Matteo nasce a Milano, ma la vita lo conduce presto nel Salento. Il mondo, però, non tarda a chiamarlo: Londra, Roma, di nuovo Milano. Capitali in cui lavora in ogni ruolo possibile, dalla sala ai cocktail, dai bicchieri al bancone, con una sete costante di conoscenza e crescita.
“Ho fatto esperienze di lusso ed esperienze da battaglia in quasi tutti i ruoli. Ho lavato bicchieri, fatto cocktail, ho lavorato in sala. Volevo capire davvero come funziona un locale. Ho fatto un master a Roma e poi altri corsi: bartender, sommelier. Mi sono innamorato del mondo dei cocktail.”
Non ha mai avuto paura di cominciare dal basso. E il tempo, dice, non si spreca: ogni gesto deve valere, anche asciugare un bicchiere. Una filosofia imparata da suo padre: “Qualsiasi cosa si fa nella vita, va fatta bene. Il tempo non ci torna indietro.”
La nascita del sogno
Il ritorno definitivo a Lecce arriva dopo il Covid. L’occasione per fermarsi e guardare avanti. Così nasce il primo locale, Al Ventuno, dove Matteo investe tutti i suoi risparmi londinesi e un carico enorme di sogni. Un successo costruito nel tempo, che si amplia fino a raddoppiare il bancone e triplicare le sedute.
“Non volevo il solito bar freddo dove entri e consumi. Da me entri e stai bene, e ritorni per un’emozione.”
Dopo quattro anni, ecco il grande salto: Branci, una nuova sfida in una zona diversa della città. Un locale che parla molte lingue, culinarie e culturali, ma che mantiene una sola, forte identità: quella di Matteo.
Branci, un tributo alle mattine londinesi