Ѐ un’area affascinante quella dell’ex Fonderia di Treviso, dove l’architettura industriale ha saputo ospitare i locali che negli ultimi anni hanno movimentato le notti trevigiane. Tra insegne vecchie e nuove, spunta una macchia verde inconfondibile, che sembra infrangere di prepotenza quell’atmosfera di cemento e mattone che domina l’intera zona. Ѐ il giardino di Bastian: un locale che fonda la sua filosofia sui due valori essenziali delle osterie venete: convivialità e territorialità.

L’ex Fonderia di Treviso ha il suo polmone verde

Nato nel 2017 dall’intuizione di Claudio Piol, un nome che ha decisamente segnato la storia della Treviso by night, e del brillante Simone Toffolo, Bastian in questi anni si è fatto conoscere e parecchio apprezzare. Antonio Pistilli è l’ultimo arrivato in squadra, per chiudere un triangolo di grande professionalità.

L’ormai noto dehor - il plateatico “forestale”, come lo chiamano - è notevolmente cresciuto, diventando quasi una suggestiva “bolla verde”. Il locale apre per il pranzo, ospitando chi non riesce a rientrare a casa e ha imparato che qui può mangiare piatti genuini oltre che decisamente interessanti.

Si prosegue con l’aperitivo: il regno del cicchetto preparato a regola d’arte, per raggiungere l’ora di cena e continuare, poi, fino a tardi, chiacchierando o ascoltando della musica dal vivo con un drink ben fatto in mano.

Pranzi al Bastian e ti senti a casa

A pranzo il menù è alla carta, arricchito da qualche proposta del giorno. I piatti ricercano una genuinità dal sapore casalingo: una coccola essenziale per i lavoratori che possono sempre contare su un buon piatto di pasta al ragù o al pomodoro, o sul Minestrone diciassette, che viene servito tiepido con verdure cotte e crema di verdure rigorosamente di stagione. Il pesce raggiunge la cucina fresco di giornata dal mercato di Chioggia, mentre chi ama la carne può gustarsi dalla tartare di manzo, alla tagliata di Patanegra. L’approvvigionamento è consapevole e ponderato, tutto ciò che non viene dalle aziende più vicine arriva da realtà di fiducia e viene sfruttato al meglio nelle ricette dello chef Davide Angi.

Bastian Osteria e l’arte del cicchetto

Dal pranzo, il pomeriggio scivola veloce raggiungendo le 18 e l’orario dell’aperitivo. Come i veneziani, anche i trevigiani hanno il sacro culto del cicchetto, che non può mancare di accompagnare degnamente l’ombra o il calice di vino. Qui anche il cliente più intransigente trova la soddisfazione pretesa, con una serie di cicchetti che vengono preparati espressi: una cura non da poco che celebra il rito dell’aperitivo, certamente, e dà un senso al termine osteria che si accoppia con il simpatico nome del locale.

Zeppoline fritte, focaccine farcite al momento e servite calde, fragrante schiacciata fatta in casa, condita con acciughe del mar Cantabrico o semplicemente con un buon olio toscano e filetti di pomodoro a crudo, ma anche scampi crudi di Sicilia e i più golosi fritti del giorno. Insomma, chi ordina ha imparato ad attendersi molto più di una serie di “tappa buco” che accompagnano il bicchiere di vino. Quelli di Bastian sono piccoli universi di sapore che si esplorano in un morso.

Nel bicchiere

Tra i vini alla mescita Cabernet e Merlot non mancano mai, ma la carta si muove in lungo e in largo proponendo etichette interessanti. Alcune referenze vengono raccontate fuori carta e, come il vino della settimana, sono le chicchette da provare cogliendo l’occasione. La scelta è comunque attentamente accompagnata, affinché tutti possano trovare nel proprio bicchiere il vino giusto. Non manca nemmeno la birra, tra Helles, IPA e una spina “jolly”, che può diventare un'ulteriore occasione di scoperta. Attualmente si contano 50 gin differenti, il dopocena, infatti, ruota intorno a cocktail, liquori e distillati. La scelta è ampia e maestria e creatività ai bartender sicuramente non mancano, così la serata volta leggera e divertente verso la sua fine.

Il rito dello spiedo

Una tradizione iniziata due anni fa e che da allora non manca di tornare a rendere sazi e allegri i partecipanti. Lo Spiedo dell’Alta Marca Trevigiana è una cosa molto seria: regolamentato da un preciso decalogo-disciplinare, ha tutto a che fare con uno dei due valori su cui, come detto all’inizio dell’articolo, si fonda la poetica di Bastian, ovvero la convivialità. La prima regola dello spiedo è che “si mangia in compagnia: attorno a un fuoco acceso, in nome della condivisione di valori semplici”.

La carne viene cotta lungamente (per tradizione dalle 5 alle 8 ore) risultando morbida e succulenta. A prepararla è il Presidente dell’Accademia dello Spiedo dell’Alta Marca Trevigiana Leonardo Ricci. Un’occasione perfetta per fare festa e mangiare bene, per cui è sempre richiesta la prenotazione.

Un posto in cui tornare

Il bello di Bastian è che quando lo scopri dici: “Torno”. Perché è un posto per tutti, dove al tavolo si crea una sorta di comfort zone naturale. L’atmosfera informale ma ricercata, con quei tocchi materici tra legno e ferro, alternati a dettagli che riflettono un gran gusto estetico, invita a rimanere, così è un attimo passare dall’aperitivo alla cena e dalla cena ritrovarsi a guardare l’orologio e accorgersi che il tempo è volato, tra un buon cocktail e qualche risata.


Bastian Osteria
Via dei Da Prata, 24
Telefono: 0422424391
 

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