghiale. Non mancano alcune proposte vegetariane come Yggdrasill, cavolfiore arrostito al burro, erbette aromatiche all’olio di nocciole, briciole di grissino rustico e nocciole tostate o i tanti contorni come il topinambur al forno, le verze al tegame, il purè di patate affumicato e le sbrise arrostite.

I piatti sono il risultato di un attento studio che parte dalle materie prime, passa per la messa a punto delle migliori cotture per preservare la loro freschezza e si conclude con la presentazione sofisticata e accattivante. Ogni piatto è chiamato con un nome che ricorda la mitologia nordica. Da provare assolutamente (dal nuovo menu): Glain, tuorlo marinato, purea di zucca, lamelle di tartufo, aria di caprino e semi di zucca e canapa tostati; Odino, Tartare di cervo, cipolla rossa agrodolce e spuma di pane al pino o i tagli cotti a bassa temperatura come Baldr, lombatello di vitello all’amaro Valhalla, purè di zucca e cavolo nero; alla brace come Thor, back ribs di manzo con purè di patate affumicato o Berserkr, carrè di cervo 300 gr, funghi orecchietta brasati, purea di cavolo cappuccio e polenta di riso. La carta presenta una ultima parte contenente i piatti “da condividere come veri vichinghi”. Fra di essi spiccano Ymir, tomahawk di manzo da 1,3kg; Jormungandr, un cosciotto di maialino da 2,8 Kg o Andhrmnir, il cinghiale alla birra e molti altri.

Non si può uscire senza assaggiare un dolce, frutto dello studio attento della tradizione e degli ingredienti già disponibili allora assemblati ad arte. Uno dei must del locale è Vilmegir, un cremoso di ricotta di capra, pere fermentate, noci caramellate, favo di miele, idromele e polline…degno del Valhalla!

Il paradiso dei vichinghi per aperitivo, cena o per il pranzo della domenica

Il locale è versatile. Grazie alla sua eleganza e alle luci soffuse risulta perfetto per le cenette di coppia ma allo stesso modo anche per i ritrovi fra amici. Ogni tavolo può essere unito agli altri a creare grandi tavolate (anche a ferro di cavallo, fino a 12 persone). Questo, oltre allo staff giovane e al loro approccio cordiale ed informale, fa sì che il locale riesca allo stesso modo a richiamare anche il calore cameratesco, conviviale e gioviale del ritrovo fra vichinghi, con un buon banchetto e con calici colmi per brindare alle vittorie conquistate, perfetto per una serata fra amici o in famiglia.

Il tema del viaggio dei vichinghi, qui ricreato, ricorda anche che non si trattava solo di un popolo di marinai e di cacciatori ma anche di allevatori che portavano con sé gli animali più forti abbattendo prima dell’inverno quelli più deboli (come i cuccioli). Per questo il locale propone un menu con tanti piatti da condividere che ricordano le grandi tavolate imbandite della mitologia nordica. Aperto tutti i giorni dalle 19.00 in poi è il locale perfetto per iniziare la serata prima di fare un salto sui Navigli o per prendersela comoda con una cena speciale.

Per l’aperitivo non si propone un buffet o una carta ad hoc ma si può ordinare comodamente ogni piatto del menu, dagli antipasti ai piatti da dividere in tanti da accompagnare alle proposte da bere: dai vini italiani all’idromele alle birre artigianali di qualità da bere nel tipico calice in terracotta (difficile non far partire un "Skål", il brindisi vichingo!). Il locale propone anche il pranzo domenicale, un'occasione perfetta per vivere una domenica del tutto originale. 

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