Celebrare il momento, godersi l'istante. Qui e ora. Pronti all'estasi, al sogno, al piacere dei sensi e dell'immaginazione. Perché il Santa Cocktail Club è stato generato per regalare meraviglia, in un impeto di coraggio e di entusiasmo dopo un periodo che ci ha insegnato a non dare nulla per scontato. Data ufficiale, 13 luglio 2020. Location: Hotel Santa Maria Novella del gruppo WTB Hotels della famiglia Fratini.


Il progetto era fiorito qualche mese prima, con l'idea di rimodernare lo spazio bar e farne a sua volta un'esperienza, aperta  a tutti gli ospiti esterni e non solo agli ospiti degli hotel. Un progetto sposato con entusiasmo da Giulio Fratini


Un anno e mezzo più tardi, la seconda apertura all'interno di Villa Cora, struttura 5 stelle lusso del gruppo, inizialmente come realtà estiva a bordo piscina. A maggio 2022, il “Santa” è arrivato anche a Roma, sul rooftop al quinto piano dell'Hotel Orologio, con vista su Pantheon, S. Andrea della Valle e Altare della Patria. E a inizio autunno ha aperto il quarto Santa Cocktail Club all'interno dell'Hotel Orologio di Venezia.

La filosofia


La filosofia del Santa Cocktail Club è quella di rimodernare il classico bar d'hotel per trasmettere un'esperienza e non più solamente un servizio, attraverso una location incantevole, la cura del dettaglio, il prodotto, l'hospitality. Il cliente è “coccolato” in ogni momento, perché si senta a propria agio come e più che in casa propria. Il “Santa” è uno sfizio necessario, sia per chi ama scoprire cocktail sartoriali e avvolgenti, sia per chi li abbina ai duttili e originali piatti di una cucina il più delle volte focalizzata sullo sharing.

Il team del Santa Cocktail Club


Tre anni fa, sulla linea di partenza del Santa Cocktail Club, erano in cinque. Oggi, considerando la sola venue di Santa Maria Novella, lo staff conta 23 persone. Plan e Project manager è Albert Dallago, che ha coinvolto nella tangibile utopia Simone Covan, bar manager di tutti i Santa Cocktail Club. Al team si è unito, come food & beverage manager, Simone Ulivi, laureato in Economia con master in food and beverage manager all'Alma. Ogni struttura ha un bar manager dedicato: a settembre è arrivato  al Santa Cocktail Club di Firenze un nome altisonante della miscelazione fiorentina, Andrea Fiore, di rientro dopo un'esperienza ad Amsterdam. Elaborazione costante e ricerca del prodotto, i suoi capisaldi, con una creatività che sposa l'attenzione sensibile alle tendenze della mixology.

La cocktail list


Nel 2023 il Santa Cocktail Club è entrato nel ranking mondiale Top 500 Bars e ha ricevuto un invito da Perrier, sponsor di The World's 50 Best Bars a Singapore. Al Santa Lab si studia e si sperimenta miscelazione fra zone fermentazione, zona infusione e rotavapor. Nel menu di tutte le venue ci sono i “Best of Santa”, ovvero otto drink che negli anni hanno ricevuto feedback positive, “estasiando” - per usare una parola iconica del locale – quanti li hanno scoperti e riscoperti.

Ogni Santa ha poi i propri signature cocktail, ispirati alla storia della città e della singola location. Come le arti e i mestieri fiorentini, a Santa Maria Novella. Se con l'arrivo di Andrea la nuova drink list del Santa Cocktail Club fiorentino prende spunto dall'Inferno di Dante, a Villa Cora si assaporano le suggestioni delle botaniche del giardino, a Venezia i cinque signature sono ispirati e serviti all'interno di altrettante maschere del celebre Carnevale, mentre a L'Orologio di Roma il tema è quello del tempo e dei fusi orari.

Tre signature da provare al "Santa" di Firenze


Chiedere ad Andrea di consigliarci un signature del Santa Cocktail Club è come chiedere a un bambino a quale dei due genitori vuole più bene. Perciò, ce ne siamo fatti raccontare tre che calamitano la curiosità nostra e che pare stiano raccogliendo ampi ed entusiasti consensi. Il primo è il Goloso, terzo cerchio: base Scotch whisky, burro di arachidi, ananas grigliato, banana lattofermentata, butter scotch. Un gioiellino, che racconta un gusto nuovo, con una sapidità che “chiama” la bevuta sorso dopo sorso.

Poi c'è Knowledge, ovvero il cerchio dei falsari, ragionato su sapori che in realtà non ci sono: acido malico e acido lattico per simulare la fermentazione, utilizzo del fiore asiatico smanto, che in infusione ha gusto di pesca e albicocca e ha lo stesso colore. La percezione è quella di un tè alla pesca alcolico.


L'Acqua Santa richiama invece il primo vero cerchio dell'Inferno dantesco, quello dei non battezzati, completamente trasparente e realizzato con l'ausilio di più tecniche. All'interno ha patchouli e foglia di pandan (che bruciata ha retrogusto nocciolato) ed è decorato con il logo del locale, che richiama il rosone di Santa Maria Novella.

  • RECENSIONE
IN QUESTO ARTICOLO
×