L'identità abruzzese si sente nei sapori e nella scelta degli ingredienti utilizzati per comporre i piatti di un menu che segue il ritmo delle stagioni e l’offerta generosa di prodotti provenienti dalla tenuta di Pietranico o da aziende fornitrici locali. Rosarubra Zen ha trovato così la sua ispirazione nel legame con il territorio, promettendo un connubio perfetto tra cibo e vino.

È questo il primo aspetto singolare di Rosarubra Zen: laddove solitamente troviamo ristoranti con cantine, più o meno ampie, qui è la cantina ad accogliere il ristorante e, infatti, nello stesso posto, puoi entrare per acquistare una bottiglia di vino Rosarubra oppure sederti per l’aperitivo, il pranzo o la cena. Il tutto in un ambiente volutamente ispirato ai colori e alle consistenze del vino: colori caldi, velluto, luci soffuse e legno, per preparare il palato all’incontro con i sapori e i profumi della cucina dello chef Moreno d’Antuono. Una cucina che unisce insieme tradizione e tecnica e che spazia dalle portate di carne a quelle di pesce, passando per tutto il ricco menu dedicato alle verdure, esaltate e valorizzate grazie all’attenta ricerca di combinazioni e contrasti.

Tra i tanti, c’è un altro aspetto che rende questo posto speciale: l’attenzione al cliente. Ragione per cui, appena, possibile, lo chef esce in sala per spiegare e illustrare i piatti ai commensali e offrire così un’esperienza completa. Completa e senza lunghe pause tra una portata e l’altra, come si intuisce già dal primo momento, con l’attesa tra l'ordinazione e l'arrivo della portata in tavola che rigorosamente non supera la decina di minuti ed è resa più piacevole dall’offerta di una gustosa amuse-bouche.

Il baccalà è spesso presente nelle ricette di mare abruzzesi ed è frequentemente abbinato con un contorno di peperoni. Da Rosarubra Zen, però, questo binomio classico viene presentato in una chiave moderna. Il taglio di baccalà Lomo extra di alta qualità viene bagnato in una pastella soffice e delicata, per poi essere fritto e condito con chutney di peperoni, una confettura dalla consistenza leggera, e infine condito con olio extra vergine di oliva al prezzemolo, polvere di spinaci e decorazione di agretti. La tenerezza del baccalà, avvolta nela crosticina della frittura, si sposa benissimo con il gusto forte dei peperoni e si accompagna a un calice fresco di vino bianco Triluna Rosarubra.

Un altro grande classico delle ricette di mare abruzzesi è la seppia: con i piselli o le patate, come condimento per la pasta oppure arrosto, per citarne solo alcune. Lo chef d’Antuono la propone in una versione primaverile abbinata alla vignarola, verdure primaverili del territorio che arrivano dalla tenuta di proprietà o da aziende agricole locali. Le verdurine, una volta spadellate in poco olio, vengono condite con una emulsione di fegato della seppia, per esaltare e stratificare il sapore di quest’ultima. La seppia, poi, rosolata su ambo i lati, viene tagliata a listelli, adagiata sul letto di vignarola e condita con olio al prezzemolo, emulsione di fegato di seppia, germogli e polvere di spinaci. Delicato al palato, questo piatto è perfetto se accompagnato da un calice di Trebbiano d’Abruzzo Rosarubra.

Cancellate l’immagine classica del vitello tonnato e sostituitela con il piatto che stiamo per raccontarvi. Il taglio di vitellino, tenero e saporito, è adagiato su un fondo di demi-glace ottenuta dall’accurata lavorazione delle ossa del vitellino e poi condito con la maionese tonnata, la demi-glase, germogli e polvere di porro bruciato per aggiungere un tono amaro al piatto, caratteristico della cucina italiana. Questi sono i dettagli che fanno la differenza.
Da bere un Cerasuolo d’Abruzzo Rosarubra.

Non un maiale qualunque, bensì quello nero autoctono abruzzese e allevato nella tenuta di proprietà sita in Pietranico; la stessa da cui provengono gran parte degli ortaggi utilizzati in cucina. Allevato allo stato brado, questo maiale impiega tempo a crescere, ma poi la qualità della sua carne ripaga tutta l’attesa. Soprattutto se cucinata in modo semplice e gustoso come in questo secondo preso dal menu à la carte: scottato e accompagnato da peperoni arrosto. Ma c’è di più, perché questo piatto è semplice eppure laborioso. Il sapore è infatti stratificato e amplificato grazie alla melassa di peperoni e al fondo di ossa di maiale. A ogni morso, il palato percepisce i vari gradi di gusto e le profondità del tono che gli elementi di questa portata possono offrire. Un piatto così deciso merita un calice di Intimo Rosarubra, Montepulciano d’Abruzzo.

Da Rosarubra Zen, ogni piatto ha una sua storia e una sua identità, anche il più classico dei dolci. La scelta della meringa italiana per questo semifreddo alla fragola è ponderata e di senso per lo chef che racconta e sa raccontare l’antica diatriba tra meringa italiana, apunto, e parfait francese. Solo la prima può esaltare il gusto della frutta e lui lo sa bene. Aggiungi poi una soffice nuvola di panna montata fresca e una cascata di fragole e lamponi locali e addolcisci infine con una pioggia di fiori di fiordaliso essiccati. La perfezione è nel piatto. E nel calice una novità della casa: il vino spumante brut Moon Eclipse.
Rosarubra Zen - Str. Lungofino, 5 - Città Sant'Angelo (PE). T: 0857966165
Strada Lungofino, Città Sant'Angelo (PE)